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Nella notte tra il 3 e 4 febbraio a Forlì, con più insistenza nelle strade del centro storico, si accendono tante pìccole luci fuori dalle abitazioni — dai ceri, alle candele, alle lampadine — in segno di devozione alla Madonna del fuoco.

Si ricorda in questo modo un miracoloso ritrovamento avvenuto nel 1428. In mezzo a ciò che restava di un distruttivo incendio scoppiato in una scuola, si ritrovò perfettamente intatta una xilografia che raffigurava la Madonna. La sacra immagine è oggi conservata nel Duomo.

Le manifestazioni in onore di questa effigie miracolata sono principalmente religiose; ma per l’occasione si svolge anche un’enorme fiera mercato di bancarelle di ogni genere.

In un giorno di febbraio di quasi seicento anni fa dunque tra le fiamme appare miracolosamente illesa un’Immagine della Madonnina, una semplice incisione su carta, incollata ad una sottile tavola di legno.

L’incendio dura più giorni; al termine tra le macerie annerite rimane solo l’Immagine della Madonna.

Le cronache ci riferiscono che il Maestro della scuola, Lombardino da Riopetroso, è molto devoto. I suoi alunni sono soliti recitare le preghiere ogni giorno, ed il sabato sera anche cantare le lodi alla Madonna davanti a quella semplice Immagine.

L’inverno è particolarmente freddo e, sebbene i ragazzi di allora non siano abituati alle comodità della vita, in quell’inizio di febbraio si deve pensare a riscaldare la scuola, nonchè le mani e i piedi dei piccoli allievi. E allora si decide di accendere un piccolo fuoco per riscaldare l’ambiente.

Quel 4 febbraio, quando cala la sera, per il freddo intenso tutti hanno voglia di tornare a casa ed escono  in fretta dall’aula, senza assicurarsi bene che il fuoco sia completamente spento e non vi siano pericoli di incendio.

Purtroppo una semplice favilla basta a sviluppare, indisturbata, il grande incendio.

Tutto è divorato dalle fiamme, solo l’Immagine della Madonna rimane  illesa tra le fumanti macerie e tutti rimangono attoniti ed ammirati nel constatare questo prodigio.

Il fatto diventa di dominio pubblico ed il primo ad accorrere è il giovane Governatore, Legato del Papa, Mons. Domenico Capranica che, partecipando dei sentimenti della gente, ordina di portare in Duomo, con una solenne processione, l’Immagine miracolosa.

La domenica successiva infatti, 8 febbraio 1428, fu portata, in processione, nella cattedrale. Oggi è ancorà lì e, dopo esattamente 580 anni, la si può ancora ammirare e venerare nella cappella a Lei dedicata.

Secondo gli usi della civiltà contadina, la Madonna del Fuoco veniva festeggiata già dalla sera prima con le “focarine”, i fuochi di giubilo protagonisti e teatro delle danze dei giovani.

Per quello che riguarda le altre celebrazioni civili, nel girotondo che va da Piazza Duomo a Piazza Saffi, si tiene la fiera-mercato, con bancarelle di tutti i generi, vestite di mimose; esse offrono ai forlivesi e ai visitatori la tipica piadina della Madonna del Fuoco, un dolce povero, il pane dolce dalla forma ovale farcito di uvetta e semi di anice, che a Forlì compare su tutte le tavole per questa festa.

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2 Replies to “Festa della Madonna del Fuoco a Forlì”

  1. Io sono italiana, vivo in Argentina dall 1950. Nella mia casa mia madre ha sempre enerato l´immagine della Vergine del Fuoco, per quello anche io la venero e lei ha un posto speciale in casa.
    In una ocasione mia madre ha acceso un cero e si è presa fuoco, l’immagine è rimasta intatta. Per me e una historia viva della mia storia in Argentina, cercando le radichi.

    Rita Rustignoli

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