A Castelvetere (AV) terza edizione di “Sapori nel Borgo”

Inserito da nel mese di dicembre 2006 — in Comunicati Stampa

Castelvetere sul Calore (Avellino) Talk Show, artigianato, degustazioni dei grandi vini irpini a cura di importanti giornalisti italiani e, naturalmente, enogastronomia. Tutto nel suggestivo borgo di Castelvetere sul Calore. E proprio nei vicoli di uno dei centri storici più belli d’Irpinia si snoderà “Sapori nel borgo”, manifestazione giunta alla sua terza edizione, dedicata all’enogastronomia di qualità, promossa dal Comune di Castelvetere sul Calore e dall’Ersac, in collaborazione con Comunità Montana Terminio Cervialto, Provincia di Avellino e Camera di Commercio.
 

Tante le novità di quest’anno, a partire dalla data. “Sapori nel Borgo” si terrà dal 15 al 17 dicembre, poco prima delle festività di fine anno. E non poteva mancare un’area dedicata proprio a questa occasione, con un originale mercatino natalizio che sarà situato all’ingresso del centro storico e che vedrà la presenza di artigiani ma anche di gastronomia preparata secondo le antiche ricette irpine. Tra i chioschetti sarà possibile quindi ammirare le produzioni tipiche in ogni loro aspetto, realizzate secondo le tecniche originali che ancora oggi rimandano all’illustre tradizione di questa terra.
 

Tutta la parte alta del borgo, invece, sarà dedicata alla manifestazione vera e propria. Per tutte le tre giornate della manifestazione il centro storico sarà animato da degustazioni e abbinamenti cibo-vino curati dalle aziende che gestiranno il proprio spazio espositivo all’interno dei nuovi alloggi ricavati grazie all’attento restauro del borgo.
Non solo. All’interno del centro storico il Comune di Castelvetere aprirà un punto di degustazione gratuita del piatto tipico per eccellenza del paese irpino: maccaronara e fagioli.
 

Il taglio del nastro per la terza edizione di “Sapori nel Borgo” avverrà venerdì 15 dicembre, alle ore 17,30, con il primo talk show in programma nella sala convegni “Fiorentino Sullo”. Sul tema “Valorizzazione e sviluppo dei prodotti agroalimentari campani” si confronteranno i rappresentanti istituzionali della provincia di Avellino. Dopo i saluti del sindaco di Castelvetere, Walter Pescatore, a prendere la parola saranno Nicola Di Iorio, presidente della Comunità Montana Terminio Cervialto, Vincenzo Alaia, assessore all’agricoltura della Provincia di Avellino, Eugenio Salvatore, assessore al turismo della Provincia di Avellino, Santino Barile, presidente dell’Ente Provinciale per il Turismo di Avellino, un rappresentante dell’Ersac regionale e il consigliere regionale Mario Sena. A moderare l’incontro sarà il giornalista Rai Gerardo Antelmo.
 

Dalle ore 19 sarà possibile scoprire la parte “popolare” dell’evento, con l’apertura al pubblico degli stand di degustazione e, in serata, musica e intrattenimento.
 

La seconda giornata di “Sapori nel Borgo” – sabato 16 dicembre – comincerà alle ore 18 con l’apertura degli stand espositivi tra i vicoli del centro storico. Alle ore 20 la prima degustazione della manifestazione, che vedrà protagoniste le aziende emergenti del Fiano Docg. Il grande bianco prodotto dalle realtà vitivinicole che stanno facendo conoscere il proprio nome a livello nazionale sarà presentato nel corso di una degustazione guidata a cura di Ernesto Gentili, curatore della guida “Vini d’Italia” de “L’Espresso”. Alle ore 21 ritorna l’intrattenimento e la musica della tradizione popolare irpina.
 

