Olmedo ed il suo presepe di pane



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Foto CC-BY Gianni Careddu

Siamo in Sardegna, ad Olmedo, un piccolo centro che resta nella parte nord-occidentale dell’isola, situato tra Alghero, Porto Torres e Sassari. Il suo nome deriva molto probabilmente dalla radice “olmo”, il noto albero della famiglia delle querce che trovava un’ampia diffusione nella zona che oggi ospita questo paese.

Olmedo ha circa 3000 abitanti e, nonostante si estenda in pianura, vanta suggestivi punti panoramici: in primis  il Monte Baranta, che consente di cogliere il panorama che si estende fino al Golfo di Alghero.

Olmedo è ricco di testimonianze storiche che vanno dall’età prenuragica ( di questo periodo è meritevole di visita il Complesso Megalitico di Monte Baranta) fino al 1500 con la deliziosa Chiesa di N.S. di Talia, che ospita, ogni  Natale, il Presepe di pane.

Bellissima anche la Chiesa di San Michele considerata, a ragione, un vero gioiello artistico. Risalente al XIII secolo, sfoggia una bella abside in mattoni e una torre, aggiunta nel XVIII secolo. Ma è l’interno a stupire con i suoi vari livelli: piano terreno, piano rialzato e sotterraneo.

Ma è proprio il Presepe di pane una delle attrative principali di Olmedo. Un presepe che vuole celebare quello che è stato e, che è tutt’oggi, l’alimento principale delle nostre tavole, la base principale dell’alimentazione di ogni famiglia sarda. Un alimento che trova le sue radici inToscana (a bilancino in Mugello) , per quanto riguarda i primo pane della storia dell’uomo moderno, risalente a ben 30.000 anni fa. Un alimento che è uno dei cibi più apprezzati: “buono come il pane” è un detto che si usa ovunque.  E’ anche uno dei cibi che si ricicla maggiormente: si mette nella zuppa, si grattugia e diventa pan grattato, si scalda e diventa crostino, si inzuppa con acqua e diventa pane per le galline.

E ad Olmedo diventa Presepe, suscitando anche interesse etnologico tra esperti e pubblico comune. Inconsueto, curioso, originale e di grande effetto, il Presepe di Pane viene allestito ogni anno nel periodo natalizio nella suggestiva Chiesa romanica di N.S. di Talia, situata nel centro del paese; è realizzato dai maestri artigiani interamente impastando acqua, lievito e farina, e regala ai visitatori un’ambientazione tipicamente sarda rievocata dalle splendide figure di bianchissima pasta. Commovente, surreale, il presepe vede i suoi personaggi che s’incamminano solenni ed eterei verso la grotta attraversando sentieri di farina tra la vegetazione e le roccedi pane; Tutto è di pane anche gli agnelli, i vitelli e l’immancabile “sa Pinnetta”, la stella cometa come si chiama in sardo.

L’effetto è quello di una commovente rappresentazione della natività che ogni anno attira come una calamita migliaia di visitatori e fedeli. Ma il Presepe di Pane è solo l’ultima “tappa” nella tradizione sarda legata alla “sacralità” del pane. In Sardegna il pane è davvero importante e la panificazione ha sempre avuto un importate valore simbolico e ha accompagnato la ritualità con cui si scandisce il ciclo della vita: per questo in Sardegna vengono fatti i pani per il battesimo, per le nozze e anche quello in ricordo dei defunti, avvenimenti per cui gran parte della comunità veniva mobilitata e che rappresentavano occasioni di grande coesione sociale.

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Foto CC-BY di Cristiano Cani

La sacralità è presente in tutte le fasi della lavorazione del pane: una croce viene incisa sulla pasta inacidita, che funge da lievito naturale e le panificatrici, prima di impastare la farina, si fanno il segno della croce. Le donne sono depositarie e custodi di questi antichi saperi, tramandati da innumerevoli generazioni e segni distintivi di appartenenza alla propria comunità. Soprattutto nella preparazione del pane nuziale venivano coinvolti le parenti e le amiche della sposa, a cui si aggiungevano alcune donne molto abili nel modellare e decorare la pasta. Il pane, finemente ricamato e ornato con particolari elementi, per questo chiamato “pane fioridu” (pane fiorito), abbelliva le tavole imbandite dei banchetti e qualche volta veniva donato come bomboniera in ricordo dell’evento. La spianata circolare è il tipo di pane preferito per la realizzazione di questi capolavori: la circonferenza intagliata e la superficie decorata con incisioni e timbri rendono l’aspetto di questo cosiddetto “pane fine piccadu” simile ai raffinati tessuti ricamati.

