Inserito da Gabriele Zompì il agosto 28th, 2010 — in Arte in Italia, Campania, Enogastronomia, Vacanze in Italia
Castelfranci è uno dei tanti comuni arroccati sulle colline che si susseguono lungo le sponde del Fiume Calore che scorre appunto ai suoi piedi. Ha una superficie di 11 Kmq. con una popolazione di 2.820 abitanti. L’altimetria di collina è di m. 342 minima e 680 massima s.l.m. Il clima è come quello degli altri comuni dell’entroterra campano, freddo secco nel periodo invernale e mite nel periodo estivo.
Le prime notizie storiche si hanno intorno all’anno 780 d.C. durante la lotta tra i Ducati di Benevento e Salerno del quale questa «Terra» faceva parte.
Non rimangono allo stato attuale molti segni del suo passato, distrutti dall’incuria o dalla mano dell’uomo. Oggi esistono due vecchi mulini di costruzione marchesale a suo tempo alimentati da acqua corrente,la Chiesa parrocchiale e la Cappella della Visitazione in Piazza Municipio, gravemente danneggiate dal sisma del 1980.
L’attività prevalente della popolazione è l’ agricoltura, con una buona produzione di olio, cercali e dell’ottimo vino Aglianico D.O.C, che
allieta le buone tavole.
Il Comune è ben collegato con la provincia e con il resto della Penisola, per mezzo di pullman e dalla ferrovia Avellino-Rocchetta a
pochi metri dal centro abitato.
Gli itinerari turistici della zona sono di fama nazionale: l’Altopiano di Verteglia nel Comune di Montella; il «Lacene» nel Comune di
Bagnoli Irpino; il Santuario del SS. Salvatore e quello di Montevergine.
Ottime ed accoglienti le trattorie con succulenti piatti locati.
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Inserito da Gabriele Zompì il agosto 27th, 2010 — in Arte in Italia, Basilicata, Eventi in Italia, Vacanze in Italia
San Severino Lucano, posto nel territorio facente parte del Parco Nazionale del Pollino, sorse nel XV sec., quando i Sanseverino di Bisignano donarono il casale e le terre circostanti ai monaci dell’abbazia di Santa Maria del Sagittario i quali, per riconoscenza verso i Sanseverino, le diedero il nome di Casale di San Severino.
Di notevole interesse artistico è la chiesa Madre di Santa Maria degli Angeli, costruita nel 1500, che custodisce una croce processionale del 1600, un crocifisso ligneo del 1500, un prezioso ostensorio, vari dipinti del 1600 ed una scultura lignea del 1500 raffigurante la deposizione di Cristo, opera di Guido Mazzoni. Custodisce la statua della Madonna del Pollino, oggetto di culto in una delle più importanti manifestazioni religiose della Regione. Il Santuario della Madonna del Pollino è situato nel luogo in cui sorgeva la grotta dove, secondo la tradizione, fu trovata la statua in stile bizantino della Madonna. Il territorio di San Severino è costellato da numerosi mulini risalenti al XVIII e XIX secc, situati quasi tutti lungo il corso del torrente Frido.
Il 29 agosto a San Severino si festeggia la Madonna dell’Abbondanza, luminarie e bancarelle animeranno le vie del piccolo borgo lucano.
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Inserito da Gabriele Zompì il agosto 27th, 2010 — in Arte in Italia, Campania, Diari di Viaggio, Vacanze in Italia
In provincia di Salerno si trova un bellissimo e caratteristico comune arroccato su una collina e circondato da un paesaggio affascinante e fiabesco. Si tratta di Teggiano.
II nome è legato alle sue origini antichissime, che risalgono al periodo preromano, quando si chiamava “Tegia”. I Visigoti di Alarico la distrussero nel 410 d.C. e risorse col nome di Dianum. Nel 1486 il castello di Antonello Sanseverino, in cui era stata ordita la Congiura dei Baroni, fu assediato senza successo da Ferdinando d’Aragona. Ancora oggi conserva intatta la sua architettura medievale, per cui è considerata città-museo, la Urbino del sud come l’ha soprannominata qualcuno. Dal 1850 è sede di diocesi.
Il centro storico, cinto dai resti di fortificazioni angioine ed aragonesi, è dominato dal castello dei Sanseverino, datato 1285.
Imperdibile la visita alla Cattedrale di S. Maria Maggiore, ricca di opere del XIV e XV sec. ed alle circa 15 chiese del centro storico.
Inoltre nella zona non mancano strutture ricettive, alberghi e B&B, anche di lusso e dotati di ogni comfort.
