Teatri pugliesi fra ’800 e ’900 è giunto, dopo varie tappe, al Castello di Monopoli) ; la mostra rimarrà fino al 12 settembre.

La scelta progettuale e tematica ha inteso documentare e illustrare la storia dei teatri pugliesi all’interno di un arco cronologico compreso fra i primi decenni dell’Ottocento e gli inizi del Novecento, tralasciando vicende e cronache più recenti.
Quella che emerge, ripercorrendo storicamente la nascita dei teatri storici nella nostra regione, è una vera e propria “rete” di spazi teatrali, costruiti in Puglia, nelle città, nei centri medio grandi e in quelli minori, fra i primi anni dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento: un arco cronologico denso di cambiamenti negli assetti sociali, nei modelli comportamentali, che vede l’inarrestabile ascesa di una classe borghese sensibile ai moti dello spirito e attenta ai nascenti fenomeni culturali. Decenni caratterizzati dall’espansione urbanistica e dalla creazione di nuovi borghi, in cui il teatro rappresenta un’istituzione strettamente legata alla città ed al suo territorio, uno spazio “vissuto” dalla collettività e non più luogo privilegiato per pochi, motivo di orgoglio, simbolo di modernità e progresso in una regione dalla solida tradizione musicale.

Un patrimonio, quello costituito dall’architettura teatrale, talvolta danneggiato dall’avvento del cinema e dalle conseguenti trasformazioni, ma che fortunatamente, già da qualche decennio ha registrato un notevole interesse, con conseguenti iniziative tese al restauro ed al recupero funzionale di teatri da tempo abbandonati.
Fra gli anni Settanta e Ottanta una sempre maggior presa di coscienza da parte dell’opinione pubblica da un lato e l’attività di tutela svolta dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali dall’altro, sono state determinanti per salvare numerosi teatri storici da trasformazioni in cinematografi o da inadeguate destinazioni d’uso; e risalgono allo stesso periodo le prime fondamentali indagini sul sistema teatrale in Puglia.
La Mostra intende sottolineare i diversi aspetti di quelli che furono nello stesso tempo “luoghi di cultura” e “vetrina della società” perché si acquisisca la consapevolezza che il teatro svolge un ruolo sociale di affermazione dell’identità culturale, luogo di incontro e confronto, di aggregazione, di sperimentazione di nuove forme espressive e, dunque, parte essenziale del nostro patrimonio legato alla storia ed
alla cultura della regione.
Nella sezione della mostra dedicata ai teatri sono stati presi in considerazione quelli artisticamente più significativi e meglio conservati, quelli restaurati e salvati, quelli di grande tradizione, documentati da pannelli illustrativi e foto d’epoca; a questi sono stati accostati alcuni fra quelli per così dire “violati” dalle trasformazioni, di cui resta spesso la sola facciata.
Non poteva mancare un riferimento a musicisti pugliesi come Paisiello, Piccinni, Traetta, van Westerhout, Mercadante, Giordano, cui numerosi teatri sono dedicati e al talento monopolitano, espresso da Giacomo Insanguine e Orazio Fiume, di cui sono esposti spartiti, ritratti, ricordi personali.
L’attività artistica che si è svolta nei teatri pugliesi è illustrata, invece, da locandine, programmi, fotografie, bozzetti.
L’iniziativa è accompagnata da un catalogo, realizzato dall’Associazione Culturale comunic’Arteventi con contributi e testi di Michela Tocci, curatrice della mostra, di Annalisa Basso, Dinko Fabris, Lisa Pietropaolo, con fotografie di Michele Roberto.

Un approccio “coinvolgente” dedicato ad un pubblico curioso e soprattutto ai giovani che, visitando la rassegna, potranno accostarsi a luoghi, oggetti, storie e documenti che possano avvicinarli sempre di più al fascino spesso nascosto dei nostri teatri: spazi vivi, vitali, pulsanti, luoghi ricchi di storia e di arte che rievocano musicisti o compositori pugliesi conosciuti a livello internazionale, allo scopo di documentare questo inestimabile patrimonio della comunità, pugliese ed italiana, con un suo innegabile ruolo di attrattività e sviluppo per il nostro territorio.

Un ruolo della cui importanza sono convinti ed attivi sostenitori il Comune di Monopoli, il Sindaco e l’Assessorato alla Cultura, che hanno voluto cogliere questa occasione di dialogo per riproporre all’attenzione della comunità il tema degli spazi teatrali della città ed per Monopoli ed in particolare quello di un Teatro storico, il Radar, che deve trovare spazio nel sentire comune e nelle istanze della città per un recupero non più rinviabile.

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