Inserito da marianna il agosto 31st, 2008 — in Enogastronomia, Lombardia

Nella bella Pavia, città di storia romana, con le sue cinta murarie, città longobarda, città di pellegrinaggi medioevali, sosta dei devoti che percorrevano la via francigena, la bella Pavia, da percorrere a piedi fra le sue strade e le sue chiese, tagliata dal Ticino, circondata dalla pianura padana, a settembre ha un motivo in più per essere visitata.
Dall’11 al 15 settembre 2008 ospita, infatti, la 56a edizione di Autunno DOC, tradizionale appuntamento enogastronomico dedicato alle tipicità regionali agroalimentari e artigiane, presso il Palazzo Esposizioni di Pavia.
All’apertura, l’11 settembre, il primo importante appuntamento: “A cena con Paolo Massobrio”, giornalista esperto di enogastronomia che farà da introduttore alla mostra, parlando delle eccellenze locali.
Insomma,appassionati del buon mangiare e del buon bere, qui un bel sorso di Barbera non ve lo toglie nessuno.
Il calendario è fitto, ecco alcuni appuntamenti tratte dal comunicato stampa:
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Inserito da pivari il agosto 31st, 2008 — in Comunicati Stampa

Una crociera nel Mediterraneo su una nave MSC per i clienti di Evolution Travel.
Evolution Travel propone un concorso riservato esclusivamente ai propri clienti che abbiano prenotato e viaggiato nel periodo compreso tra il 3 aprile e il 30 settembre del 2008.
In palio una crociera nel Mediterraneo su una nave MSC.
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Inserito da Gabriele Zompì il agosto 30th, 2008 — in Puglia, Vacanze in Italia

Era il 16 gennaio 1910 quando nel monastero della Carmelitane Scalze di Gallipoli avvenne un fatto straordinario.
L’allora Priora del monastero, madre Carmela del S. Cuore di Gesù (al secolo Ida Piccinno), si trovava a letto vittima di una malattia in quel tempo molto diffusa: la pleurite. Alle prime luci dell’alba di quel 16 gennaio, avvertì una strana sensazione, come se qualcuno la toccasse sul petto, scuotendola come per svegliarla. Rivolgendosi allo sconosciuto personaggio la madre disse: « Lasciatemi, poiché sono tutta sudata ». E subito una voce con tonalità femminile le rispose: « Non temete, ciò che faccio è per il vostro bene, non per il vostro male ». E continuò: « Dio si serve indifferentemente degli esseri del cielo come di quelli della terra: ecco, io vi porto cinquecento lire per sovvenire ai bisogni della vostra comunità ». La priora rispose: « Ma i debiti del convento sono solo di trecento lire! ». Solo molto tempo dopo si scoprirà che quella strana voce apparteneva a S. Teresa di Gesù Bambino, conosciuta anche come Teresa di Lisieux e come Santa Teresina. Ma a questo punto è doveroso fare un piccolo passo indietro onde spiegare il motivo per cui la madre superiora del monastero avesse urgente bisogno di quelle trecento lire. Una legge del governo italiano del 17 febbraio 1861 aveva stabilito l’espropriazione e la soppressione di moltissimi beni ecclesiastici, soprattutto nel Meridione d’Italia, laddove erano anche più numerosi. Tra questi beni figurava il monastero delle Carmelitane di Gallipoli, che come gli altri poteva garantirsi la sopravvivenza solo pagando una cospicua percentuale di tributi all’erario.
Fino al 1910 la comunità delle Carmelitane di Gallipoli si era retta grazie al provvidenziale ingresso in convento di una nobile e facoltosa giovane gallipolina, Ida Piccinno (poi divenuta madre Carmela del S. Cuore di Gesù), che qualche anno dopo la professione solenne dei voti fu, con una speciale dispensa del Papa, eletta priora del monastero. Si tratta dunque della stessa priora che sarà protagonista dell’episodio di cui stiamo parlando. Madre Carmela fino al 1908 non aveva mai sentito parlare di quella giovane carmelitana d’oltralpe morta in odore di santità qualche anno prima.
E d’altronde non c’è da stupirsi per questo, visto che persino in Francia la piccola Teresa non era ancora considerata né una mistica, né tanto meno una santa, neppure tra le mura del suo stesso convento.
Sappiamo infatti che solo nel 1925 Teresa Martin (questo era il suo nome “nel mondo”) fu proclamata santa dall’allora papa Pio XI. Madre Carmela dunque venne a conoscenza della spiritualità di Teresa solo dopo che la priora delle suore Marcelline di Lecce le fece dono dell’autobiografia della mistica francese, meglio nota col titolo di “Storia di un’anima”, divenuto poi un best-seller.
Intanto il monastero di Gallipoli chiuse l’anno 1909 con un deficit, riscontrabile ancor oggi nel libro dei conti, il passivo ammontava appunto a trecento lire. Fu così che madre Carmela decise di cominciare assieme alle sue consorelle un triduo di preghiere alla SS. Trinità chiedendo l’intercessione di Teresa di Lisieux. Così la notte fra il 15 e il 16 gennaio 1910. ultimo giorno del triduo, accadde ciò che le carmelitane speravano, ma che nessuno pensava potesse realmente avvenire.
Dopo l’apparizione in sogno di Teresa di Gesù Bambino, madre Carmela corse verso la cassetta delle offerte, collocata nella “stanza della ruota” e con immensa meraviglia vi trovò le cinquecento lire promesse. Nel dialogo poi tra madre Carmela e S. Teresina vi furono degli elementi che permisero a questo miracolo di pervenire alla Congregazione per le Cause dei Santi e, quindi, di essere ritenuto utile per il processo di beatificazione e poi santificazione di Teresa di Lisieux.
Due sono gli elementi più significativi: il primo è la presentazione che S. Teresa fa di se stessa dicendo alla priora del Carmelo di Gallipoli di “non essere la nostra Santa Madre (S. Teresa d’Avila) ma la Serva di Dio, Suor Teresa di Lisieux”; il secondo elemento è la frase di commiato pronunciata da S. Teresina: “La mia via è sicura. Non mi sono sbagliata seguendola”. Solo dopo diversi anni si saprà infatti che la carmelitana di Lisieux aveva detto ancora in vita alle sue consorelle “un giorno vi farò sapere se la mia via è sicura”.
A quel prodigioso evento del gennaio 1910 ne seguirono altri e sempre con lo scopo di non far ricadere nei debiti il monastero di Gallipoli.
Oggi quel monastero ospita circa venti carmelitane, ed è divenuto uno dei più floridi e significativi Carmeli d’Italia.
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Inserito da Gabriele Zompì il agosto 30th, 2008 — in Arte in Italia, Puglia, Vacanze in Italia

