Inserito da isidoro81 nel mese di ottobre 2006 — in Trentino-Alto Adige, Vacanze in Italia
La Val di Sole è una delle valli più affascinanti del Trentino, con le sue montagne, il suoi torrenti, le sue piste.

Lo scenario è dei più affascinanti. Sullo sfondo troviamo montagne come l’Ortles, il Cevedale, la Presanella, l’Adamello, le Dolomiti di Brenta.
Da Mostizzolo al Passo Tonale, si incontra tutto il meglio che la montagna può dare: vette superbe, distese di neve per lo sci anche in estate al ghiacciaio Presena, fitti boschi ideali per le passeggiate. Sul fondovalle troviamo torrenti pescosi, castelli, vecchi insediamenti dove il tempo pare si sia fermato, chiese. Le abitudini, i costumi, la cucina tipica, le tradizioni sono quelle di un tempo.
In inverno le piste di Folgarida-Marilleva-Madonna di Campiglio, Passo Tonale e Pejo possono facilmente essere raggiunte dalla valle, costellata di centri abitati, vere e proprie anime della località. Alloggiare negli hotel , residence o appartamenti dei paesi della valle ha un fascino del tutto particolare: l’ospite è a contatto diretto con la gente del posto e può disporre di servizi di prim’ordine.
I paesi offrono quotidianamente occasioni culturali, ricreative e sportive: cinema, teatri, discoteche, pub, piscina, pattinaggio su ghiaccio, tennis coperto, manifestazioni tradizionali, e concerti.
Per gli amanti dell’arte è consigliata una visita alle splendide chiese monumentali che custodiscono altari lignei di notevole pregio. Una visita la merita sicuramente il Museo della Civiltà Solandra a Malè che raccoglie le testimonianze della vita che nei secoli scorsi scrisse con la sua civiltà montanara il piccolo popolo della Val di Sole.
In Estate la Val di Sole è un vero e proprio paradiso per gli amanti degli sport estremi e del rafting.
Il Rafting è una delle attività sportive più praticate in Val di Sole, sicuramente essa è la disciplina più entusiasmante, sapendo coniugare l’avventura con il divertimento in tutta sicurezza: un’ emozionante disciplina per tutti, che non richiede corsi o doti particolari per affrontare subito le rapide del fiume Noce con tutti gli accorgimenti possibili di sicurezza. I battelli pneumatici raft sono infatti costruiti appositamente per resistere alle sollecitazioni del fiume, rinforzati e suddivisi in camere d’aria indipendenti. Gli equipaggi sono normalmente composti da 4 a 6 passeggeri e dalla guida. Prima della partenza vengono illustrate con una “lezione teorica” tutte le tecniche e gli accorgimenti necessari per la discesa. Tutti partecipano dunque attivamente alla conduzione del battello con le pagaie, seguendo le indicazioni ed i precisi comandi della Guida, che accompagna in questa splendida ed avvincente avventura, facendovi scoprire nei migliori dei modi la bellezza dell’ambiente fluviale della Val di Sole. E’ dunque possibile prenotare per gruppi oppure individualmente e formare così un equipaggio con altri partecipanti.
Sicuramente una vacanza in Val di Sole non ti lascerà indifferente, potrai soggiornare a prezzi economici in uno dei tanti Appartamenti in Val di Sole.
Inserito da Luca C. nel mese di ottobre 2006 — in Eventi in Italia
Lucca Comics & Games è la più importante rassegna italiana dedicata al fumetto, all’animazione, alla comunicazione per immagini, e ai giochi (di ruolo, da tavolo, con le carte) che si svolge ogni anno tra la fine di Ottobre e i primi giorni di Novembre.
Un evento capace di richiamare circa 65.000 visitatori, ed oltre 300 espositori (tra cui Walt Disney, Marvel, Panini Comics, Bonelli, Kappa Edizioni, e tanti altri) con a disposizione circa 15.000 metri quadrati di padiglioni sistemati per le vie principali e le piazze del centro storico cittadino e con un calendario fittissimo di appuntamenti, incontri, presentazioni, giochi, letture, proiezioni, spettacoli, concerti, e tanto altro.
