Vacanze a Tropea

Inserito da nel mese di giugno 2006 — in Calabria, Vacanze in Italia

Nella splendida “Costa degli Dei”, in provincia di Vibo Valentia, e a nord di Capo Vaticano, sorge Tropea, la “Perla del Tirreno”, una località turistica e balneare famosa in tutto il mondo per le sue magnifiche spiagge, per il suo mare cristallino, e per la sua caratteristica posizione di terrazzo sul mare.
tropea.jpgLa parte antica della città infatti, si trova su di una terrazza che domina la costa, dall’alto dei suoi quaranta metri di altezza.
Di fronte ad essa, sorge un isolotto, con il santuario di Santa Maria, che un tempo era un monastero benedettino, ricostruito poi in epoca gotica. Lo si può raggiungere utilizzando la ripida scalinata ricavata nella stessa roccia dell’isolotto, e una volta giunti in cima, si potrà ammirare una panoramica molto suggestiva dell’intera costa.
Nel centro storico si può ammirare la bellissima Cattedrale, in stile normanno, della seconda metà del secolo XI, che è il più importante luogo di culto cittadino, con al suo interno numerose opere d’arte, tra cui, nella sala Capitolare, una raccolta di ritratti di tutti i vescovi che si sono succeduti a Tropea dal 499 in poi.
C’è poi la Chiesa di San Pietro Ripas, con un oratorio risalente al 1300, la Chiesa di San Demetrio con all’interno affreschi risalenti al XIV secolo, ed ancora la Chiesa di Santa Maria della Sanità, che ospita sull’altare centrale un dipinto raffigurante la Madonna risalente al 1600, la Chiesa di San Giacomo e la Chiesa del Gesù.
Molto interessante è passeggiare tra i vicoli del centro storico, dove si possono trovare numerose botteghe di artigiani specializzati nel legno, nel ferro, nella terracotta. Oppure le tante piccole botteghe dove si possono acquistare i vari prodotti tipici locali, come il vino, l’olio, i dolci, i salami piccanti e le famose cipolle rosse di Tropea. Sono numerosi anche i locali e le discoteche dove poter ballare, cenare, o bere un cocktail in compagnia.
A Tropea inoltre, è possibile anche approfittare di un singolare servizio; dal porto turistico infatti, partono ogni giorno diverse imbarcazioni che accompagnano in un fantastico giro tra le più belle isole delle Eolie.   


La Reggia di Caserta

Inserito da nel mese di giugno 2006 — in Campania, Vacanze in Italia

Caserta11.jpgLa splendida Reggia di Caserta fu voluta da Carlo Borbone, re delle Due Sicilie, che colpito dalla bellezza del paesaggio casertano decise di costruirvi un palazzo reale degno di quello di Versailles, che era ritenuto uno dei più belli al mondo.
Per la sua realizzazione fu incaricato Luigi Vanvitelli, un architetto napoletano di origine olandese, che iniziò i lavori nel 1752. Fino al 1860 la Reggia appartenne alla Casa Borbone, poi passò ai Savoia e nel 1919 al demanio dello Stato italiano.
Nel 1997 l’UNESCO ha dichiarato la Reggia di Caserta “Patrimonio Mondiale dell’Umanità”.

Il Palazzo
Il Palazzo reale è un opera di eccezionale bellezza, sicuramente uno fra i monumenti più visitati in Italia, con le sue 1200 stanze, si alza per quarantadue metri lungo un fronte di duecentocinquanta metri, con l’area interna che si divide in quattro con altrettanti cortili divisi da un atrio a tre navate. Le sue sale sono splendidamente decorate ed arricchite da preziosi arazzi, mobili e specchi, come la fantastica Sala del Trono, deputata al ricevimento di delegazioni ufficiali e ai festosi balli di corte, con una lunghezza di 36 metri e una larghezza di 13,50 metri, con alle pareti una serie di medaglioni dorati con l’effigie di tutti i sovrani di Napoli, e con un’altra serie con gli stemmi di tutte le province del regno. Sulla volta domina l’affresco di Gennaro Maldarelli che ricorda la cerimonia della posa della prima pietra, e sul fondo della sala, sotto un altorilievo dorato, si trova il Trono, posto su un piano rialzato, è in legno intagliato, con i braccioli a forma di leoni alati dietro i quali si trovano figure di sirene.
Nella Reggia di Caserta tuttavia, ci sono tantissime sale, tutte da ammirare, come la bellissima Sala di Alessandro, che deve il suo nome all’affresco sulla volta raffigurante “Le nozze di Alessandro Magno e Roxane” di Mariano Rossi, e con marmi provenienti dal tempio di Serapide a Pozzuoli e i troni di Gioacchino Murat e Carolina Bonaparte. Oppure la Sala di Marte destinata agli Ufficiali, e ai Militari, ancora più ricca della precedente, con rilievi di divinità e di eroi omerici, nella parte centrale, e con i trofei e le allegorie delle Vittorie alate e delle Virtù guerresche rappresentate dai simboli della Prudenza e della Forza.
E meravigliose sono anche la Sala del Consiglio, la Sala di Astrea, le camere di Ferdinando II e quella di Murat, la Biblioteca, e la Pinacoteca, che ospita i ritratti dei re e delle regine della famiglia dei Borbone, sia d’Italia che di Francia.

