Inserito da cinzia nel mese di febbraio 2007 — in Eventi in Italia, Vacanze in Italia
“Carnevale si chiama ancora Vincenzo”
Convegni e Spettacoli sui rituali dell’inversione in Irpinia
Dal 14/02/07 al 17/02/07 nei paesi di Montoro sup. Serino e Solofra
Un’iniziativa ideata dall’associazione culturale il Simposio e promossa dall’Assessorato alla cultura – Comunità montana Solofrana Serinese-
La Maschera è di scena ed è il tema portante della Rassegna e dei Convegni ideati dal dott. Valerio Ricciardelli ricercatore ed antropologo irpino.
Il Carnevale è il giorno in cui tutti si mascherano, è la festa della Folla e dei “folli”, dove tutto viene messo in discussione, se stessi come lo stesso gruppo sociale di appartenenza. Tramite una Maschera, fuori dall’Istituzione teatrale in cui l’azione del mascherarsi diventa prerogativa esclusiva del pubblico non più dell’attore, s’invertono finalmente i ruoli: i buoni diventano cattivi e gli umili possono diventare i potenti. Libero sfogo alle pulsioni, ai desideri nascosti, a quegli istinti repressi. Cadono i veli e i freni inibitori sembrano non esercitare più alcuna funzione. Il Mascherarsi, non solo in occasione della Festa, esercita un forte fascino sull’uomo, avendo significati profondi ed inscritti nel codice comportamentale umano.
La Maschera con la sua fondamentale funzione di fornire un’identità a chi se ne serve, per esigenze rituali, comunitarie o sociali, pone in essere una figura differente rispetto a quella che caratterizza chi la indossa. Maschera e Persona sembrano essere la stessa cosa, poiché il termine stesso di persona deriva dal greco pròsopon che vuol dire appunto Maschera.
Chi la indossa come per magia diventa ciò che la maschera stessa rappresenta, essa ha in sé una forza trasformante che modifica l’identità del ricevente prima, conferendogli l’Identità Altra poi. Questo stesso concetto sta sotto l’antico uso della Maschera, nei riti tribali, in cui essa è adorata e vissuta come reale apparizione di quell’essere che essa rappresenta. La Maschera, qui, ha la funzione di trascendere l’essere umano, ponendolo in identificazione con la Divinità protettrice dell’etnos e referente di tutta la funzione o la festa rituale. Nella modernità la maschera non perde la sua primordiale funzione di trascendere l’uomo ciò che invece differenzia i due contesti, quello tribale e quello moderno, è la Realtà Altra di riferimento. Questa, oggi, rispondendo ai dettami imposti dalla stessa società proietta ( in questo vizioso circolo ) sulla stessa società una serie di calchi, di figure e ruoli sociali cui i suoi membri devono attenersi per potere esistere, per poter costruire un senso e illudendosi di partecipare a quella totalità di riferimento.
La Maschera così descritta ma anche quella tradizionale e carnascialesca sarà la protagonista dei convegni, voluti dall’assessore alla cultura comunità montana, che si terranno tutti alle 18:00:
-il 14 -02 a San Pietro di Montoro inf.( presso l’Arciconfraternita );
-il 15-02 a Sala di Serino AV ( nell’Aula consiliare );
-il 16-02 a Solofra AV ( nel palazzo Ducale Orsini );
-il 17-02 a San Michele di Serino AV ( presso la sede della Comunità Montana ).
Convegni ai quali parteciperanno antropologi, docenti universitari e artisti di fama internazionale come ad esempio: prof.Lombardi Satriani e il M° Roberto De Simone.
Dopo i Convegni, alle 19:00 si apriranno danze e spettacoli di gruppi del carnevale del territorio ma anche di altri contesti culturali come ad esempio: la Tradizione carnascialesca della Sardegna.
Per informazioni contattare il direttore artistico dott. Valerio Ricciardelli 3409067055 ludojacopo@libero.it
di Cinzia Vigilante Teatroterapeuta
Inserito da dianacataldo nel mese di febbraio 2007 — in Comunicati Stampa
Paternopoli (Avellino) – Tre giorni di festa e folclore, di tradizioni, balli e divertimento, nella cornice di una delle manifestazioni più belle e sentite dell’Irpinia: il Carnevale. A Paternopoli si rinnova la tradizione che è fatta di ingegno e cartapesta. Di satira e divertimento. E’ atteso, infatti, il ritorno dei carri allegorici che sono i protagonisti di uno degli eventi più suggestivi della Campania.