Il Lucca Comics & Games è un evento al quale partecipano tutti i più importanti operatori del settore, i negozi specializzati, le associazioni culturali e ludiche, oltre naturalmente ai numerosi autori, artisti, fumettisti, sceneggiatori, italiani e internazionali, che sarà possibile incontrare nel corso della manifestazione.
Come ogni anno, sono due gli appuntamenti più attesi ed importanti.
La “Mostra Mercato” con le sezioni: “Lucca Comics” (dedicata al mondo dei fumetti) che prevede l’assegnazione dei premi “Gran Guinigi”, “Lucca Games” (dedicata ai gioco di ruolo e a tutto l’immaginario fantastico) che prevede l’assegnazione del “Best of show”, e “Lucca Junior” (dedicata alla letteratura illustrata per i bambini) che prevede una serie di incontri, spettacoli e laboratori ludico-creativi.
Le “Rassegne Espositive”, che richiamano sempre migliaia di collezionisti, antiquari ed appassionati di tutte le età.
All’interno del Lucca Comics & Games, inoltre, molto atteso è anche il Cosplay (costume playing) la coloratissima e spettacolare manifestazione europea, importata dal Giappone, che vede sfilare centinaia di persone con dei costumi autoprodotti che si ispirano al mondo dei fumetti, dei cartoni animati, e negli ultimi anni anche ai personaggi della musica, del cinema, dei telefilm, dei videogiochi e della letteratura.
L’obiettivo è quello di impersonare al meglio, sia dal punto di vista visivo, sia caratterialmente, il personaggio prescelto, e si possono anche inventare e recitare delle scene, durante la sfilata, sempre relative al proprio personaggio.
Alla fine della manifestazione, dalla giuria del Cosplay vengono assegnati anche dei premi e delle coppe, e ci sono anche degli ulteriori premi speciali attribuiti da ospiti e figure di rilievo o sponsor dell’evento.
Inserito da Luca C. nel mese di ottobre 2006 — in Umbria, Vacanze in Italia
Città di Castello, l’antica “Tifernum Tiberinum”, situata a 57 Km da Perugia, nel versante nord-occidentale dell’Umbria, è il centro più importante e popolato dell’Alta Valle del Tevere.
Si trova in un territorio caratterizzato dalla presenza di dolci colline, ricche di vegetazione, dove la storia e la natura vivono in armonia da centinaia di anni.
Un po’ di Storia…
La città fu fondata molto probabilmente dagli Umbri agli inizi del I millennio a.C. e nel VII secolo a.C. circa, ebbe dei rapporti commerciali con il popolo degli Etruschi che si erano insediati sino alla sponda destra del Tevere.
Nel 295 a.C. fu sottoposta a Roma ed intorno al I secolo divenne un fiorente e ricco centro abitato, abbellito con edifici pubblici ed alcuni templi, dal potente patrono Plinio il Giovane.
La città fu poi completamente distrutta dai Goti di Totila nel VI secolo, e successivamente fu ricostruita e fortificata per volere del vescovo Florido.
Durante il secolo VIII, veniva chiamata “Castrum Felicitatis”, poi nel X secolo “Civitas Castelli”, ed infine intorno al 1100, con l’istituzione del Comune, Città di Castello.
Seguirono varie vicende storiche; la città fu spesso contesa da diverse famiglie, sulle quali prevalse la famiglia dei Vitelli, e fu sottomessa anche al dominio pontificio, sino al 1860, quando fu liberata dalle truppe piemontesi e annessa al Regno d’Italia.
La Città…
A Città di Castello si trova un patrimonio artistico, storico e religioso molto importante e suggestivo, che richiama ogni anno migliaia di visitatori da tutto il mondo. All’interno delle sue mura cinquecentesche infatti, si possono ammirare splendidi edifici medievali e rinascimentali.
Citiamo di seguito, alcuni dei monumenti più interessanti da visitare.