La terza giornata – domenica 17 dicembre – si aprirà alle ore 10 con la seconda degustazione, che questa volta vedrà protagoniste le aziende emergenti del Greco di Tufo e che sarà guidata da Luciano Pignataro, responsabile del Sud Italia per la Guida “I vini buoni d’Italia”.
Alle ore 11 il talk show nella sala convegni “Fiorentino Sullo”, che sarà aperto dai saluti di Antonio Martino, consigliere delegato al turismo del Comune di Castelvetere sul Calore. Prenderanno parte all’incontro l’assessore regionale ai lavori pubblici Vincenzo De Luca, la deputata Giulia Cosenza, la presidente della Provincia di Avellino Alberta De Simone, il presidente del Parco regionale dei Monti Picentini Sabino Aquino e il presidente della Camera di Commercio Costantino Capone. A moderare il talk show saranno Alessandro Di Pietro, conduttore del programma Rai “Occhio alla spesa” e il giornalista Rai Gerardo Antelmo.
 Alle ore 12 la terza degustazione. Non poteva mancare nel panorama dei grandi vini irpini il Taurasi Docg. Le produzioni delle aziende emergenti saranno descritte da Marco Sabellico, coordinatore nazionale della “Guida Vini d’Italia” di Gambero Rosso.
 

Alle ore 12 . Non poteva mancare nel panorama dei grandi vini irpini il . Le produzioni delle aziende emergenti saranno descritte da .  

 

Ufficio Stampa “Sapori nel Borgo”
Diana Cataldo
Tel. 349/6636971 – 320/4332561
E mail: saporinelborgo2006@alice.it
www.saporinelborgo.it


Le usate leggiadrie – I cortei, le cerimonie, le feste e il costume nel Mediterraneo tra XV e XVI secolo

Inserito da nel mese di dicembre 2006 — in Comunicati Stampa

I segreti del Mediterraneo tra XV e XVI secolo, i cortei, le feste e il costume di quei secoli rivivono nel suggestivo evento “Le usate leggiadrie”.

In programma dal 14 al 16 dicembre presso lo splendido Complesso Monumentale di San Lorenzo Maggiore a Napoli, “Le usate leggiadrie” è organizzato dal Cefrasm – Centro Francescano di Studi sul Mediterraneo – e vanta l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana e l’Alto Patrocinio del Consiglio Mediterraneo della Cultura Unesco di Parigi, il patrocinio di Regione Campania, Comunità Montana Terminio Cervialto, La Generalitat Valenciana, Provincia di Avellino e Comune di Napoli, e la collaborazione di Convento San Lorenzo Maggiore, Convento San Francesco a Folloni, Hebraica Hereditas e Ibam-Cnr. Sponsor dell’evento sono Acca Software, La Locanda di Bù e Cantine Di Meo.

 Si tratta della seconda fase del ciclo di eventi “Diego Cavaniglia: l’uomo, il tempo, il territorio”, ideato dopo il ritrovamento, nel febbraio 2003, del corpo e delle vesti del conte Diego Cavaniglia – nato a Napoli del 1453 e morto ad Otranto nel 1481 – durante gli scavi effettuati presso il Convento di San Francesco a Folloni di Montella (Avellino). Dal ritrovamento è nato un ciclo di iniziative culturali incentrato sul personaggio e sulla nobile famiglia dei Cabanillas, giunta dalla lontana Valenza al seguito degli Aragonesi, svolgendo un ruolo primario nella storia politica e culturale del Regno di Napoli, e poi scegliendo di risiedere nelle aree interne, tra Irpinia e Puglia.

Prima tappa del ciclo di eventi è stata la giornata di studi che si è tenuta a Montella nel maggio del 2005. Ora la seconda tappa, nell’insula francescana di San Lorenzo Maggiore di Napoli.

“Le usate leggiadrie” si divide in due momenti fondamentali: il Convegno Internazionale di Studi “L’usate leggiadrie. I cortei, le cerimonie, le feste e il costume nel Mediterraneo tra XV e XVI secolo”, e la mostra “Il costume di un’epoca”. Tanti gli eminenti studiosi dei Paesi del Mediterraneo che si confronteranno sul tema del costume e della moda, della festa, della rappresentazione del potere e dei codici etici francescani per la Corona. Dalle Università di tutta Italia fino ai principali atenei d’Europa, interessanti ed autorevoli contributi per inquadrare un’epoca attraverso uno dei suoi aspetti più significativi ed affascinanti: il costume.

