Dedicato soprattutto alle donne: vi invito a prendere treno, auto o aereo e farvi un week end di fine estate nella Capitale.

A voi che sfogliate settimanalmente le pagine patinate delle riviste femminili, a voi che amate le pose che fanno scivolare sete e cashmire sui fianchi di belle modelle, guardate com’era la moda di una volta e ammirate con quanta classe le modelle posavano in scenari suggestivi che facevano di un servizio di moda scatti d’autore.

A Roma fino al 7 settembre 2008, a Palazzo Poli, c’è la mostra retrospettiva di Pasquale De Antonis, “La Fotografia di moda 1946-1968”.

Questo fotografo è stato uno di quegli italiani che ha aiutato il made in Italy della moda, scattando sullo sfondo di Roma, modelle famose e meno al grande pubblico degli anni ’50 e ’60, mentre indossavano le creazioni sartoriali di stilisti come Gattinoni e le sorelle Fontana.

Guardare gli abiti di quegli anni è un tuffo nel passato dell’Italia del boom economico, l’Italia delle donne e della vanità.

L’Italia del buon gusto.

Non è una mostra da poco: De Antonis è stato un fotografo tanto apprezzato da aver lavorato per iol cinema con Visconti, per il teatro con Strehler, Gassman, Zeffirelli.

Persino Sinisgalli (poeta) lo notò al punto da commentare ”fotografo di dive, di dee, di mostri sacri”.

La bellezza in più a tanta bellezza? L’ingresso è libero!

CENNI BIOGRAFICI dal Comunicato Stampa

“Pasquale De Antonis nasce a Teramo nel 1908 e muore a Roma nel 2001. Dopo l’infanzia a Teramo, si trasferisce con la famiglia a Pescara e si dedica professionalmente alla fotografia dall’inizio degli anni Trenta. Nel biennio 1936 – 1937 frequenta il Centro sperimentale di cinematografia di Roma e nel 1939 si trasferisce definitivamente nella capitale dove rileva lo studio di piazza di Spagna del fotografo Arturo Bragaglia. In questo periodo si specializza nel ritratto fotografico e frequenta gli ambienti del cinema, dell’arte e della letteratura. É amico di Ennio Flaiano che gli dedica il racconto Le fotografie. Nel 1946 inizia a lavorare per il teatro collaborando con Luchino Visconti e successivamente con Guerrieri, Strehler, Gassman, Squarzina, Lucignani, Zeffirelli, Tofano e De Lullo. Partecipa alla vita culturale della Galleria l’Obelisco di via Sistina, dove entra in contatto con artisti quali Corrado Cagli, i fratelli Afro e Mirko Basaldella. Il suo interesse per la fotografia di moda matura grazie alla conoscenza di Irene Brin, giornalista affermata e co-fondatrice della Galleria l’Obelisco. Dalla lunga collaborazione con Brin (1946-1968) nascono raffinate fotografie che contribuiscono a definire l’immagine dell’alta moda romana nella sua prima fase di internazionalizzazione.”

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