Il Palazzo Vitelli alla Cannoniera, chiamato così, perché in origine, sorgeva in quel luogo un deposito di cannoni. Fu costruito tra il 1521 e la metà del 1500, per volere della famiglia Vitelli, e si caratterizza per la sua facciata principale decorata a graffito, su disegno del Vasari, da Cristofano Gherardi, detto il Doceno. Oggi vi ha sede la “Pinacoteca Comunale”, una delle più importanti dell’Umbria, dove sono esposte delle opere, realizzate tra il 1300 e il secolo scorso, di autori come Raffaello “Stendardo della SS.trinità”, Luca Signorelli “Martirio di S.Sebastiano”, Lorenzo Ghiberti, Andrea e Giovanni Della Robbia, Pomarancio, e tanti altri.
Il Palazzo dei Priori, costruito tra il 1322 e il 1338, probabilmente da Angelo da Orvieto, non è mai stato ultimato. Presenta sulla facciata di muraglia a conci, una serie di raffinate bifore che si allineano lungo il cornicione. Attualmente è la sede degli uffici del Comune.
Il Palazzo del Podestà, si affaccia su Piazza Matteotti, ed è anch’esso attribuito ad Angelo da Orvieto. Un fianco dell’edificio è realizzato in blocchi di pietra arenaria ed evidenzia il suo stile trecentesco. La facciata invece, che presenta una bella serie di logge rivolte verso Piazza Fanti, è stata realizzata nel 1687 da Nicola Barbioni, ed è in stile neoclassico.
La Torre Civica, detta anche Torre del Vescovo, perché si trova sulla destra del Palazzo Vescovile, è stata costruita tra XIII e il XIV secolo. Dalla sua vetta, si può ammirare uno splendido panorama di tutto il centro storico e dell’intera vallata del Tevere.
La Cattedrale di San Florido, risalente al periodo tra il 1494 ed il 1529, presenta una facciata incompiuta, ed è caratterizzata all’esterno da un’ampia scalinata settecentesca. L’edificio è a forma di croce latina, in un’unica navata, con cappelle laterali. Sulla destra del battistero si trova la cappella di San Paolo che ospita l’affresco “La caduta del Santo sulla via di Damasco” opera del tardo ’500 di Niccolò Circignani, detto il Pomarancio.
A fianco della cattedrale, molto particolare è il campanile cilindrico del XIII secolo.
All’interno della stessa infine, si trova il prestigioso “Museo del Duomo”, che conserva opere preziosissime, tra cui “Il Tesoro di Canoscio”, un raccolta di calici, vassoi, vasi, ed altri oggetti di uso liturgico, risalenti al V-VI secolo. Tra i dipinti ricordiamo la “Madonna col Bambino e San Giovannino” attribuita al Pinturicchio.
La Chiesa di San Francesco, costruita agli inizi del XIV secolo, è in stile gotico, con una struttura a croce latina ad una sola navata che termina con un abside a tre cappelle poligonali. Nell’altare laterale dedicato a San Giuseppe, si trova la copia dello “Sposalizio della Vergine” dipinto da Raffaello nel 1504, ed ora custodito a Milano nella Pinacoteca di Brera. In fondo alla chiesa, si trova la Cappella Vitelli, realizzata intorno al 1563 su disegno di Giorgio Vasari, e dello stesso artista è anche “L’incoronazione della Vergine” posta nell’altare maggiore della cappella.
La Chiesa di San Domenico, edificata tra il 1399 ed il 1424, di imponenti dimensioni, è in stile gotico, con un’ampia struttura ad una sola navata. Al suo interno, in origine, si trovavano due tavole di grandissimo valore: il “Martirio di S. Sebastiano” opera di Luca Signorelli, conservato oggi nella locale Pinacoteca Comunale, e la “Crocefissione” di Raffaello, che si trova alla National Gallery di Londra.
Inserito da Luca C. nel mese di ottobre 2006 — in Eventi in Italia
Dal 13 al 21 ottobre 2006, si terrà a Roma la prima edizione della “Festa Internazionale del Cinema”, un evento, fortemente voluto dal sindaco di Roma Walter Veltroni, che si svolgerà all’Auditorium Parco della Musica, con le sue quattro sale di proiezione, ed anche in altri luoghi simbolici della città e in altre sale cinematografiche.
