Torrechiara è una frazione della città di Langhirano, nella provincia di Parma in Emilia Romagna. La città è famosa soprattutto per un suo castello, che da essa prende il nome.

Questo sorge sulle colline vicino alla città, a soli 18 km dalla provincia, e domina la vallata dove scorre il Torrente Parma. È molto bello e ben conservato, inoltre è uno dei pochi edifici d’Italia ad avere elementi sia di origine medioevale che di origine rinascimentale.

Molti castelli venivano usati esclusivamente come difesa e attacco durante le guerre. Questo invece no, serviva anche da dimora isolata per il Conte Pier Maria Rossi e la sua amante Bianca Pellegrini di Arluno. Infatti il castello fu fatto costruire dal Conte di San Secondo Pier Maria Rossi, tra il 1448 ed il 1460, sulle rovine di un precedente edificio, la cataforte risalente al 1259. Molto interessante è la storia di questo castello che adesso vi dirò.

Pier Maria Rossi Il Magnifico nacque il 25 marzo 1413 a Berceto da due nobili cremonesi. Essi governavano un quinto del territorio parmense e vollero per il loro figlio il meglio. Fu così che lo mandarono a studiare a Milano. Imparò la letteratura, la matematica, la musica, l’astrologia, il francese, lo spagnolo, il latino, il greco, l’arabo e l’ebraico. Si dedicò con grande successo alle armi, a tal punto da divenire capitano dei Visconti conquistando molti territori.

A soli 15 anni fu obbligato a sposare la figlia dei Signori di Montechiarugolo, Antonia Torelli, per firmare con loro un accordo di non belligeranza. Ma lui si innamorò di Bianca Bellegrini, dama di corte dei Visconti. Dopo anni di matrimonio e dieci figli, Torelli si ritirò in un convento, quello di San Paolo a Parma, permettendo così a Pier Maria Rossi di avvicinare Bianca a San Secondo. Fece costruire così il castello che diventò il loro nido d’amore.

Quando entrambi morirono, il castello passò in mano a diversi proprietari che gli apportarono varie, ma non significanti, modifiche. Dal 1911 ha il titolo di “Monumento Nazionale tutelato dal Ministero per i beni e le attività culturali” e fu aperto al pubblico. Non furono i vari proprietari, ma piuttosto il terremoto del 23 dicembre 2008 ad averlo molto modificato causandoli vari danni. Furono così costretti a chiuderlo per un determinato periodo.

Venne riaperto solo il 27 febbraio del 2010 ed oggi tutti lo possono ammirare in tutto il suo splendore. È un edificio magnifico all’esterno, per non parlare poi dell’interno. Molte sale con affreschi con temi naturalistici, fantastici, grotteschi. Leggete la seconda parte della recensione, in cui vi descriverò com’era il castello all’inizio e tutte le sale all’interno con i vari affreschi.

Del Castello di Torrechiara, struttura che sorge sulle colline vicino a Langhirano a pochi km da Parma, abbiamo iniziato a parlare nella prima parte. Ve ne ho descritto soprattutto la storia che, anche se molto bella, è stata un po’ superficiale. Altrettanto fantastici e degni di ammirazione sono gli interni del palazzo. Ma iniziamo descrivendo com’era il palazzo all’esterno inizialmente, appena costruito.

Siccome serviva anche da difesa e non solo come abitazione per i due amanti, aveva una struttura da fortezza. Era circondato da tre mura e per superarle era necessario passare attraverso un grande ponte levatoio. Erano presenti inoltre due fossati: uno che circondava il castello, mentre l’altro tutto per il borgo. Le torri dell’edificio era molte e quadrate, ideali appunto per la difesa, collegate tra di loro da una doppia cinta di mura.

Entriamo ora nel castello vero e proprio. Prima di tutto è situato su due piani, iniziamo a descrivere il piano terra. Qui le sale sono: l’Oratorio di San Nicomede, la Sala di Giove, la Sala del Pergolato, la Sala dei Paesaggi, la Sala della Vittoria, la Sala degli Angeli, la Cucina ed il Salone degli Stemmi. A parte la prima, l’Oratorio di San Nicomede, tutte le altre sale prendono il nome dal tipo di tema utilizzato per i loro affreschi. Inoltre quasi tutte sono state dipinte da Cesare Baglione.

L’Oratorio di San Nicomede ha un affresco di tema naturalistico: un cielo nuvoloso ed uccelli. Inoltre sono rappresentati anche un medaglione con un agnello, paesaggi con città e rovine. La Sala di Giove prendono il nome dal suo dipinto che rappresenta il Dio Giove, dentro una cornice, mentre scaglia un fulmine. Ha vicino a se un aquila. La Sala del Pergolato rappresenta un insieme di grappoli maturi che vengono assaliti da uno sciame di uccelli.

La Sala dei Paesaggi è affrescata con arabeschi, nastri, donne, animali, guerrieri romani, miti e cavalieri in lotta. Nella Sala della Vittoria troviamo, in una cornice, la Vittoria che danza tra le nuvole con in mano una corona ed un ramo di ulivo. La Sala degli Angeli ci mostra dipinti di angeli a un cartiglio dove c’è un ramo di melo cotogno. La Sala del Velario ha un balaustra con fiori e frutta e poi c’è la Sala degli Stemmi con rappresentati otto stemmi di personaggi famosi.

Al primo piano troviamo la Sala dell’Aurora, la Sala del Meriggio e la Sala del Vespro con uccelli, nuvole e scene mitologiche. Spettacolare è la Sala degli Acrobati con dei giocolieri su 4 leoni che eseguono esercizi con i cerchi. La più famosa e bella è la Camera d’Oro. Camera da letto di Pier Maria, è l’unica affrescata da Benedetto Bembo. Fu chiamata d’Oro perché le formelle in cotto sparse in tutta la stanza erano ricoperte da decorazione con foglie d’oro, poi tolte da un successivo proprietario. Inoltre ci sono 4 scene che rappresentano l’incontro dei due amanti.

Tour consigliati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


CAPTCHA Image
Reload Image

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.