I temi ricorrenti sono sia d’ispirazione naturale, come fiori e uccelli, sia di carattere simbolico, come cuori e figure stilizzate. oggi si possono osservare fogge di pani derivanti dall’intrecciarsi di diverse tradizioni, pani arricchiti da minute sculture di pasta legate all’iconografia tradizionale. I fiori rimangono sempre i soggetti pri- vilegiati: bouquet, rami fioriti rendono questo pane più un bene prezioso da custodire gelosamente che un prodotto da consumare a fini alimentari. Esempio tipico sono le cosiddette “loture”, pani a pasta dura a forma di corona finemente lavorate per costruire preziose ghirlande. La riscoperta di questa arte, oltre che ad una sua rivalutazione, ha portato ad una rielaborazione dei sistemi di lavorazione e delle forme uti- lizzate; i lavori di oggi, come le statuine del Presepe di Pane, sono vere e proprie opere d’arte in cui la pasta, anche se non commestibile, rimane comunque la materia prima. Dalla pasta del pane, lavorata con l’aggiunta di additivi per garantirne la consistenza e di antiparassitari per preservarla nel tempo, si ottengono delle forme estre- mamente originali e creative, non di rado caratterizzate da colori variopinti, per renderle più verosimili.

La panificazione artigianale secondo il sistema tradizionale prevede tecniche di lavorazione articolate e complesse. La sequenza delle operazioni inizia con la preparazione del lievito naturale, detto “sa madrighe”, ricavato dalla lavorazione della pasta inacidita conservata dalla panificazione precedente “su fremmentasu”, con l’aggiunta di una piccola quantità di acqua tiepida e farina; a questa si unisce quindi altra farina, solitamente di semola di grano duro e nella quantità desiderata, sino ad ottenere un impasto (“Cumassare”) morbido e consistente, che viene successivamente diviso in diverse parti per poter essere lavorato più agevolmente (“Cariare”).

Le tecniche per la realizzazione del pane speciale richiedono non solo competenza, ma l’ausilio di specifici strumenti indispensabili per la decorazione, quali le rotelle usate prevalentemente per ritagliare e rifinire i bordi e “sas imprentas”, particolari timbri che vengono utilizzati per imprimere la superficie del pane con figure varie di fiori, animali, frutti e quant’altro. Non manca l’utilizzo creativo e fantasioso di attrezzi presi in prestito dalla cucina, come coltelli e forbici o di altri piccoli oggetti presenti nella casa: ditale, rocchetto, uncinetto. La tecnica della lucidatura, ottenuta attraverso la rapida immersione del pane in acqua bollente, conferisce infine splendore a questi piccoli capolavori.

Dormire e mangiare ad Olmedo

B&B Su Furraghe via Su Furraghe 24 tel. 079 902306

Fenicottero Rosa loc. Santa Caterina tel. 079 900060- 320 3871407

Funtana de Talia loc. Talia tel. 079 902275 – 320 8696201

L’oca azzurra loc. Santa Caterina tel. 079 902141 – 347 1144958 www.ocaazzurra.com

La coccinella via E. d’Arborea 12 tel. 079 902510 – 329 4487278 www.bblacoccinella.it

Sa Pramma loc. Calchinadas tel. 329 0209483 www.sapramma.com
AGRITURISMO I vigneti loc. Santa Caterina tel. 079 902685 – 328 1358566

Era Gianluca loc. Brunestica tel. 347 0093627 Sa Suerera loc. Sa Suerera tel. 338 5288979

 

Ristoranti ad Olmedo

Antonio Fadda via Marconi 10 tel. 079 902183

Desideria via Eleonora D’Arborea tel. 079 902442 – 347 5555992

La Risacca via Sassari 22 tel. 079 902858

Come arrivare ad Olmedo

Il paese di Olmedo vanta una posizione strategica dal punto di vista geografico. Si trova proprio al centro del triangolo tra Sassari, da cui dista solo 18 km, Porto Torres lonano 25 km, e Alghero, a soli 12 km da Olmedo.

Come arrivare

Percorrendo la SS 291 che collega Sassari ad Alghero, al km 16 circa si trova il bivio per Olmedo, raggiungibile dopo pochi km.