Fervono i preparativi per il Carnevale Paternese, giunto quest’anno alla sua 26esima edizione, che si terrà il 18, 19 e 20 febbraio. Un Carnevale che si caratterizza dunque per i suoi splendidi carri, che hanno fatto guadagnare a Paternopoli la definizione di “Viareggio del Sud”. L’allestimento dura praticamente un anno. I carri, infatti, vengono preparati con la massima cura dai cittadini del comune irpino in vista delle sfilate che sono il fiore all’occhiello della festa più colorata dell’anno.
Prima tappa del Carnevale Paternese – organizzato dalla Pro loco 2000 (associata Unpli) presieduta da Raffaele Grasso, supportata dalle associazioni e dai gruppi locali, in collaborazione con il Comune di Paternopoli e con il patrocinio di Comunità Montana Terminio Cervialto, Provincia di Avellino e Regione Campania – è il terzo raduno dei camperisti del Club Traiano, in programma il 17 febbraio. Lo scorso anno l’iniziativa ha fatto registrare la presenza di ben duecento camper. Per i viaggiatori ci sarà la prima iniziativa del Carnevale, con una serata folk e latino-americana in programma alle ore 21 presso la tendostruttura di Paternopoli.
Il 18 febbraio si entra nel cuore del Carnevale a partire dalla mattina. Si parte con la prima Mostra Mercato del Carnevale Paternese. Dalle ore 10 artisti di strada animeranno le vie di Paternopoli, mentre i turisti potranno dedicarsi alla visita di cantine e oleifici per degustare i prodotti tipici del territorio. In programma una sorpresa per i più piccoli e per le loro famiglie, che potranno salire su un simpatico trenino per scoprire gli angoli più suggestivi del paese e compiere un primo viaggio nella festa.
Alle ore 14 da via Piano, dove sarà realizzato un arco simbolo dell’ingresso alla festa, tra fuochi pirotecnici si darà il via alla sfilata dei carri allegorici che attraverserà tutto il paese. Saranno i cartoni animati e le favole i protagonisti del Carnevale 2007. Cinque splendide opere ispirate che sfileranno lungo le strade di Paternopoli: Tom & Gerry, La favola di Peter Pan, Winnie The Pooh, Braccio di Ferro e Tiger Man, ispirato al quadro politico italiano, con un Berlusconi a cavalcioni su una tigre.
Ogni carro sarà accompagnato da un suo gruppo di ballo, con costumi e coreografie ispirate al tema del carro.
Insieme ai carri allegorici sfilerà anche il Carro della Pasta e Fagioli, organizzato dal gruppo del Centro Anziani: un camino in stile antico, con salumi messi ad essiccare al calore del fuoco. Sul carro speciale le anziane si esibiranno nella tipica tarantella per poi concludere la sfilata con la distribuzione a tutti di pasta e fagioli sapientemente preparata dalle massaie di Paternopoli.
E ancora, il trenino per i più piccoli, gli immancabili balli popolari, con la tarantella in testa e, naturalmente, decine e decine di maschere classiche.
Alle ore 20 appuntamento nella tendostruttura di piazza Kennedy, dove in uno spazio riscaldato di oltre 600 metri quadrati si esibirà il gruppo Neapolis 99, che proporrà cover di Renzo Arbore.
Il 19 febbraio seconda giornata del Carnevale Paternese, con l’appuntamento serale: alle ore 22 il II Carnival House Dance nella tendostruttura di piazza Kennedy, realizzato in collaborazione con l’associazione “Attivamente”.
Il 20 febbraio ritornano i carri allegorici e sarà di nuovo festa lungo le strade del paese. A rallegrare la mattinata saranno sempre artisti di strada e il trenino per i più piccoli, mentre alle ore 14 si ripeterà la sfilata delle cinque splendide opere che anche quest’anno incanteranno gli amanti del Carnevale. Al termine avverrà la premiazione del carro più bello.
In serata alla tendostruttura spazio alla musica folk e latino-americana.
Il Carnevale Paternese si chiude come di rito con la “Morte del Carnevale”: il 21 febbraio la sfilata comincerà alle ore 18 e si chiuderà con la recita del testamento di Carnevale, che come sempre avrà per oggetto le vicende politiche locali rese in chiave satirica. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con l’associazione “Risveglio”.
Abbinata al Carnevale Paternese c’è anche una lotteria, autorizzata dal Monopolio dello Stato, che quest’anno mette in palio una Fiat 600 Active. L’estrazione avverrà il 31 marzo.
