Regione Emilia-RomagnaLa Regione Emilia-Romagna ha inaugurato recentemente un nuovo giardino geologico all’aperto e un Museo all’interno della Terza Torre (in viale della Fiera, 8 a Bologna) che raccontano la storia della regione attraverso le sue pietre e il suo territorio. Il Mu-
seo-Giardino geologico “Sandra Forni” (collaboratrice del Servizio geologico sismico, scomparsa nel 2005) è nato da un’iniziativa del Servizio geologico sismico e dei suoli ed è aperto al pubblico (su prenotazione). Molto gradita è la visita dei bambini e delle scuole, con spazi e spiegazioni a loro dedicate, perché secondo i realizzatori di questo progetto è importante diffondere una cultura dell’ambiente attraverso la conoscenza, perché questo significa rispetto e sviluppo sostenibile e perchè il suolo è uno dei beni più preziosi dell’umanità.
Il giardino e il Museo allestito all’ingresso della torre sono organizzati lungo un percorso che illustra la storia geologica della regione e termina con un pannello sul futuro, per immaginare come sarà il mondo tra 50, 150 e 250 milioni di anni quando, secondo i più recenti studi, ci sarà di nuovo un unico grande continente.
Vi sono raccolti esemplari di rocce, minerali, fossili e suoli selezionati in 30 anni di rilevamenti svolti dal servizio regionale. I minerali più rari e di straordinaria bellezza sono stati donati o acquisiti da collezionisti e provengono da miniere, in gran parte oggi chiuse, di tutto il mondo: dalla Nuova Zelanda, all’Afganistan, al Marocco. Tra i materiali più preziosi conservati nel museo spiccano un topazio, una pepita d’oro e rocce di zolfo. Nel giardino geologico si possono, inoltre, ammirare rocce provenienti da tutta la regione (pietra di Bismantova, graniti e gessi) e da tutta l’Italia:  dalle Alpi Apuane al Vesuvio. Da gennaio, inoltre, gli spazi sono stati arricchiti con materiali provenienti dall’Antartide e dedicati all’energia del sottosuolo.
Dal primo marzo sarà possibile procedere alle prenotazioni pere le visite guidate, in particolare riservate alle scolaresche e alle associazioni del settore.

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