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Inserito da Gabriele Zompì il agosto 27th, 2010 — in Arte in Italia, Vacanze in Italia, Veneto
Da collocare tra gli eremitaggi più noti dei Colli Euganei è la chiesetta di Sant’Antonio abate, ricovero di eremiti fino al XIV secolo e poi luogo di pellegrinaggio e culto per le popolazioni della piana circostante. Fu eretto probabilmente nel X secolo l’eremo sulla sommità del Monte. Non se ne hanno, però, notizie certe fino all’anno 1253.
L’undici ottobre di quell’anno un certo Wirixolo, ricco padovano che pare possedesse terreni anche sui colli, dispone un lascito nel suo testamento per la «ecclesie Sancte Marie de cima de Monte», chiesa che era quindi già esistente e ben conosciuta. Non è certa neppure la sua origine, anche se la tradizione popolare dei paesi di Rovolon e di Carbonara, più che di Teolo, e anche atti di donazione redatti negli anni successivi ne configurano sia la costruzione sia la dotazione di terreni a suo beneficio, come opera dei probi viri abitanti nei paesi in questione.
Del 1300 è sicuramente la statua in pietra della Madonna, scolpita in pietra d’Avesa da scalpellino di mano ferma e di buona capacità artistica, che è arrivata fino a noi. Mentre della primitiva costruzione in trachite della chiesa restano solo alcuni conci, qualche base e qualche cornice di colonne quadrate di pietra, inglobate nelle mura attuali.
La zona a settentrione e occidente del Monte della Madonna era da secoli sotto l’influenza benedettina, in particolare del monastero di Fraglia, oltre che dei monaci di Santa Giustina di Padova, da cui Fraglia ebbe vita. Così non c’è da meravigliarsi, se la chiesa e l’eremo, a partire dal 1508 dopo un primo restauro che li
risollevò da condizioni deplorevoli, furono assegnati alla responsabilità e alla cura dei monaci di Fraglia.
Molte furono le vicissitudini che coinvolsero il Santuario durante l’occupazione napoleonica e la confisca dei beni della Chiesa.
Ma alla fine del XX secolo, restituite le proprietà delle chiese agli Enti ecclesiastici, tra gli anni 1960 e 1970 si provvide alla ricostruzione e al restauro di tutto il complesso, con l’ampliamento dell’eremo alle dimensioni attuali. L’originale trecentesca statua della Vergine venne calata dal sommo del frontone ove era stata posta, restaurata e ricollocata nell’abside della chiesa.
Da qualche tempo la Sezione ANA di Padova si riuniva annualmente nel piazzale del Santuario, celebrando anche la Santa Messa per i caduti. Fu decisa l’erezione di un monumento in pietra del Grappa, su cui fu posta la statua in bronzo del Rollo, tolta dall’abside, che divenne così la «Madonna degli Alpini». Il piazzale fu chiamato: «Piazzale degli Alpini», i quali dal 1967 vi celebrano la riunione annuale nella seconda domenica di ottobre.
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Inserito da Gabriele Zompì il agosto 26th, 2010 — in Arte in Italia, Basilicata, Enogastronomia, Vacanze in Italia
In Basilicata il piccolo borgo di Cancellara, che sorge alle pendici di un colle, fu fortificato nel periodo normanno-svevo, e passò di feudatario in feudatario sino al 1775, quando divenne proprietà di Benedetto Candida. Nel 1799, in seguito alla rivoluzione partenopea, durante la quale ci furono scontri violenti, i cittadini riuscirono ad ottenere l’indipendenza e ad innalzare al centro del paese l’albero della libertà. Il castello, situato in posizione dominante l’abitato, conserva ancora la caratteristica struttura feudale.
Alle spalle del castello è possibile ammirare la cappella di Sant’Antonio, nel cui interno è conservato un ciclo di affreschi del XVI sec.
Degna di nota è anche la chiesa madre di Santa Maria del Carmine, costruita nel XVI sec., con facciata interamente rifatta, la cui caratteristica principale è il particolare campanile a cuspide. Della chiesa del convento di San Francesco, si può ammirare un imponente portale del 700.
Non lontano dal paese si trova la “Necropoli di Serra del Carpine” con tombe risalenti al V sec. a. C.
I corredi funerari recuperati sono attualmente custoditi nel Museo di Potenza.
Anche a Cancellara esiste una ricetta tipica: le crustole. Gli ingredienti: Farina, Cannella, Sale, Zucchero, Lievito, Olio e acqua Procedimento: Impastare la farina con il lievito, il sale e aggiungere un po’ alla volta dell’acqua. Lavorare il tutto finché l’impasto non si è amalgamato. Fare poi riposare per almeno due ore. Quindi riscaldare l’olio e iniziare a friggere la pasta delle frittelle dandole la forma desiderata. Per qualche minuto girare le crustole in continuazione. Mettere, infine, a bollire acqua, zucchero e cannella, immergervi velocemente le frittelle e toglierle subito dopo.
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