Avellino, capoluogo della Campania, è adagiata tra due brevi affluenti del fiume Sabato, al centro di una vasta e verde conca circondata da un’ariosa schiera di monti, tra cui spiccano il Partenio e il Terminio. L’origine della città è molto antica anche se a quel tempo sorgeva qualche km più a valle, precisamente dove ora si estende l’abitato di Atripalda, sulle sponde del fiume Sabato. Era un fiorente mercato di scambi fra i prodotti della costa e i prodotti agricoli e pastorali dell’interno.

Avellino, sciorcio con Duomo e Torre dell'orologio
Avellino, sciorcio con Duomo e Torre dell’orologiofoto di Costangelopacilio ( CC BY-SA 4.0)

Al diffondersi del Cristianesimo la città divenne sede vescovile e diede i suoi martiri per l’affermazione della nuova fede. Dopo le invasioni barbariche, la città fu distrutta dai Longobardi. Fu allora che gli Avellinesi cominciarono a costruire la città sul colle dove ora sorge il Duomo. Durante il periodo della dominazione normanna, la città venne incendiata e saccheggiata dal re di Sicilia in lotta contro il conte di Avellino.

Duomo di Santa Maria Assunta e di San Modestino
Duomo di Santa Maria Assunta e di San Modestinofoto di Daniel Jünger ( CC BY-SA 3.0)

Fra i vari signori che ebbero in feudo Avellino ricordiamo i Monforte, i Filangieri e i Caracciolo. Sotto i Borboni la città divenne capoluogo di provincia nel 1806. Nel 1820 diede per prima l’avvio ai moti di insurrezione del Risorgimento Italiano. Danneggiata più volte dai terremoti, conserva comunque i suoi edifici medioevali. Visitiamo ora la città passando sotto gli archi dell’Acquedotto del Serino che alimenta Napoli delle fresche acque provenienti dal Monte Terminio.

Giro in città

Giungiamo in Piazza Castello con la Rocca medioevale e poi in Via Umberto I con la Chiesetta di Santa Maria di Costantinopoli e la Fontana di Costantinopoli. Procedendo in salita, usciamo in Piazza Amendola che è il centro più antico di Avellino. Il monumento che si innalza in mezzo alla Piazza rappresenta Carlo II d’Asburgo, fronteggiato dal Palazzo della Dogana. Poco più in là c’è la Torre dell’Orologio. Salendo da Piazza Amendola per Via del Duomo, ci troviamo davanti la Cattedrale che risale al XII secolo, ma fu rifatta più volte.

Percorriamo Via Nappi e incontriamo la Piazza della Libertà, dove sorge il Monumento ai Caduti. Qui Avellino è più moderna e spaziosa. L’edificio sull’angolo è il Palazzo di Giustizia del Settecento che ospita la Biblioteca Capone. Sull’altro lato invece la Piazza si apre in due lunghe vie: Via Mancini con il Municipio e Corso Vittorio Emanuele che è la più ampia e movimentata.

La Villa Comunale
La Villa Comunalefoto di Corvettec6r ( Pubblico dominio)

All’inizio di Corso Vittorio Emanuele potremo visitare il Palazzo della Prefettura che custodisce in se il Museo Irpino. Qui è raccolto un ricco materiale di marmi, ceramiche, terrecotte, bronzi, armi, monete, avori, autografi di illustri Irpini, costumi popolari che documentano la preistoria e la storia dell’Irpina. Alla fine del Corso c’è il Viale Gramsci, ombreggiato da grandi platani. Unisce le due vie la Villa Comunale, che è il Giardino Pubblico della città.

Visitare Castelfranci

Castelfranci è uno dei tanti comuni arroccati sulle colline che si susseguono lungo le sponde del Fiume Calore che scorre appunto ai suoi piedi. Ha una superficie di 11 Kmq. con una popolazione di 2.820 abitanti. L’altimetria di collina è di m. 342 minima e 680 massima s.l.m. Il clima è come quello degli altri comuni dell’entroterra campano, freddo secco nel periodo invernale e mite nel periodo estivo. Le prime notizie storiche si hanno intorno all’anno 780 d.C. durante la lotta tra i Ducati di Benevento e Salerno del quale questa «Terra» faceva parte.

Non rimangono allo stato attuale molti segni del suo passato, distrutti dall’incuria o dalla mano dell’uomo. Oggi esistono due vecchi mulini di costruzione marchesale a suo tempo alimentati da acqua corrente, la Chiesa parrocchiale e la Cappella della Visitazione in Piazza Municipio, gravemente danneggiate dal sisma del 1980. L’attività prevalente della popolazione è l’ agricoltura, con una buona produzione di olio, cercali e dell’ottimo vino Aglianico D.O.C, che allieta le buone tavole.

Il Comune è ben collegato con la provincia e con il resto della Penisola, per mezzo di pullman e dalla ferrovia Avellino-Rocchetta a pochi metri dal centro abitato. Gli itinerari turistici della zona sono di fama nazionale: l’Altopiano di Verteglia nel Comune di Montella; il «Lacene» nel Comune di Bagnoli Irpino; il Santuario del SS. Salvatore e quello di Montevergine. Ottime ed accoglienti le trattorie con succulenti piatti locati.

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