Ormai fervono i preparativi, a poche settimane dall’evento religioso e laico insieme che terrà tutti i cittadini di Parabita, località in provincia di Lecce, vicini alla loro Madonna della Coltura. Infatti la Protettrice di Parabita è la Madonna venerata sotto il titolo “della Coltura” i cui festeggiamenti si svolgono nell’ultima domenica di maggio. Già il nome stesso «Madonna della Coltura», quasi dal fascino biblico, induce ad immaginare una storia remota legata, forse, ad un evento fantastico e prodigioso. Ed infatti è avvenuto proprio così: tutto ebbe inizio in un’epoca non collocabile storicamente, ma le cui vicende, tramandate oralmente, hanno sfidato l’oblio dei secoli.
Si racconta dunque che un anziano contadino, mentre arava il terreno con i buoi nella contrada denominata «Pane», improvvisamente sentì che l’aratro non avanzava più, e le bestie, piegate le zampe anteriori per terra come per inginocchiarsi, erano atteggiate ad un incomprensibile raccoglimento. Il contadino, aiutandosi con le mani, smosse la terra e grande fu la sua meraviglia quando si accorse che dal terreno affiorava una grande pietra sulla quale era dipinta l’immagine della Madonna con il Bambino. Stupito per l’inaspettata scoperta e preso da una grande gioia, l’uomo corse subito in paese per raccontare il fatto. Immediatamente tutto il popolo andò verso il luogo del ritrovamento, poi si formò subito una processione e il sacro dipinto venne trasferito nella chiesa parrocchiale per esservi custodito dignitosamente.
Ma la mattina seguente, i devoti che di buon’ora si erano recati in chiesa per pregare davanti a quell’immagine della Vergine che aveva voluto emergere miracolosamente dalla terra, ebbero una sgradita sorpresa: la pietra non c’era più. Allo scoramento e al panico seguì la ricerca affannosa, che fu fortunata: quella pietra con il dipinto fu trovata nello stesso luogo in cui il giorno prima era stata rinvenuta, e ciò parve a tutti segno inequivocabile che la Vergine voleva rimanere tra quei campi che per lungo tempo l’avevano custodita.
Fin qui la leggenda. Oggi la venerazione per la Madonna della Coltura è legata soprattutto alla preghiera dei contadini per un raccolto e una coltivazione sana e ricca. Ancora oggi in queste terre infatti il lavoro dei campi è fondamentale per il benessere di molte famiglie. Parabita, località a pochi chilometri da Gallipoli, non è fuori comunque dal movimento turistico e proprio il santuario della Madonna della Coltura è meta, soprattutto in questo periodo, di turismo religioso locale e non.
I festeggiamenti civili prevedono poi, oltre all’allestimento delle luminarie e delle bancarelle, anche momenti di allegria con gruppi musicali ed esibizione di bande. madonna-della-coltura

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One Reply to “Parabita e la Madonna della Coltura”

  1. Caro Rettore, assistendo da un po’ di tempo alla messa serale delle 18.30 constatiamo come ormai stiate riducendo la basilica in un assordante teatro con troppi e interminabili canti.si respira aria di faziosità e non di devozione.rimpiangiamo i bei canti di P.Renato,semplici e concilianti con la preghiera. siamo stufi di tutto questo esibizionismo ripetuto e ricercato da parte del “maestro d’orchestra”. non tolleriamo i rumori della batteria (tra un po’ di tempo sentiremo anche piatti e tamburi???).Se non ci saranno trasformazioni, saremo costretti a cambiare messa o tempio. Spero che prenderà in conto quanto sopra esposto

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