Il calendario della manifestazione, promossa dal Comune di Roma, dalla Camera di Commercio di Roma, dalla Regione Lazio, dalla Provincia di Roma, e da BNL ed altri partner tecnici e sponsor di settore, prevede, non solo le proiezioni dei film, ma anche dibattiti, incontri, mostre dedicate ai grandi autori ed attori del cinema, ai costumi di scena e a tutto quello che riguarda il mondo di celluloide, poi concerti ispirati ai film o alle colonne sonore, diretti da prestigiosi maestri internazionali come Riccardo Muti ed Ennio Morricone, ed ancora teatro, moda, letteratura.
Si tratta di un evento al quale non è stato dato il nome di “festival”, ma di “festa” appunto, proprio perché è rivolto soprattutto al pubblico, a tutti coloro che amano il cinema in ogni sua forma ed espressione. Ed è per tale motivo che è stata selezionata anche una giuria popolare, formata da 50 persone, con presidente un personaggio illustre, che avrà il compito di assegnare il premio più importante della rassegna.
Una particolare attenzione è riservata in questo contesto anche alla figura dell’attore e all’arte della recitazione, proprio perché rappresentano da sempre il tramite più diretto tra l’opera dell’autore ed il suo pubblico.
Sono cinque le sezioni ufficiali della manifestazione in programma:
Première, sezione dedicata alle grandi anteprime europee ed internazionali, con la presenza dei loro protagonisti, che saranno anche coinvolti negli incontri con il pubblico.
Cinema 2006, sezione dedicata ad opere inedite di autori provenienti da tutto il mondo. I premi saranno: per il miglior film, che riceverà un riconoscimento di 200.000 Euro, per la migliore interpretazione femminile, e per la migliore interpretazione maschile.
Il lavoro dell’attore, sezione dedicata ogni anno alla figura di un importante attore e ad una scuola di interpretazione, con l’ausilio di film, laboratori, workshop ed incontri, e con la partecipazione del protagonista dell’anno.
Extra, sezione dedicata a lavori diversi per formato e linguaggio, dalla televisione al documentario, dal videogame al videoclip, che presentino una comune attitudine alla sperimentazione.
Alice nella città, sezione dedicata ad un pubblico più giovane, un vero e proprio “Festival nel Festival”, con anteprime internazionali e italiane, incontri con gli autori e laboratori per bambini e adolescenti. La giuria del concorso è formata da 150 ragazzi con un’età compresa tra gli 8 e i 17 anni, e i film in gara sono divisi in due categorie, quella denominata “K-12” per fanciulli dagli 8 ai 13 anni, e quella denominata “Young Adult” per i giovani dai 14 ai 17 anni.
Inserito da marni nel mese di ottobre 2006 — in Diari di Viaggio
Un trenino rosso a cremagliera porta in alto, da Chamonix al ghiacciaio del Monte bianco: la Mer de glace, un susseguirsi di cavalloni bianchi e grigi fessurati d’azzuro. Scendiamo dal treno e lungo un ripido sentiero arriviamo a sentire il ghiaccio sotto i piedi: sporco e sassoso vicino alle pareti ed alle morene, azzurrissimo nelle fessure e nei crepacci. Non è precisamente piacevole, si sente il gelo che sale dal basso e a me fa voglia di scappare.
Così inizia la mia escursione. La meta è il rifugio del Couvercle che si affaccia su di un balcone naturale da cui si può ammirare una catena montuosa tra le più belle, dal massicio del Bianco all’Aiguille du Midi, le Dent du Géant e così via… Stupendo il panorama. Però arrivarci vuol dire marciare alla grande, e se si possiedono i ramponi da ghiaccio è meglio, che si rende necessario evitare di cadere (il ghiaccio è tagliente) e, a volte, attraversare un crepaccio.
Questa è la mia prima uscita impegnativa, sono con altre tre persone fortunatamente più esperte di me, ma la tensione mi stringe lo stomaco e le loro brevi soste a base di cioccolato e thè caldo ( tutti inglesi sob!) mi nauseano.
Attraversiamo il ghiacciaio e siamo sotto la via ferrata, uno scherzo a sentire loro, una bella scala a picco sul vuoto per me che vengo legata, pungolata e distratta mentre raccolgo il coraggio. La ferrata porta in alto su di un sentiero relativamente agevole, nulla di difficile a vederlo. Però si cammina ininterrottamente, siamo a sera e continuamo a salire … mi sa che mi saltano le coronarie. Mi dicono che è impossibile, ma ora ho questo timore..il mio cuore non ce la può fare.
