CC BY 3.0 Caricato da Marcuscalabresus
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Caricato da Marcuscalabresus (tratto da wikipedia)

La nostra bella Italia è ricca di parchi naturali protetti, molti dei quali, e forse per fortuna, sono sconosciuti al grande pubblico.

Questo loro essere “invisibili” li protegge ancor di più e li rende altamente produttivi per quanto riguarda flora e fauna, che crescono e sviluppano praticamente indisturbate.

Uno di questi posti è il Parco naturale dell Serre in Calabria. Si tratta di un’area naturale protetta istituita nel 2004.

Il Parco è situato tra l’Aspromonte e la Sila, ed è percorso da due lunghe catene montuose che, per il particolare allineamento, ricordano i denti di una sega (da qui il nome di “serre”).

L’area è incastonata in una natura incontaminata e dal fascino inquietante: grandi i boschi, tra cui il “Bosco di Stilo”, numerosi i corsi d’acqua con cascate, come quella del Marmarico – la più alta – nel comune di Bivongi e quella di Pietra Cupa sulla fiumara Assi di Guardavalle.

Storia e leggenda si confondono negli antichi siti dove aleggia ancora il mito del brigante Beppe Musolino.

Del Parco, la cui superficie è di 17.687 ettari, fanno parte 27 Comuni e 3 Province, Catanzaro, Reggio Calabria e Vibo Valentia.

È suddiviso in 5 zone per la varietà degli ambienti naturali che lo contraddistinguono e che necessitano di appropriate misure di tutela e di salvaguardia.

  • La zona A, riserva integrale, interessa il bosco Archiforo, quello di Santa Maria e il monte Pecoraro;
  • la B, riserva generale orientata, è caratterizzata dalle fasce perimetrali alla zona A;
  • la C, area di protezione, è la più estesa di tutto il parco, interessata da attività agro-silvo-pastorali e artigianali;
  • la D, di sviluppo, comprende i centri urbani, le aree perurbane, quelle di espansione e quelle destinate a insediamenti turistici e produttivi.
  • La quinta zona è costituita dall’oasi del lago Angitola.
CC BY-SA 3.0 Caricato da Marcuscalabresus
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Caricato da Marcuscalabresus

Geologicamente il parco è caratterizzato da graniti, porfidi, serpentini, dioriti e rocce quarzifere.

Ricchissima e variegata la fauna e la flora che si incontrano lungo i numerosi sentieri irresistibilmente belli e interessanti come quello realizzato dal CAI, Club Alpino Italiano, in memoria di Pier Giorgio Frassati il santo torinese, morto a soli 24 anni, che ha amato e vissuto la montagna intensamente.

Il sentiero “Frassati” si snoda ad anello fra i comuni di Serra San Bruno e Mongiana. Questo sentiero offre al visitatore emozioni uniche che riguardano sia aspetti spirituali, che storici e naturalistici, assolutamente da visitare.

Come da visitare sono importanti località che circondano il Parco. Una di esse è Riace.

Questo piccolo borgo, le cui origini risalgono al periodo aragonese, è stato un fiorente centro agricolo noto anche per le miniere di ferro e d’argento. Diffusa, nel passato, la lavorazione e la tessitura della ginestra. Intemazionalmente famoso per i suoi “Bronzi”.

Da non trascurare anche una visita all’ Ecomuseo delle ferriere e fonderia di Calabria che ha sede a Bivongi. l’Ecomuseo ha inteso consentire la riscoperta e la riappropriazione delle radici storico-culturali alle popolazioni dell’area, riutilizzandole come volano per la crescita sociale ed economica.

Le tracce più interessanti del ricco passato industriale risalgono alla dominazione spagnola e a quella borbonica. I primi a sfruttare le risorse minerarie furono le popolazioni indigene, già nell’età del ferro.

I greci contribuirono allo sviluppo di tale industria; i romani addirittura istituirono, nei pressi di Stilo, una colonia penale, in cui i condannati venivano costretti ai lavori forzati nelle miniere.

Una zona dunque dove il passato glorioso si confonde con un’epoca più vicina e industriale, dove il verde della natura e il grigio delle miniere e dei metalli si abbracciano per incantare il visitatore e incuriosirlo, proprio come una terra a vocazione turistica deve fare.

 

Maggiori informazioni su www.parcodelleserre.it

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