Nel territorio di Squinzano, a 15 chilometri da Lecce, proseguendo verso la superstrada che porta a Brindisi, si imbocca un viottolo di campagna che conduce alla chiesa romanica di 5. Maria delle Cerrate (sec. XII), da qualche anno restaurata insieme ai suoi affreschi che sono stati distaccati dalle pareti e conservati nei locali attigui adibiti a museo delle tradizioni popolari salentine.
Alla Chiesa era annesso il famoso cenobio basiliano, dove il Galateo si recava a trovare l’abbate Niceta per cercare un po’ di quiete per il suo spirito.
Fino a pochi anni fa la chiesa era in uno stato pietoso, in completo abbandono ed adibita durante il periodo della raccolta a deposito dei prodotti agricoli. Oggi essa è meta di turisti e studiosi di ogni parte del mondo .
L’Abbazia di Cerrate, che è una chiesa benedettina dei primi anni del 1100, possiede il prospetto a capanna, con un rosone centrale, decorato da archetti e lesene le quali scompartiscono la facciata in tre settori.
L’archivolto del portale romanico – bizantino è formato da un seguito di altorilievi figurativi rappresentanti S. Michele Arcangelo, il Battesimo di Gesù, la Natività, l’Adorazione dei Magi la Visitazione di S. Elisabetta e la preghiera di un basiliano. La tecnica architettonica è ancora molto incerta e quasi rudimentale; tuttavia essa merita molto interesse per il fatto che precorre di alcuni decenni i tentativi romanici di altre regioni d’Italia.
L’ambulatorio esterno, che corre lungo il fianco sinistro della Basilica, è sorprendente per la varietà dei capitelli zoofori, che coronano le ventiquattro agili colonne binate.
Di grande valore sono gli affreschi murali che adornavano l’interno; tali affreschi risalgono ai primi anni del XIV secolo e raffigurano: l’Annunciazione, il Transito della Vergine, S. Giorgio che uccide il drago, un episodio di caccia di Boemondo o di Tancredi, che si riferisce al nome della Chiesa e del Cenobio.
Nonostante l’opera vandalica di molti visitatori che vollero segnare i loro nomi, gli affreschi conservano nella larga vivacità della composizione e nel progresso della tecnica, l’impronta della Scuola giottesca.
L’ Abbazia di Cerrate rimane comunque uno dei migliori esempi di arte romanica presenti sul territorio leccese e merita senz’altro una visita attenta e scrupolosa da parte di un turista raffinato e amante dell’arte.
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Inserito da marianna il agosto 29th, 2008 — in Sicilia, Vacanze in Italia

Vi piace Baglioni?
Vi piace la Sicilia?
Volete fare una bella vacanza settembrina?
Allora ecco ciò che fa per voi: l’Isola di Lampedusa, con la bianchissima sabbia della Spiaggia dei Conigli, con le sue rocce nere vulcaniche, con il suo mare pulitissimo.
Il 27 settembre Claudio baglioni canterà sulla spiaggia della Guitgia, gratuitamnete, per la felicità degli abitanti del posto e dei vacanzieri.
Ma certo lampedusa non va visitata solo per il cantante.
bellissima perla della natura, è stata definita una delle più belle zone di mare del mondo.
Qui le tartarughe Caretta caretta vengono a deporre le loro uova, nel silenzio della sera.
Non disturbatele, piuttosto approfittate del mare turchese, delle tante offerte di pranzi, ceni e persino pernotti in barca.
Tante cose da vedere ci sono qui, tanta natura, ma anche storia.
L’isola ha avuto insiediamenti sin dall’età del bronzo. nel 1553 cadde sotto il dominio turco.
Poi entrò nel regno borbonico.
Ma la particolarità di quest’isola è la architettura indigena. Potete imbattervi nei dammusi , antichi e moderni, case con tetto a cupola, che serviva a raccogliere l’acqua piovana.
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