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A Natale non solo di addobbano alberi e si preparano presepi, nel pieno rispetto della tradizione cattolica, ma da un po’ di tempo ci si scambia anche una pianta o semplicemente un mazzo di fiori abbellito con del vischio o dell’agrifoglio (vedi anche  http://www.edendeifiori.it/1498/le-piante-natale.php) .

Ma perché si regala il Vischio o l’Agrifoglio?

Si dice che entrambi siano il simbolo della vita che continua.

La leggenda nordica che racconta l’antica origine del Vischio e dell’Agrifoglio come simboli di buon augurio e di pace è paradossalmente una leggenda di odio e di sangue.

Si racconta, infatti, che Baldur, figlio di Odino venne ucciso da un suo acerrimo nemico, Loki, con una freccia ricavata da un ramo di vischio.

Odino allora maledisse quella pianta che era stata la causa della morte del suo amato figlio, mentre la moglie del dio maggiore della mitologia norrena vi sparse sopra tutte le sue lacrime,- che miracolosamente si trasformarono in perle, cioè in quei frutti dalle bacche sferiche biancastre o giallastre translucide che caratterizzano il vischio e sono del tutto simili alle perle.

Il Vischio, comunque, per volere di Odino fu allontanato dai templi ove in epoche remotissime era entrato come pianta ritenuta sacra e venne sostituito con l’Agrifoglio sul cui cespuglio Baldur era caduto trafitto dalla freccia scagliata da Loki.

Per ricompensare questa pianta, ultimo giaciglio del suo sfortunato figliolo, Odino la rese sempreverde e punteggiata di bacche rosse a memoria nei secoli del sangue sparso dell’amato Baldur. Questa è la leggenda raccontata nella,Voluspà (La profezia della veggente) nell’Edda poetica e ripresa magistralmente nell’Edda di Snorri Sturlson (1178-1241).
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In realtà pare che le due piante entrassero a far parte dei riti dei Druidi, gli antichi sacerdoti Celti, che nelle loro foglie sempreverdi vedevano un simbolo della perennità della vita e dell’approssimarsi della Primavera. Siamo di fronte, dunque, ad un’origine pagana di due simboli natalizi ancora attuali, che il Cristianesimo accettò per portare rispetto alle tradizioni popolari, dal momento che erano e sono del tutto innocue sotto il profilo della fede e quindi, non ci sarebbe stato un solo motivo per non accettarle.

La festa pagana dell’Agrifoglio si celebra ancora l’8 luglio, secondo il calendario “delle streghe” e apre il cosiddetto tempo del “tinne” che termina il 4 agosto.

Invece l’8 dicembre è il giorno dedicato al Vischio

. La città italiana che ne fa una grande Festa è Saint Denis, in provincia di Aosta. Ma anche ad Argenta, in provincia di Ferrara, nello stesso periodo l’Associazione Culturale Celtica Trigallia organizza la “Festa di San Nicola, del Vichio e della Mela” che vede ogni anno aumentare il numero dei visitatori e degli appassionati.

Dunque il Vischio e l’Agrifoglio non sono solo vegetali tipici del periodo natalizio, ma fanno bella mostra di sè tutto l’anno e hanno nobili e antiche origini, degne d’essere ricordate.

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