L’Aquila, capoluogo dell’Abruzzo, si trova a circa 714 metri sul livello del mare ed ha 72609 abitanti. Si trova nell’omonima conca sulle sponde del fiume Aterno.

Oggi ha rinforzato la sua fama di città intellettuale con le sue ardite e moderne iniziative nel campo dell’alta cultura scientifica, umanistica ed artistica.

Ha una forma triangolare con il vertice sulla cima del colle e due ali che scendono verso il piano. Così anche la sua forma ricorda quella del solenne animale.

Già mille anni fa la città era invasa da castelli, all’epoca 99.

L’aquila nacque nel 1254 ma fu subito distrutta perché si unì ai Guelfi e fu così che Manfredi di Sicilia la punì. Nel 1265 Carlo I d’Angiò diede agli abitanti il permesso di riedificarla e di cingerla di mura. L’assedio più duro subito dagli Aquilani fu quello loro imposto nel 1423 dal condottiero Braccio da Montone.

Seguì un periodo di fioritura e, dopo Napoli, divenne la città più importante del Regno di Sicilia.

Fu poi attaccata dalla stessa Napoli e dalla Spagna.

Nel 1703 il terremoto si abbatté sull’Aquila ma gli abitanti, nonostante tutte queste sciagure, non si diedero per vinti. Lo stemma della città è così descritto: « D’argento all’aquila dal volo abbassato di nero, coronata, rostrata, linguata e armata d’oro, accostata alla scritta PHS in capo e IMMOTA MANET ai fianchi ».

Da visitare nell’Aquila ci sono la Fontana delle 99 Cannelle risalente al 1272, la Piazza Belvedere, la Chiesa di San Marciano, la Chiesa di Santa Maria di Roio, il Palazzo Persichetti, il Palazzo Rivera ed il Palazzo Dragonetti-De Tores. Troviamo Piazza duomo ornata da due fontane con statue, il Duomo eretto nel XIII secolo, la Chiesa del Suffragio ed il Palazzo delle Poste.

Ci sono la Chiesa San Marco, la Chiesa di Sant’Agostino, il Palazzo del Governo, la Villa Comunale, la Basilica di Santa Maria di Collemaggio, la Porta Bazzano, la Chiesa di Santa Giusta ed il Palazzo Centi. Poi visitiamo Piazza del Palazzo con la Torre del Palazzo di Giustizia. Da vedere ci sono anche la Chiesa di San Bernardino, il Parco del Castello ed il Castello stesso.

Ci sono poi il Museo Nazionale d’Abruzzo composto dalla sezione archeologica e dalla sezione medioevale e moderna, l’ospedale San Salvatore, la Chiesetta rinascimentale di Santa Maria del Soccorso, la Piazza Regina Margherita, la Via Garibaldi, il Palazzo Franchi, la Chiesa Santa Maria Paganica, la Chiesa di San Silvestro, la Chiesa di San Coppito e la Via Sassa.

La cucina dell’Aquila ci offre una lunga lista di saporiti piatti tra cui i famosi antipasti di prosciutto affumicato, i maccheroni alla chitarra, lo stracotto di manzo al pomodoro, il fritto misto di mozzarelle con droghe, la porchetta ripiena, il capretto al forno, le trote del Sangro, contorni di ogni genere, le scamozze e la frutta di stagione come le pere di Scanno. Tra i dolci ricordiamo le pizze di pandispagna e il torrone Nurzia alle cassate.

L’Aquila e la Marsica, tra rinascita e ridimensionamento

L’Aquila incomincia risorgere. Dopo il terribile terremoto che distrusse la città, cominciano a vedersi i primi segni di ripresa e di ricostruzione. Soprattutto gli edifici pubblici sono i primi ad essere oggetto di recupero e ripristino, vista la loro necessaria presenza sul territorio.

Sono ben 53 milioni di euro i fondi stanziati dalla Provincia dell’Aquila per la messa in sicurezza delle scuole di Avezzano e Sulmona. In particolare nel centro marsicano saranno 7 gli istituiti superiori a beneficiare degli interventi per un valore complessivo di 40 milioni di euro, mentre nella città peligna 13 milioni andranno ad altri 3 istituti.

Sarà il presidente della Provincia ad interagire con i vari istituti per stabilire gli interventi più urgenti. Il finanziamento più grande sarà destinato al liceo scientifico Pollione che da anni necessita di nuove aule.

Comincia così a riprendere vigore la scuola, che non è solo il luogo preposto all’apprendimento dei saperi, ma anche forse quello più importante per il connettivo sociale di una città, essa anche e soprattutto nella scuola cresce e si rinforza. Ecco perchè il sovvenzionamento è quanto mai utile e necessario alla nuova Aquila e a tutta la zona colpita dal disastro.

Tutto ciò avviene mentre nella stessa terra abruzzese un’altra zona cambia il suo assetto istituzionale. A partire dal 1° luglio, infatti, è entrata in vigore la riforma di riordino delle Comunità montane, votata dal consiglio regionale nel 2010, che ha sancito la rideterminazione territoriale di quattro enti: Montagna Sangro Vastese, Montagna Pescarese, Montagna di L’Aquila e Montagna Marsicana. I quattro enti prenderanno il posto dei precedenti 11 in un’ottica di riduzione della spesa per il loro funzionamento in ragione anche del taglio dei trasferimenti statali.

Altro importante obiettivo della riforma è rendere le Comunità montane “enti con una struttura organizzativa finanziariamente sostenibile – spiegano dalla presidenza della Regione -con il compito di rideterminare la dotazione organica in funzione dei servizi che esse andranno a svolgere”.

Intanto, anche alla luce dei nuovi provvedimenti del ministero sulla gestione finanziaria dei Comuni, il commissario delle Comunità montane marsicane, Stefano Di Rocco, ha lanciato un appello ai sindaci dei comuni marsicani al di sotto dei 6mila abitanti spingendoli verso la gestione associata dei servizi.

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