Una gita in Toscana: alla scoperta dei paesi del Chianti

Una gita in Toscana: alla scoperta dei paesi del Chianti

La Toscana è di certo una regione che ha molto da offrire oltre che dal punto di vista artistico anche sul fronte dei paesaggi naturali: come non pensare alle stupende colline del Chianti al solo pronunciare il nome della regione Toscana?

Il paesaggio offerto dal Chianti è estremamente affascinante: ecco perché un breve itinerario turistico volto a scoprire le meraviglie di questi luoghi non può che conquistare il cuore dei viaggiatori.

Prima tappa:

Greve in Chianti

Un tour alla scoperta del Chianti non può che cominciare qui: Greve, infatti, è considerata come la soglia da varcare per immergersi nelle colline del Chianti.

Il cuore pulsante di questo borgo è rappresentato dalla piazza dedicata a Giacomo Matteotti in cui si trova la statua di Giovanni da Verrazzano: questa piazza, infatti, caratterizzata da ampi portici e su cui si affaccia la chiesa medievale di Santa Croce, è stata il centro dei commerci della cittadina per tutta l’epoca medievale.

A Greve, oltre alla vostra vista che sarà affascinata dalle particolarità architettoniche di questo paesino, anche il vostro gusto non resterà insoddisfatto: Greve, infatti, è un ottima tappa anche per un itinerario enogastronomico che punti a scoprire le prelibatezze della Toscana dato che qui è possibile gustare diverse specialità alimentari tipiche del Chianti. Del resto a Greve il vino è ritenuto così importante che gli è stato dedicato da qualche anno pure un Museo.

E adesso?

Il fascino della via Chiantigiana

Una volta visitata l’affascinante cittadina di Greve potrete decidere di proseguire lungo la via Chiantigiana: del resto come resistere al seducente profilo delle colline verdi della fiorente vegetazione e delle vostre speranze in un viaggio memorabile? Continuando lungo questa via generosa di scorci incantevoli la prossima tappa del vostro itinerario sarà Panzano.

Panzano

Veduta di Greve in Chianti

Veduta di Greve in Chianti

Panzano non è altro che una piccola frazione di Greve in Chianti che, nel vostro percorso turistico in giro per le colline del Chianti, vi sarà davvero di passaggio.

Il paese è affascinante: la sua storia parla attraverso una stele, che fa intuire chiaramente l’origine etrusca di questo borgo, attraverso un Castello, che ha molto da dire sulle lotte tra Siena e Firenze e per mezzo della nota Chiesa di Santa Maria che, seppur risalente al 1200 venne ricostruita del tutto nel 1800 e quindi ha lo stile architettonico tipica di questo secolo. Ma anche a Panzano, come a Greve, oltre agli edifici a parlare della straordinarietà di questo posto ci pensa anche il cibo.

Se volete gustare un’ottima bistecca alla fiorentina non mancate di fare una capatina all’Antica Macelleria Cecchini: qui la qualità della carne è divina come la Commedia che viene decantata mentre la carne viene tagliata.

Castellina in Chianti

Castellina in Chianti

Un vicolo di Castellina in Chianti – Foto di charley1965 (CC BY-SA 2.0)

 

Terza tappa di questo percorso è la mela d’oro delle colline del Chianti: come il pomo dorato venne conteso tra le dee così questo borgo fu conteso tra Firenze e Siena come la Rocca può testimoniare.

Oggi, Castellina, può vantare sia splendidi palazzi appartenuti a diverse famiglie nobiliari oltre che la Chiesa di San Salvatore e il Museo Archeologico del Chianti Senese, sia paesaggi ameni dove dominano i boschi e dove vi sono moltissimi animali selvatici come scoiattoli, lepri e cinghiali.

Nel vostro viaggio vi siete ormai accorti di quanto le zone del Chianti siano ricche, oltre che dal punto di vista naturalistico, anche sul fronte enogastronomico? Allora se il momento dell’anno è quello giusto (ossia se state visitando queste zone tra settembre e ottobre) non perdete l’occasione di gustare la schiacciata con l’uva che è tipica proprio di questa cittadina.

Per rimanere in tema uva di certo assaporerete diversi calici di vino ma non dimenticate di accompagnarli ogni volta che potrete con prelibati salumi prodotti nel Chianti.

Radda in Chianti

Fino a questo momento, in questo possibile percorso teso a esplorare tutto ciò che il Chianti ha da offrire, la via Chiantigiana ci ha sempre fatto compagnia: è però giunto il momento di abbandonarla per raggiungere Radda in Chianti, gioiellino medievale protetto da alte mura e sul cui centro dominano la Chiesa di San Niccolò e il Palazzo del Podestà.

Se visitando Castellina ne avete amato la dolcezza dei paesaggi, gli spazi ampi e incorniciati dalle alture con delicatezza, ma avete anche sentito l’esigenza di vedere qualcosa di diametralmente opposto, Radda vi sorprenderà piacevolmente: Radda in Chianti, infatti, ha paesaggi dall’aspetto più aspro ma comunque affascinante.

radda chiantiNodo di quel reticolo di strade che unisce piccoli borghi e fattorie isolate, Radda in Chianti si trova nel cuore di un territorio conosciuto nel mondo per la bellezza dei suoi paesaggi e la cultura del buon bere. Ed è proprio a questa filosofia che si ispira l’annuale evento di  “Radda nel Bicchiere”, la kermesse dedicata ai migliori vini prodotti localmente che si tiene ogni anno tra la fine di maggio e gli inizi di Giugno.

Un bicchiere personalizzato, curiosità nell’assaggio e tempo a disposizione: è tutto quello che servirà per destreggiarsi tra le vie del paese, dove diversi produttori locali presenteranno le migliori etichette raddesi e coinvolgeranno gli ospiti nella “Degustazione alla cieca”.