Il Parcoreggia_caserta.jpg
Il parco della Reggia di Caserta si estende per circa 120 ettari ed è  uno dei più grandiosi complessi architettonici e monumentali d’Europa. Lungo il suo percorso si trovano una serie di fontane, opere di illustri architetti e scultori. La prima è la fontana Margherita dalla quale si dipartono i viali che penetrano nel bosco, poi c’è la fontana dei Delfini, con una scultura che rappresenta due delfini insieme ad un essere con testa e corpo di delfino e con braccia e artigli. C’è poi la fontana di Eolo adornata da diverse sculture, ma rimasta incompiuta, e la fontana di Cerere, con varie sculture di delfini e tritoni, e con Cerere che ha in mano un medaglione raffigurante la Sicilia, e con sei vasche, disposte su piani diversi per consentire la cascata dell’acqua. Subito dopo si trova la fontana di Venere e Adone, un grandioso monumento in marmo composto da dodici piccole cascate che formano altrettanti laghetti, e infine la Grande Cascata, con l’acqua che scorre nel complesso di Diana e Atteone, con da un lato Diana, circondata da ninfe che sta per immergersi nelle acque, e dall’altro lato Atteone, già in parte trasformato in cervo per aver osato guardare la Dea nella sua nudità, e attorno a lui si agitano i cani che poi lo sbraneranno.
Il parco comprende anche un Giardino Inglese, voluto da Maria Carolina d’Austria, con una grande varietà di piante esotiche e rare, abbellito da serre, aiuole, boschetti e viali e un piccolo lago.
 


Vacanze in Agriturismo

Inserito da nel mese di giugno 2006 — in Agriturismo, Strutture Ricettive

Agriturismi Giorgiotave.it

E’ il sito delle Vacanze in Agriturismo, che elenca gli Agriturismi in Italia e Francia

  • Agriturismi: Una vasta selezione di Agriturismi divisi per Regione e zone d’Italia.
  • Ville: Una vasta selezione di Ville divise per Regione e zone d’Italia.
  • Case Vacanza: Una vasta selezione di Case Vacanza divise per Regione e zone d’Italia.
  • Holiday Homes in Italy: The Best Holiday Homes in Italy. Choose between the provincially very different regions of Italy.

Sul sito  troverete molti Agriturismi, Ville, Case Vacanza situati in Italia ed in Francia.

Sarà facile  trovarli grazie ad una divisione per Regioni e per Zone Riconosciute.

Il sito è in quattro lingue.


Maremma : Vacanza in Agriturismo in Maremma

Inserito da nel mese di giugno 2006 — in Guide Turistiche, Toscana

Scoprire la Maremma è un’esperienza che ogni volta si rinnova, sentire i profumi del mare e della terra tutto l’anno: la Maremma li sa offrire grazie anche ai spettacolari itinerari per il trekking o mountain bike che portano ad affacciarsi su entusiasmanti terrazze naturali o a indimenticabili passeggiate a cavallo. Allontanandosi di poche miglia dalla costa si possono raggiungere velocemente borghi ricchi di storia, spesso eredità delle antiche civiltà etrusca e romana, o gioielli dell’architettura medievale.

La Maremma si scopre anche attraverso la ricchezza dei sapori che sa offrire e legati sapientemente al mare e all’entroterra da una vecchia saggezza culinaria che si accompagna con le fragranze mediterranee dell’olio e con i rinomati vini DOC, per non parlare poi dei formaggi e dei salumi.

Il modo migliore per gustare una Vacanza in Maremma è sicuramente quello di approfittare degli agriturismi, ve ne sono di tutti i tipi e per tutte le esigenze, molti offrono ogni tipo di servizio, tutti il calore e l’accoglienza del popolo maremmano.

Sicuramente la vacanza in Agriturismo in Maremma è il modo migliore per trascorrere la tua vacanza….


Pitigliano: la Piccola Gerusalemme

Inserito da nel mese di giugno 2006 — in Toscana, Vacanze in Italia

VEduta di PitiglianoNon si può non rimanere incantati alla vista di questo paesaggio: un’ atmosfera fiabesca avvolge il borgo di Pitigliano, arrivando dalla statale 74, ci si trova davanti alla città del tufo, arroccata non si sa come su uno sperone di roccia.

