Il terremoto dello scorso mese di maggio che ha distrutto gran parte di alcuni comuni del modenese e del ferrarese ha fatto conoscere a tutti gli italiani, e al mondo, quanto siano importanti i campanili e le chiese per le comunità paesane emiliane. Ci sono dunque luoghi poco conosciuti in Emilia Romagna ma ricchi di storia e talmente unici che anche un terremoto non riuscirà a cancellare. Tra questi c’è nella periferia di Bologna la chiesa dedicata a S.Andrea Apostolo, detta di Quarto Superiore per non confonderla con Quarto Inferiore di Granarolo.

La chiesa viene nominata nel lontano 1378 ma il nucleo originario ha subito molti restauri nei secoli con i più importanti nel 1697 ancora nel 1748 e 1780. Questi interventi hanno cambiato la fisionomia tardo medioevale dell’edificio, ma non ne hanno intaccato il fascino, messo in evidenza anche dall’ambiente circostante che la rende ancor adesso una solitària chiesa di campagna.

Alla fine del XVIII secolo fu eretto il suo primo campanile e circa un secolo più tardi – nel 1869 – fu costruita la cappella maggiore, che fu poi affrescata dal bolognese Alessandro Guardassoni (1819-1888) e da Luigi Samoggia (1818-1904.) Nel 1899 venne inaugurato il nuovo bel campanile costruito su disegno del già allora famoso architetto bolognese Edoardo Collamarini (1863-1928) e venne realizzato l’attuale corpo della chiesa negli anni 1899-1910.

Specialmente questi ultimi interventi rispondevano al gusto di fine ‘800 che cercava di dare al restauro architettonico un’identità classica. L’interno della chiesa è nobilitato da belle opere d’arte antica del ‘600: nel tempio a destra c’è una tela con il crocifisso e con San Pietro Martire di Francesco Barbieri detto Guercino (1591-1666).

La tela sull’altare maggiore con la Madonna, il Bambino e i Santi Andrea, Sebastiano e Giovanni Battista, è della scuola bolognese di Francesco Albani (1578-1660).

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