Dagli esiti degli assaggi bendati usciranno i vini vincitori della nuova edizione della manifestazione, ormai diventata un appuntamento imperdibile dell’estate chiantigiana.

Questa tappa delizierà anche il vostro palato offrendovi la possibilità di gustare prodotti tipici della tradizione vinicola di queste zone: dopo aver sorseggiato un buon bicchiere di vino siete pronti a concludere questo itinerario recandovi all’ultima tappa?

Gaiole in Chianti

Gaiole in Chianti

Pieve di Spaltenna a Gaiole – Foto di Vignaccia76 – (CC BY-SA 3.0)

Il nostro viaggio nel Chianti Senese è quasi giunto al termine ma non può dirsi ultimato prima di aver visitato anche Gaiole.

Questo comune ci invita a fare un salto nel passato visitando alcuni castelli che hanno resistito alle ingiurie del tempo come il Castello di Meleto, il Castello di Vertine e la Pieve di Spaltenna e poi gustare la bevanda che di queste zone è sia il passato che il presente che il futuro: il vino Chianti.

Alla scoperta del Chianti settentrionale

Dopo aver visitato la parte meridionale della zona del Chianti esplorando i comuni di Greve, Panzano, Castellina, Radda e Gaiole, perché non andare alla scoperta della parte settentrionale?

Il punto di partenza è sempre lo stesso: la cittadina di Greve, del resto, rimane pur sempre “la porta del Chianti” e pertanto è la tappa perfetta per iniziare un itinerario che queste colline mira a scoprirle in tutti i loro molteplici aspetti. Il percorso prosegue poi con San Casciano Val di Pesa, Tavarnelle Val di Pesa e Barberino Val d’Elsa.

A questo punto che fare?

Fermarsi, appendere le valigie al chiodo, e rinunciare a visitare un posto come San Gimignano, dichiarato patrimonio dell’umanità dell’Unesco, anche se si trova a un tiro di schioppo? No di certo: meglio partire, da Barberino Val d’Elsa, alla volta di Poggibonsi, andare quindi a San Gimignano e poi chiudere in bellezza recandosi a Castelfalfi.

San Casciano Val di Pesa

San Casciano Val di Pesa

Castello di Gabbiano  – San Casciano Val di Pesa

Siete a San Casciano Val di Pesa e non sapete cosa visitare? Non perdetevi le chiese, visitando la Chiesa di Santa Maria al Prato e anche la Chiesa di Santa Maria del Gesù, ma non perdetevi neanche il Museo di Arte Sacra e fate un salto all’Albergaccio di Sant’Andrea in Percussina: oggi qui troverete un ristorante ma, in passato, quelle stesse mura hanno ospitato il famoso Niccolò Machiavelli.

Barberino Val D’elsa

Voglia di Medioevo? Barberino Val d’Elsa è un borgo medievale che, di certo, in tal senso non vi lascerà delusi.

Le colline del Chianti, del resto, hanno questo potere: qui il tempo ha contorni sfumati e inerpicandovi per le stradine sconnesse di questi borghi affascinanti di quel fascino nostalgico che non può non sedurre capirete come perfino il tempo, a volte, di fronte alla bellezza di certi luoghi si prenda delle lunghe pause e decida di scorrere in modo inconsueto.

San Gimignano

Avete intenzione di partire alla volta del Chianti e non mettere in conto una deviazione verso San Gimignano?
Potreste pentirvene: questa città, infatti, è un vero gioiello non solo della Toscana ma di tutta l’Italia e, stando al parere dell’Unesco, addirittura di tutta l’umanità.

Le origini di San Gimignano affondano le loro radici nel periodo etrusco ma è tra il XII e il XII che il borgo attraversa il suo momento di maggiore splendore: in questo arco di tempo vengono edificate ben 72 magnifiche torri e anche se oggi ne rimangono 13 tra cui citiamo la Torre Grossa, la Torre dei Cugnanesi e la Torre del Diavolo, anch’esse, seppur in numero minore, riescono a catturare l’attenzione.

Quando San Gimignano smise di risplendere di luce propria? Quando dovette rassegnarsi a vivere all’ombra di Firenze. Tuttavia ancora oggi San Gimignano continua ad affascinare milioni di turisti che qualche volte, per avere una panoramica completa della città, salgono in cima alla Torre Grossa e si godono il magnifico passaggio da lassù.

Castelfalfi

Le origini di questo borgo sono ancora incerte ma ciò che è certo è che ancora oggi questo luogo non manca di catturare l’attenzione di turisti con il suo Castello, che originariamente doveva essere una torre d’osservazione, con la villa medicea che si erge, imponente, proprio al centro del paesino, con il casale la Cerchiaia, che agli albori era una stazione sulla via del sale, e con il Castelluccio ossia un castello risalente al Medioevo in cui Benigni ha scelto di girare il suo Pinocchio.

Inoltre se il passato di questo luogo presenta ancora punti oscuri il presente, invece, appare cristallino e il futuro particolarmente roseo. Due parole per definire gli ultimi anni di Castelfalfi? Recupero territoriale. Del resto il Toscana Resort Castelfalfi ha proprio questo come obiettivo: promuovere il recupero territoriale di questo borgo medievale e, a quanto pare, i risultati che ha raggiunto e il successo che sta riscuotendo fanno ben sperare per il futuro di questo antico borgo militare.

Protagonista di varie vicissitudini imprenditoriali è oggi epicentro di iniziative turistiche che integrano la salvaguardia del territorio, l’attenzione verso prodotti tipici locali con la volontà di esportare il territorio e la bellezza della Toscana in tutto il mondo.

Buon viaggio e buona Toscana a tutti.