La prima giornata – 14 dicembre – si aprirà con i saluti di fra Michele Alfano, Ministro Provinciale del Frati Minori Conventuali della Provincia Religiosa di Napoli, di Antonio Bassolino, Governatore della Regione Campania, di Rosa Russo Jervolino, Sindaco di Napoli, di Alberta De Simone, Presidente della Provincia di Avellino, di Nicola Di Iorio, Presidente della Comunità Montana Terminio Cervialto, e di José Manuel Gironés, Direttore del Centro Unesco di València. La seconda parte della mattinata sarà dedicata alla presentazione del restauro delle vesti di Diego Cavaniglia, a cura di Lucia Portoghesi (“L’abbigliamento funebre di Diego Cavaniglia nel contesto del costume alla corte aragonese”) e, a seguire, la visita al Museo dell’Opera e alla mostra.

Non mancherà un momento di degustazione di prodotti tipici irpini, terra che vide la incisiva presenza del conte Cavaniglia, provenienti dal territorio della Comunità Montana Terminio Cervialto, che saranno elaborati dallo chef Antonio Pisaniello della “Locanda di Bù” di Nusco (AV).

Nel pomeriggio del 14 dicembre il Convegno Internazionale di Studi sarà presieduto da Anna Laura Trombetti Budriesi dell’Università di Bologna. Previsti gli interventi Maria Giuseppina Muzzarelli (Università di Bologna – “Gentigli panni. Uomini e abiti tra desiderio e mercato, critiche e regole”), Laura Sciascia (Università di Palermo – “Costumi di scena: moda e regalità alla corte di Barcellona”), Roberta Orsi Landini (Università di Firenze – “Influenze mediorientali sul costume occidentale tra Umanesimo e Rinascimento”), Doretta Davanzo Poli (Università di Venezia – “…sponsa possit habere qualem caudam voluerit. Costumi nuziali a Venezia nei secoli XIV-XV”), fra Bernardino Fiore (Frati Minori Conventuali di Napoli), Elisa Varela y Rodriguez (Universitat de Girona – “La moda e la circolazione dei tessuti nei paesi della Corona d’Aragona”), e Francesca Pirodda (Soprintendenza Bappsae di Sassari – “Il rinascimento in armi su un velluto del XVI secolo nella Sardegna nord-occidentale”).

Alle ore 20 la chiusura della prima giornata del Convegno Internazionale di Studi con un suggestivo concerto degli Armonia Antiqua, che rievocheranno la musica di festa nelle corti italiane attraverso l’utilizzo di strumenti copie fedeli delle epoche considerate.        
La seconda giornata – 15 dicembre – sarà presieduta in mattinata da Paolo Cammarosano (Università di Trieste) e vedrà l’intervento di Michele Bernardini (Università Orientale di Napoli – “Le parate militari nel mondo ottomano e centroasiatico”), Miquel Raufast (CSIC – Instituciò Milà i Fontanals di Barcellona – “Las ceremonias de entrada real en la Barcelona bajomedieval: una interpretaciòn visual”), Guglielmo de’ Giovanni Centelles (Università Suor Orsola Benincasa di Napoli – “Trionfare a Roma”), Nadia Zeldes (The Ebrew University di Gerusalemme – “Dress, dancing and music: aspects of Renaissance Culture among Sicilian Jews and Converts”), Roser Salicrù i Lluch (CSIC – Instituciò Milà i Fontanals di Barcellona – “Usi e costumi iberici agli occhi dei viaggiatori europei del Quattrocento”), Patricia Almarcegui (Universidad Internacional de Cataluna di Barcellona – “La recepciòn de los embajadores castellanos en Samarcanda – 1403. El viaje de vuelta de Ruy Gonzàles de Clavijo”) e Aspasia Papadaki (Università Aperta Ellenica di Atene – “Dagli eventi politici alle feste cretesi durante il dominio veneziano”).

La seconda parte sarà presieduta da Salvatore Fodale (Università di Palermo). A relazionare saranno Eduardo Mira Gonzàles (Universidad di Alicante – “Alfonso el Magnànimo y Felipe el Bueno. Fastos y realidades de la Orden del Toisòn de Oro”), Antonella Muraro Putaturo (Università Suor Orsola Benincasa di Napoli – “Uno spaccato della Napoli aragonese nella cronaca figurata, ms. 801 Pierpont Morgan Library di New York”), Joan Domenge i Mesquida (Universitat de Barcelona – “La gran sala di Castelnuovo: uno spazio per la memoria dell’”Alphonsi regis triumphus”), on. Paolo Evangelisti (Camera dei Deputati – Archivio Storico – “Costruire comunità, legittimare la Corona. Metafore ed icone costitutive del discorso politico francescano tra Napoli e Valencia – XIII-XV sec.”).

