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Si avvicina il Natale, tempo di panettoni, spumanti, banchetti luculliani alla luce intermittente di alberi di Natale addobbati e sotto lo sguardo di madonnine e santi nel presepe.
Come si prevede l’andamento dei consumi festivi? Una previsione diffusa è quella della CIA (Conf.italiana agricoltori) secondo cui gli acquisti dovrebbero rimanere stabili, se non addirittura aumentare in quantità (giusto un pochino dello 0,3% ) rispetto allo scorso anno. La spesa, in termini monetari, dovrebbe avvicinarsi ai 3,2 miliardi di euro. Dunque nessun crolloa Natale per i consumi, piuttosto, con grande probabilità, la conferma di un andamento già iniziato da qualche anno, cioè la scelta, per il cenone e i pranzi festivi, di prodotti italiani, magari proprio locali.
Secondo le stime della Cia saranno bevute 80 milioni di bottiglie, il 94% di produzione italiana, con una crescita del 1,5% rispetto allo scorso anno. Bene anche gli spumanti che dovrebbero registrare un aumento negli acquisti del 2%. Gli acquisti di dolci vedranno un segno più (+1,2%), frutta, sia fresca che secca, e verdure anche(+1,3%). In risalita pane e pasta (+ 0,8 e 0,7%). Ribasso, invece, per carni e insaccati (-0,4%) e per i formaggi (-0,5 %). Dove si farà la spesa? Le oltre 23 milioni di famiglie italiane, sempre secondo CIA, acquisteranno nella grande distribuzione commerciale (56%), seguita dai negozi tradizionali (24%), dai mercatini locali (18%), e da internet (2%).

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