Il rifugio del Couvercle è una vera apparizione, mi sento miracolata ed euforica, un po’ perchè finalmente smetto di camminare, un po’ perchè siamo ad altezza 2700 m. e credo che il cervello non funzioni proprio come si deve, e un po’ perchè questo rifugio prende il nome da uno sperone roccioso che copre il tetto e lo protegge appunto come un coperchio, e vederlo arrivando fa una bella impressione.


Le Couvercle in realtà è un tugurio di latta che di solido ha solo la roccia che potrebbe crollargli addosso, puzza delle tante persone che ci sono passate, ha letti a castello pazzeschi e copertone pesanti e ruvide che conviene non tenere a contatto di pelle.
Una cena a base di biscotti, thè, cioccolato e a nanna.

E chi può dormire qui?
E se il coperchio di roccia per una tragica fatalità si stacca e ci schiaccia come sardine in scatola?
Poi fa un freddo bestiale, il mio stomaco comincia a brontolare per tutta la cioccolata mangiata e per e quell’ignobile thé scuro…mi viene nausea, potrei vomitare.
Ma come faccio a spostarmi?
C’è altra gente che dorme e siamo tutti addossati uno all’altro. Beh, alla fine li faccio spostare e fuori è freddo. Un’esperienza che non vi racconto e che ”gela ” ogni mia voglia di avventura.
Ma sopravvivo anche alla notte, e la mattina dopo sto meglio. Esploro le rocce intorno al rifugio avanti ed indietro scattando foto, ma rifiutando ogni offerta di salire ancora un po’, o di fare un’altra cordata. Ci sono bei percorsi intorno, che li facciano senza di me.

Mi siedo sulle rocce e respiro l’aria frizzante. Nel silenzio il mio stomaco brontola, mi sa che un paio di biscotti al cioccolato potrei anche mangiarli. Torno al rifugio alla ricerca del mio zaino. Entrando un enorme “coso” peloso mi sfiora le gambe fuggendo all’aperto.
Caccio un urlo…
Gesù! cos’era?
Che razza di bestia era?
Vado verso lo zaino e lo trovo aperto la scatola dei biscotti rosicchiata. L’animale, la bestia infame li ha tutti smangiati..sono furiosa ed impaurita ( e se ritorna e mi assale ?)
Corro fuori. I miei amici sono già lontani ed io mi faccio venire l’ansia. Sola ed abbandonata alla mercè di qualche bestia aliena.

La bestia è una marmotta: vedo il movimento all’esterno del rifugio deve avere la tana nelle rocce sotto ed ha trovato il modo di intrufolarsi dentro sfruttando le provviste degli escursionisti. Ma le marmotte non erano piccole e carine? Questa aveva una coda che ci potevo fare un bavero per il cappotto…
Il cielo si sta coprendo di nuvole…
Ma volete tornare alfine disgraziati amici di cordata?
Ma si può fare un’uscita di ‘sti tempi in codesti luoghi?
E’ ottobre inoltrato e nessuno va in giro sul ghiacciaio…ci mette niente a nevicare e restare blocccati a le Couvercle è l’ultima delle mie aspirazioni.
Scendiamo in fretta, quasi correndo dove si può. Piove ed il sentiero si è trasformato in un torrentello, le rocce sono scivolose. Sono tutti attenti e concentrati sanno che è pericoloso, ma io ora mi sto divertendo… mi sento un’eroina e mi preoccupo solo di mettere un piede dietro l’altro.

Sul ghiacciaio Philippe scivola e si taglia una mano ( il ghiaccio taglia) sanguina..continua a piovere, acqua mista a neve… arriviamo alla fine. Sopra in alto c’è il trenino che ci porta in salvo. E lì, al chiuso, fumiamo vapore dagli abiti fradici sotto gli occhi esterefatti dei turisti venuti ad ammirare il ghiacciaio dall’alto.
Che pecore! -penso- mentre mi addormento sconvolta sul sedile.
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