In chiusura la tavola rotonda, presieduta da Errico Cuozzo (Università Suor Orsola Benincasa di Napoli) e, infine, la visita al Complesso Monumentale e agli scavi archeologici.
La terza e ultima giornata del Convegno Internazionale di Studi comincerà in mattinata con la sessione presieduta da Blanca Garì de Aguilera (Universitat de Barcelona) e vedrà gli interventi di Giancarlo Lacerenza (Università Orientale di Napoli – “Un maestro di danze ebreo alla corte di Ferrante d’Aragona: Guglielmo da Pesaro”) e Francesco Paolo Tocco (Università di Messina – “Gioco e fede nella Palermo quattrocentesca: i festeggiamenti dell’Assunta”). Le conclusioni sono affidate a Duccio Balestracci (Università di Siena). 

  La mostra “Il costume di un’epoca” – esposizione degli abiti provenienti dal corredo funebre del conte Diego Cavaniglia – allestita presso il Complesso Monumentale di San Lorenzo Maggiore di Napoli, verrà inaugurata il 14 dicembre e resterà aperta fino al 7 gennaio 2007.

Per informazioni: www.francescani.it e www.diegocavaniglia.it
Ufficio Stampa:
Diana Cataldo
Tel.: 349/6636971 – 320/4332561
E mail: leusateleggiadrie@alice.it


Tre stelle per l’annata 2003 del Taurasi Docg: si chiude così Anteprima Taurasi

Inserito da nel mese di dicembre 2006 — in Comunicati Stampa, Enogastronomia

Un giudizio praticamente compatto sulla nuova annata del Taurasi Docg. Tre stelle – su un massimo di cinque – è stata la valutazione della commissione composta da circa quaranta giornalisti del vino provenienti da tutta Italia e anche dall’estero, che dopo aver degustato 43 campioni dell’annata 2003, commercializzabile dal 10 dicembre 2006, hanno espresso la propria opinione, che è risultata unanime.

Se alcuni vini in degustazione si sono collocati ad un livello di eccellenza, la qualità media dei Taurasi 2003, anche alla luce delle valutazioni ottenute dalle annate vicine, ha suggerito a quasi tutti i giornalisti presenti di optare per le tre stelle, vale a dire annata buona. Un dato sintetico, da interpretare come sempre in maniera dinamica e che verrà verificato nel tempo, che sembra essere figlio soprattutto della difficile vendemmia di riferimento. Il caldo e la siccità dell’estate 2003 si sono fatti sentire anche in Irpinia e non si poteva probabilmente fare di più. Alla luce di quanto assaggiato in altre zone, molti rappresentanti della stampa specializzata avevano aspettative non particolarmente incoraggianti e le tre stelle vanno interpretate come un risultato estremamente positivo. Nel corso dell’incontro-dibattito tra giornalisti e produttori è stato più volte sottolineato come l’annata 2003 in Irpinia si sia dimostrata, nonostante i limiti, una delle migliori opzioni disponibili in Italia rispetto a questo millesimo. Tutti d’accordo sul fatto che non sono presenti, come invece viene rilevato in altre zone, sensazioni di surmaturazione e cottura in vini che evidenziano inoltre strutture di tutto rispetto. Ciò che quasi per tutti è mancato, invece, è stata l’impressione di una piena complessità e di un elevato potenziale di invecchiamento, soprattutto in rapporto ad annate più equilibrate e austere come la 1999 o, come sembra, la 2004 e la 2005.