UFFICIO STAMPA CARNEVALE PATERNESE 2007
Diana Cataldo
Tel.: 349/6636971 – 320/4332561
E mail: carnevalepaternese07@libero.it
Sito web: www.proloco2000.it
Inserito da ptnet nel mese di febbraio 2007 — in Vacanze in Italia
Maggiore trasparenza nel settore delle tariffe aeree con il via libera di giovedì scorso al pacchetto Bersani sulle liberalizzazioni.
Ma è davvero una svolta? Leggi Tutto …
Inserito da Ariannaandfriends nel mese di febbraio 2007 — in Toscana
Avrete il piacere di visitare una vera fattoria vitivinicola che si trova sulle colline del comune di Terricciola (Pisa), chiamata anche “città del vino”….venite a scoprire perché.
Scegliete fra i tre appuntamenti programmati per ogni data.
date: Domenica 18 Febbraio, 4 Marzo, 11 Marzo, 25 Marzo 2007
Alle ore 11:30, alle 16:00 e alle 19:00 visita guidata per scoprire la fattoria,tempo permettendo farete anche un giro tra le vigne, poi visiterete le vecchie e le nuove cantine e imparerete tutto ciò che c’è da sapere sulla produzione del vino.
Dopo la visita della fattoria le porte del salone dell’agriturismo si aprono per una ricca degustazione guidata degli eccellenti vini Chianti e Igt e del buonissimo olio extra vergine di oliva. I proprietari dell’agriturismo vi prepareranno un delizioso buffet con prodotti tipici locali come formaggi, crostini, salumi e zuppe
Ideale per coppie, gruppi di amici, famiglie
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prezzi 15,00 per la merenda e 20,00 per pranzo o cena
compresa la visita e la degustazione. sconti per bambini
prenotazione obbligatoria almeno 3 giorni prima
per contatti Arianna: +39 340 784 4938 mail:info@ariannandfriends.com
Inserito da salinger nel mese di febbraio 2007 — in Puglia
Otranto non è solo mare, sole e spiagge. Otranto ha una cultura antichissima, addirittura pre messapica che ha avuto da sempre come propria vocazione l’Oriente.
Già in epoca romana viene riconosciuto alla città la potesta di battere moneta. Il suo porto è stato sempre il punto di riferimento per chiunque dovesse partire o arrivare dall’oriente. Come narra la leggenda Enea approdò a pochi Km dalla città (porto Badisco), San Paolo fu di passaggio dalla città, la crociata organizzata da Federico II partì da Otranto e tantissime altre circostanze attestano l’importanza strategica del su porto.
Ma il momento aulico della storia idruntina fu indubbiamente i secoli della dominazione bizantina. Otranto difatti era il fiore all’occhiello del militarismo di Bisanzio, tanto che le sue mura seppe resistere agevolmente ai numerosi tentativi dei saraceni di fare sacco della città proprio mentre nel resto del sud Italia e dell’europa mediterranea serpeggiava il terrore per l’arabo.
In questo periodo Otranto era alla testa di un territorio molto vasto che comprendeva gran parte della Puglia, della Basilicata e della Calabria settentrionale. Era la Terra d’Otranto che poi nei secoli si sarebbe contrapposta per storia, cultura, lingua, alla vicina terra di Bari.
Nelle immediate vicinanza della città un monastero ce era uno dei più ricchi dell’Italia meridionale: l’Abbazia di San Nicola di Casole. Gestito da monaci basiliani, aveva una biblioteca ricchissima la cui consultazione era possibile a tutti. Alcuni studiosi hanno riconosciuto nell’Abbazia dei germogli di quelle che sarebbero divenute le prime Università d’Italia. Non soltanto, a Casole si creò una cerchia di letterati la cui poetica fu addirittura anticipatrice della poesia in volgare siciliana.
Da Casole partiva ogni mattina un monaco che nel XII secolo intessellò il preziosissimo mosaico e monumentale della Cattedrale della città di Otranto, era il Monaco Pantaleone.
Questo rifiorire di cultura ed arti fu purtroppo interrotto nel 1480 quando una flotta turca approdo a pochi km da Otranto e dopo un serrato assedio fece razzia sulla città e mise a ferro e fuoco Casole. Si salvarono alcuni manoscritti che un Vescovo prelevò qualche periodo prima della distruzione. Oggi questi manoscritti sono disseminati in diversi Musei Europei.
L’antica terra d’Otranto cominciò con i secoli ad identificarsi con l’odierno Salento geografico che comprende le province di Lecce, Brindisi e Taranto. La città di Otranto dopo la presa turca non ritornerà più ai fasti precedenti e con i secoli dovette lo scettro alla emergente Lecce che nel XVII secolo conobbe un periodo floridissimo dal punto di vista artistico e letterario sfociato nell’originalissimo barocco Leccese.