Pitigliano è stato città prima etrusca, poi romana ed è divenuto famoso per la sua sinagoga, tanto da meritare l’appellativo di piccola Gerusalemme.

Pitigliano, che ospitò la comunità ebraica forse fin della fine del Quattrocento, divenne un  importante centro di rifugio nell’Italia centrale, a seguito delle restrizioni dovute alle Bolle papali  del 1555 e 1569 nello Stato Pontificio e ai provvedimenti del Granduca di Toscana del 1570 e 1571. Infatti rimasero immuni alle restrizioni i piccoli feudi indipendenti al confine tra Toscana e Lazio, come la Contea di Pitigliano degli Orsini e quella di Santa Fiora degli Sforza e di Castellottieri degli Ottieri, oltre al Ducato di Castro dei Farnese. La comunità si consolidò tanto da erigere un Tempio nel 1598. Quando i Medici aggregarono al Granducato di Toscana anche le piccole Contee del confine meridionale, le famiglie ebraiche qui residenti furono confinate nei ghetti. Ma ben presto, rendendosi conto del notevole ruolo economico e commerciale, le condizioni migliorarono con la concessione di fondamentali privilegi personali. Così le comunità di questa zona conservarono anche la possibilità di possedere beni stabili, del tutto eccezionale all’epoca.

Significativo è l’arrivo di ebrei dalla città di Castro, distrutta 1649 e di cui Pitigliano fu moralmente l’erede. Altre famiglie giunsero da Scansano, Castellottieri, Piancastagnaio, Proceno e poi nel Settecento da Santa Fiora e Sorano, le cui comunità ebraiche si avviavano alla fine, mentre Pitigliano rimaneva l’unica in Maremma. Nella seconda metà del Settecento, la riforma illuministica dei Lorena, nuovi Granduchi di Toscana, permisero anche agli ebrei di accedere parzialmente alle cariche comunali. Così a Pitigliano si ebbero i primi rappresentati nel Consiglio comunitario.

Lo straordinario rapporto tra cristiani ed ebrei fu definitivamente cementato da un singolare episodio del 1799, quando la popolazione cristiana difese gli israeliti dai soprusi dei militari antifrancesi, che volevano saccheggiare il ghetto. A ricordo dell’accaduto, la Comunità ebraica istituì un’apposita cerimonia, celebrata ogni anno nella sinagoga fino a qualche decennio fa.

Si apriva così l’Ottocento, il secolo di maggiore espansione demografica, economica e culturale degli ebrei di Pitigliano, che raggiunsero un’alta percentuale (fino al 12%) sull’intera popolazione pitiglianese. Le istituzioni della Comunità ebraica si rafforzarono con la fondazione di una Biblioteca e del Pro Istituto Consiglio per opere caritative, grazie al generoso lascito nel 1854 di Giuseppe e Fortunata Consiglio.

Pitigliano fornì rabbini a varie importanti Comunità italiane e personaggi di levatura regionale al mondo ebraico, come i fratelli Flaminio e Ferruccio Servi, fondatori del “Vessillo Israelita”, primo giornale ebraico italiano, e Dante Lattes una delle più forti e poliedriche icone dell’ebraismo italiano del Novecento.

Le mutate condizioni economiche e sociali determinarono nel Novecento una lenta, ma costante, emigrazione degli ebrei pitiglianesi verso città e centri più grandi, finche le leggi razziali e le persecuzioni dell’ultima Guerra Mondiale accelerarono la fine della Comunità, la cui ultima fiammella si spense con la chiusura della Sinagoga nel 1960.

Ma durante la guerra molti ebrei si salvarono grazie alla generosa protezione della popolazione locale, che offrì ospitalità, rifugio ed assistenza nonostante i rischi evidenti nel momento più buio della storia. Si chiudeva così degnamente la lunga storia di rapporti di tolleranza, di stima e molto spesso di amicizia e di affetto tra cristiani ed ebrei, che costituiscono il valore fondamentale dell’esemplare esperienza pitiglianese.

Perciò a Pitigliano, nonostante gli ebrei siano oggi ridotti a poche famiglie, quell’antico rapporto continua in altre forme: da restauro e conservazione dei monumenti ebraici (Sinagoga, forno degli azzimi, bagno rituale, cimitero, museo ebriaco) alla scelta di produrre vino kasher nella Cantina Cooperativa di Pitigliano, alla fondazione dell’Associazione “La Piccola Gerusalemme”, che ha come fine la promozione di iniziative per la valorizzazione della storia di Pitigliano.
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