La valutazione della commissione è stata espressa durante il convegno in programma per la quinta edizione di “Anteprima Taurasi” – promossa ed organizzata dal Consorzio di tutela Vini d’Irpinia, in collaborazione con Regione Campania – Assessorato all’Agricoltura e Attività Produttive, Provincia di Avellino, Comunità Montana Terminio Cervialto, Camera di Commercio di Avellino, Comune di Taurasi, Terre Antiche del Nocciolo, Borgo Terminio Cervialto, Banca della Campania, Matos, Ais Campania – Delegazione di Avellino - che ha visto il proficuo confronto tra operatori del settore e giornalisti specializzati, che non hanno fatto mancare i propri suggerimenti per migliorare sempre più un prodotto che viene però ancora una volta confermato come uno dei migliori rossi d’Italia. Giudizio positivo anche per il comprensorio e per la qualità che riesce ad esprimere, consolidando le realtà produttive esistenti e dando il benvenuto a nuove aziende che contribuiscono a rafforzare la filiera. Straordinario anche il successo della parte aperta al pubblico della giornata, che ha visto oltre mille persone in fila per partecipare alla degustazione e visitare il Castello di Taurasi.
“Al di là delle stelle – ha affermato il sindaco di Taurasi e presidente del Consorzio di Tutela dei Vini d’Irpinia, Antonio Buonodietro il nostro migliore prodotto c’è il grande entusiasmo dei produttori, che si nota dal trend di crescita del numero di aziende che si registra negli ultimi dieci anni. Il territorio si muove e ha voglia di esprimersi e affrontare con coscienza i mercati”. La qualità media del prodotto continua ad elevarsi secondo il presidente della Comunità Montana Terminio Cervialto, Nicola Di Iorio, chiamato in causa come sommelier e grande appassionato di vino. “La valutazione sulla crescita del territorio – ha affermato – rappresenta un grande vantaggio competitivo, ed è un riconoscimento a chi in questi anni ha lavorato per la crescita del comparto. Senza contare la certezza che questo dato fornisce all’imprenditoria locale, sicura di poter lavorare in una cornice di grande tranquillità”. Anche la Regione si sta spendendo per questo territorio, come ha sottolineato Alfonso Tartaglia, direttore dello Stapa Cepica di Avellino, attraverso gli investimenti dei Por “che hanno messo in risalto la necessità di intercomunicazione tra settori produttivi. Altro dato interessante è il lavoro che si sta facendo per la rifunzionalizzazione delle cantine e per la ristrutturazione dei vigneti”.

Non ha nascosto un pizzico di delusione Roberto Di Meo dell’azienda Di Meo, primo produttore ad aprire gli interventi: “Aspiravo alle quattro stelle”, ha ammesso. E gli ha dato ragione Roberto Farchioni, direttore di “Acqua Buona”, uno dei due giornalisti ad assegnare le quattro stelle all’annata. “Nella mia terra, la Toscana, l’annata 2003 è stata un flagello, con cadute di profumi e blocchi della maturazione. In Irpinia mi sembra invece che questo non sia avvenuto. L’impianto generale del vino è buono, fatta eccezione per qualche nuova cantina il cui prodotto tende a sbandare. Il limite è una certa tendenza al finale corto, con vini che non si distendono bene e terminano in modo tronco, limite che, per l’annata 2003, si registra praticamente in tutta Italia”.
Una maturazione senza dubbio difficile, come ha affermato Gigi Brozzoni, curatore della Guida Veronelli, spesso con tannini un po’ acerbi e lievi scompensi. “Ma non ho notato – ha affermato – l’effetto cottura degli aromi, forse grazie all’altitudine di queste zone. L’annata è difficile ma nonostante questo la maggior parte delle aziende ha tradotto la vendemmia in vini abbastanza buoni, anche se con qualche incertezza. In casi dove la gestione della vigna è così difficile, portare a casa uve equilibrate non è semplice. La speranza è che questo rappresenti un bagaglio per le annate successive, affinché possa crescere il valore di una denominazione importante per il Sud, con un passato noto che però resta ancora un vino poco bevuto”.

Una vendemmia che ha fatto penare i produttori, come ha sottolineato Clelia Romano di “Colli di Lapio”, anche se il prodotto, secondo Barrasso dell’omonima azienda agricola, non è affatto da bocciare. Una zona che, in sintesi, “comincia a farsi rispettare”, come ha affermato Gianni Fabrizio, vice curatore di Vini d’Italia di Gambero Rosso-Slow Food. “Per godere di una maggiore conoscenza sui mercati manca ancora quell’insieme molto ampio di produzione qualitativa, ma il territorio sta lavorando e sta mostrando di avere enormi potenzialità. In questi vini c’è freschezza anche se manca un po’ di complessità e profondità. Le migliori espressioni, però, sono senza dubbio nel gotha dei vini italiani”.

