Le torri “gemelle” di Bologna

Oggi sono il simbolo, conosciuto in tuto il mondo, della città di Bologna, anticamente erano il simbolo delle signorie che governavano la città. Parliamo ovviamente delle “due torri” di Bologna: Garisenda e degli Asinelli. Quest’ultima offre un punto di vista inconsueto della città, che è come affacciarsi sulla storia. Le torri “gemelle” Asinelli e Garisenda (entrambe edificate nel XII secolo) sono collocate strategicamente nel punto di ingresso in città dell’antica via Emilia. L’attuale isolamento in cui ci appaiono oggi al centro dello slargo di Piazza di Porta Ravegnana non corrisponde all’originaria sistemazione con costruzioni lignee intorno e passaggi sospesi di collegamento.

Realizzate in muratura come poche altre costruzioni, svolgevano importanti funzioni militari (di segnalazione e di difesa) oltre a rappresentare con la loro imponenza il prestigio sociale della famiglia. Alla fine del XII secolo di torri se ne contavano in città un centinaio di cui solo una ventina, sopravvissute ad incendi, guerre e fulmini, sono oggi ancora visibili. La Torre degli Asinelli è alta 97,20 metri e ha una scalinata interna di 498 gradini. Oggi sotto il portico sono state ricollocate alcune botteghe di artigianato a ricordo della funzione commerciale svolta dal medievale “mercato di mezzo”.

E l’unica torre visitabile (la Garisenda è ancora chiusa al pubblico causa lavori), l’ingresso è a pagamento, ma soprattutto è riservato a coloro che hanno gambe robuste e cuore forte, visti i gradini che bisogna salire per arrivare in cima. Comunque rimane sempre un’esperienza da fare per chi visita Bologna.

Non andarci sarebbe come dire di andare a Venezia senza farsi un giro in gondola, il fascino della città rimane, ma la sensazione di vederla da un altro punto di vista è notevolmente diversa.

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