“La radice dello zucchero” al museo della civiltà contadina di Bentivoglio (BO)

Inserito da nel mese di agosto 2010 — in Comunicati Stampa, Emilia-Romagna, Enogastronomia, Eventi in Italia

Al Museo della civiltà contadina di Bentivoglio, in provincia di Bologna, gestito dall’Istituzione Villa Smeraldi, proseguono gli appuntamenti domenicali della nuova stagione.
“La radice dello zucchero” e la storia della bieticoltura saranno i
protagonisti di domenica 29 agosto. A partire dalle 16, in collaborazione con la Coop. Soc. Anima, visita guidata alla sezione del museo dedicata alla storia della bieticoltura e al laboratorio per misurare il tenore zuccherino contenuto nelle barbabietole.
Come sempre, i partecipanti potranno visitare tutte le tradizionali sezioni espositive, i cui allestimenti offrono un vivo spaccato della vita contadina nelle nostre campagne fino alla metà del Novecento, nella sua prospettiva sociale, antropologica e socioeconomica. La panoramica è stata arricchita nel 2009 di nuovi spazi per circa 1200 mq grazie all’impegno della Provincia, con il sostegno della Regione e della Fondazione Cassa di Risparmio.
Il ciclo di incontri domenicali è organizzato in collaborazione con “Cra” unità di ricerca per la frutticultura di Forlì, Cso (Centro Servizi Ortofrutticoli), Associazione Gruppo della Stadura e Cooperativa sociale Anima. L’intento è accompagnare il pubblico alla scoperta della storia delle specialità gastronomiche tipiche e alla conoscenza dei gusti delle varietà di frutti coltivati nella nostra terra, con la partecipazione, di volta in volta, alle usuali attività di laboratorio o di degustazioni guidate.
Per partecipare alle iniziative è previsto il solo pagamento dell’ingresso al museo.
Il numero dei possibili partecipanti alle visite guidate e ai laboratori è limitato, pertanto è consigliata la prenotazione.
Prenotazioni e informazioni: segreteria del museo tel. 051 891050, nei
giorni feriali dalle ore 9 alle 12.


San Severino Lucano e la Madonna dell’Abbondanza

Inserito da nel mese di agosto 2010 — in Arte in Italia, Basilicata, Eventi in Italia, Vacanze in Italia

San Severino Lucano, posto nel territorio facente parte del Parco Nazionale del Pollino, sorse nel XV sec., quando i Sanseverino di Bisignano donarono il casale e le terre circostanti ai monaci dell’abbazia di Santa Maria del Sagittario i quali, per riconoscenza verso i Sanseverino, le diedero il nome di Casale di San Severino.
Di notevole interesse artistico è la chiesa Madre di Santa Maria degli Angeli, costruita nel 1500, che custodisce una croce processionale del 1600, un crocifisso ligneo del 1500, un prezioso ostensorio, vari dipinti del 1600 ed una scultura lignea del 1500 raffigurante la deposizione di Cristo, opera di Guido Mazzoni. Custodisce la statua della Madonna del Pollino, oggetto di culto in una delle più importanti manifestazioni religiose della Regione. Il Santuario della Madonna del Pollino è situato nel luogo in cui sorgeva la grotta dove, secondo la tradizione, fu trovata la statua in stile bizantino della Madonna. Il territorio di San Severino è costellato da numerosi mulini risalenti al XVIII e XIX secc, situati quasi tutti lungo il corso del torrente Frido.
Il 29 agosto a San Severino si festeggia la Madonna dell’Abbondanza, luminarie e bancarelle animeranno le vie del piccolo borgo lucano.


Teggiano, la Urbino del Sud

Inserito da nel mese di agosto 2010 — in Arte in Italia, Campania, Diari di Viaggio, Vacanze in Italia

In provincia di Salerno si trova un bellissimo e caratteristico comune arroccato su una collina e circondato da un paesaggio affascinante e fiabesco. Si tratta di Teggiano.
II nome è legato alle sue origini antichissime, che risalgono al periodo preromano, quando si chiamava “Tegia”. I Visigoti di Alarico la distrussero nel 410 d.C. e risorse col nome di Dianum. Nel 1486 il castello di Antonello Sanseverino, in cui era stata ordita la Congiura dei Baroni, fu assediato senza successo da Ferdinando d’Aragona. Ancora oggi conserva intatta la sua architettura medievale, per cui è considerata città-museo, la Urbino del sud come l’ha soprannominata qualcuno. Dal 1850 è sede di diocesi.
Il centro storico, cinto dai resti di fortificazioni angioine ed aragonesi, è dominato dal castello dei Sanseverino, datato 1285.
Imperdibile la visita alla Cattedrale di S. Maria Maggiore, ricca di opere del XIV e XV sec. ed alle circa 15 chiese del centro storico.
Inoltre nella zona non mancano strutture ricettive, alberghi e B&B, anche di lusso e dotati di ogni comfort.


