Spiaggia della Purità, polemiche a Gallipoli

Spiaggia della Purità Gallipoli

Spiaggia della Purità nel centro Storico di Gallipoli. Foto di GallipoliOnline.com

E’ stata per tutta l’estate 2013 al centro di polemiche tra pubblico e privato.

Da una parte le associazioni che la vogliono valorizzare e dall’altra l’amministrazione pubblica, con in testa il sindaco, che la vuole lasciare libera e non assoggettata al volere di privati.

Stiamo parlando dell’unica spiaggia del centro storico di Gallipoli.

La spiaggia della Purità si trova a ridosso dell’isola che accoglie il borgo antico di Gallipoli.

In passato era praticamente la sola spiaggia ad essere utilizzata dalla popolazione locale per la balneazione estiva.

Fino alla fine deglia anni sessanta si trovavano “li Cambarini” (strutture in legno sopraelevate su delle palafitte, al di sopra delle quali erano collocate le cabine per i bagnanti).

Di questi impianti balneari non vi è più alcuna traccia, ma in molti, ancora oggi, frequentano la spiaggia della Purità per la sua impareggiabile bellezza.

Per queste ragioni nasce la querelle.

Tutti sono animati però dalla volontà di rendere questa spiaggia fruibile e per quanto si può attrezzata.

C’è chi ha proposto l’installazione di docce a gettoni, chi cabine removibili, chi ancora obrelloni in affitto e gazebo per la vendita di bevande o materiale da spiaggia.

Tutte proposte accettabili e condivisibili che sicuramente renderebbero la spiaggia più viva e accogliente.

Ma c’è un però, ed è questo: se si permettesse la realizzazione di una o di tutte queste idee, la spiaggia sarebbe più “libera”?

La gente ci andrebbe come fa ora, senza vincoli o soggezioni?

E soprattutto in un bellissimo centro storico come quello di Gallipoli, vedere cabine, docce o gazebo su una spiaggia superfotografata, non sarebbe un pugno nell’occhio?

Forse è meglio lasciare tutto com’è, anche se il turismo a volte ha leggi spietate che contrastano palesemente con il buon senso e con la salvaguardia dell’esistente, favorendo solo una crescita economica e quasi mai una culturale.