Il “mago” Virgilio e la Puglia

Racconti che si tramandano da generazioni vogliono che il sommo poeta Virgilio sia stato più volte in Puglia e per varie ragioni abbia persino abitato in alcune sue località, come Brindisi. Si racconta infatti che a Brindisi Virgilio, innamoratesi dei luoghi e del clima, volle trascorrere buona parte della vita. Il poeta scelse per propria dimora una casa che si trovava sopra il promontorio su cui sono state collocate le colonne terminali della via Appia, a ridosso del porto.
Qui egli trascorse il tempo migliore della sua vita scrivendo le opere che dovevano dargli l’immortalità: le «Bucoliche», le «Georgiche», l’«Eneide» e qui egli morì, ricevendo dagli amici brindisini gli estremi onori prima che la salma venisse trasportata a Napoli.
È nella «Descriptio portus Brundisii», opera del monopolitano Aurelio Sereno pubblicata nel 1512, che si ha una prima menzione di una locale residenza virgiliana. «È davvero certo», scrive Aurelio Sereno, «che Virgilio abbia abitato a Brindisi e i resti della sua casa si vedono ancora oggi».
Sull’esile appiglio del dato dell’avvenuta morte di Virgilio a Brindisi, gli umanisti aragonesi avevano creato il mito della sua casa che, in realtà, non era altro che un edificio medioevale. Essi, però, in quel modo rendevano credibili tutte le leggende virgiliane fiorite nel Medioevo, soprattutto quella che aveva identificato il poeta con un «mago»: fissando a Brindisi l’epicentro di questa fioritura leggendaria, essi pensavano di rendere alla città un grande vanto. D’altronde Brindisi, ripopolatasi nel corso della seconda metà del 400, aveva bisogno di costruirsi una nuova immagine, in ricordo del glorioso periodo da essa vissuto in epoca romana.
La fama di Virgilio come “mago”, intendendo con questo termine la capacità di realizzare qualsiasi impresa, si diffuse presto in tutta la Puglia, sino a raggiungere la città di Taranto. Accadeva dunque che quando qualche opera fosse considerata troppo imponente o complicata, si dicesse: ma chi l’ha fatta, il mago Virgilio?
E così a Taranto l’opera dell’acquedotto, che portava l’acqua in città e soprattutto alla fontana che si trovava in piazza Mercato fino alla metà dell’800, fu attribuita proprio al genio di Virgilio, che secondo questa tradizione, avrebbe in una sola notte costruito l’acquedotto.

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