Una visita da “brivido”: i cimiteri di Barcellona

Inserito da nel mese di agosto 2010 — in Estero

La città di Barcellona, in Spagna, offre indubbiamente tanto al turista, momumenti, chiese, palazzi sono le mete preferite dai viaggiatori.
La visita ai cimiteri di una città invece può ad alcuni apparire un po’ in contrasto con l’atmosfera serena di un viaggio. Tuttavia, è spesso interessante conoscere questi luoghi, sempre dotati di caratteri molto specifici, e tali da offrire una sorta d’immagine speculare della vita. Grandezza e splendore, miseria e intolleranza continuano a sussistere: e la corsa al potere e alla ricchezza ha spesso offerto agli artisti l’occasione di trasformare alcuni cimiteri in veri e propri musei all’aperto. Nel cimitero di Poble Nou troviamo da una parte le tombe dell’alta borghesia e, nascoste dietro un muro, le sepolture in rovina dei protestanti morti nel secolo scorso. Anche nel cimitero di Sant Andreu, in periferia, si possono ammirare mausolei che rappresentano dei veri e propri capolavori del liberty e affiancano le tombe in sfacelo dei poveri.
La visita è certamente interessante. Non dimenticate che nei cimiteri di Barcellona si può fotografare solo con una particolare autorizzazione.


L’eremo di Sant’Antonio Abate sui monti Euganei

Inserito da nel mese di agosto 2010 — in Arte in Italia, Vacanze in Italia, Veneto

Da collocare tra gli eremitaggi più noti dei Colli Euganei è la chiesetta di Sant’Antonio abate, ricovero di eremiti fino al XIV secolo e poi luogo di pellegrinaggio e culto per le popolazioni della piana circostante. Fu eretto probabilmente nel X secolo l’eremo sulla sommità del Monte. Non se ne hanno, però, notizie certe fino all’anno 1253.
L’undici ottobre di quell’anno un certo Wirixolo, ricco padovano che pare possedesse terreni anche sui colli, dispone un lascito nel suo testamento per la «ecclesie Sancte Marie de cima de Monte», chiesa che era quindi già esistente e ben conosciuta. Non è certa neppure la sua origine, anche se la tradizione popolare dei paesi di Rovolon e di Carbonara, più che di Teolo, e anche atti di donazione redatti negli anni successivi ne configurano sia la costruzione sia la dotazione di terreni a suo beneficio, come opera dei probi viri abitanti nei paesi in questione.
Del 1300 è sicuramente la statua in pietra della Madonna, scolpita in pietra d’Avesa da scalpellino di mano ferma e di buona capacità artistica, che è arrivata fino a noi. Mentre della primitiva costruzione in trachite della chiesa restano solo alcuni conci, qualche base e qualche cornice di colonne quadrate di pietra, inglobate nelle mura attuali.
La zona a settentrione e occidente del Monte della Madonna era da secoli sotto l’influenza benedettina, in particolare del monastero di Fraglia, oltre che dei monaci di Santa Giustina di Padova, da cui Fraglia ebbe vita. Così non c’è da meravigliarsi, se la chiesa e l’eremo, a partire dal 1508 dopo un primo restauro che li
risollevò da condizioni deplorevoli, furono assegnati alla responsabilità e alla cura dei monaci di Fraglia.
Molte furono le vicissitudini che coinvolsero il Santuario durante l’occupazione napoleonica e la confisca dei beni della Chiesa.
Ma alla fine del XX secolo, restituite le proprietà delle chiese agli Enti ecclesiastici, tra gli anni 1960 e 1970 si provvide alla ricostruzione e al restauro di tutto il complesso, con l’ampliamento dell’eremo alle dimensioni attuali. L’originale trecentesca statua della Vergine venne calata dal sommo del frontone ove era stata posta, restaurata e ricollocata nell’abside della chiesa.
Da qualche tempo la Sezione ANA di Padova si riuniva annualmente nel piazzale del Santuario, celebrando anche la Santa Messa per i caduti. Fu decisa l’erezione di un monumento in pietra del Grappa, su cui fu posta la statua in bronzo del Rollo, tolta dall’abside, che divenne così la «Madonna degli Alpini». Il piazzale fu chiamato: «Piazzale degli Alpini», i quali dal 1967 vi celebrano la riunione annuale nella seconda domenica di ottobre.