Per l’annata 2003, secondo Gaetano Pascale, responsabile regionale di Slow Food, di più non si poteva proprio fare. “I vini non sono cotti e c’è una buonissima freschezza. I produttori hanno saputo lavorare bene in condizioni difficili. Comincio però a trovare il Taurasi più moderno, sempre meno legato alla tradizione, sensazione che ho ritrovato anche nelle aziende giovani”. “C’è qualche Taurasi che ha poco di Taurasi” aggiunge Ugo Baldassarre di “Tigullio Vino”. “Troppi profumi, effetto legno, note balsamiche che ne fanno un prodotto un po’ troppo internazionale”.  

C’è anche chi, come Stefania Vinciguerra, direttrice di “Euposia”, ha sottolineato l’importanza della realtà da un punto di vista qualitativo. “Se esistono tante aziende, significa che ci sono persone che credono in questo settore e nel suo sviluppo. E’ importante quindi muoversi insieme, perché alla fine il Taurasi e il territorio crescono insieme”.

Valutazione difficile, in sintesi, per Richard Baudains di “Decanter”. “Ho sentito vini che hanno saputo interpretare in modo positivo l’annata, altri che hanno pagato il dazio del calore e che risultato un po’ corti nel finale. Non restituendo quel dinamismo che ci si aspetta dal Taurasi”. “Alcuni vini – ha affermato la giornalista americana Carla Capalbomeritavano davvero le quattro stelle, così come alcuni non arrivavano a tre”.
Per Maurizio Paolillo di “Porthos” serve una strategia complessiva per la promozione di questo prodotto. “Va creata un’immagine del territorio, che sta crescendo ma che avrebbe bisogno di un po’ di coraggio in più, di osare senza rimanere legati alle proprie sicurezze. Il Taurasi deve continuare ad essere Taurasi e deve imporsi come tale e non come qualcosa che gli somigli”. “Perché questo vino – gli fa eco Luciano Scarzello di “Enopress”a poco a poco sta decollando. In Piemonte, da dove vengo, in molti casi si è seguita la strada più breve per mercati già costituiti. Spesso è il mercato ad imporre le regole, ma per il Taurasi è assolutamente importante non seguire le mode e rimanere legati alle proprie caratteristiche”.

Le conclusioni sono state affidate a Piero Mastroberardino che, tra rischio di internazionalizzazione e poca espressività da parte di alcune aziende, sottolinea l’importanza di essere in tanti. “Siamo lieti – ha affermato – di poter presentare 36 Taurasi diversi tra loro piuttosto che sei vini eccellenti. E’ più facile parlare di vino essendo in tanti e soprattutto parlare di un vino conosciuto già nel 1893, come si legge in una pubblicazione sui protocolli del vino pugliese. La nostra storia non è cominciata ieri mattina e oggi ci fa piacere poter presentare una compagine, tra cui ci sono anche le istituzioni, che sono qui e spendono per questo prodotto, anche se sul grado di istituzionalizzazione dei distretti locali non è stata ancora aperta una seria riflessione. Questo sistema è in fase di rilancio e di riscoperta e tocca a noi fare lo sforzo di interpretarlo”.

Ora naturalmente si attendono le prossime annate, 2004, 2005 e 2006, serie candidate al raggiungimento del traguardo delle cinque stelle. Valutazione di eccellenza che, a furor di popolo viene assegnata a due anni di distanza alla vendemmia 2001, millesimo di razza e carattere che ha saputo conquistarsi sul campo quella stella che in una prima fase non era riuscita ad aggiungere. Un segnale importante ed incoraggiante che chiarisce una volta di più lo spirito e il ruolo di un’iniziativa come Anteprima Taurasi, rampa di lancio per uno dei più importanti rossi italiani, punto di passaggio obbligato per i tanti appassionati vogliosi di incontrarlo e viverlo.