Il pomodoro Cuore di bue



cuore di bueForse qualcuno lo ha già visto in un supermercato, oppure in qualche insalatona di un ristorante, o ancora come abbellimento in qualche portata in un ricevimento, si tratta del pomodoro gigante, chiamato Cuore di bue.
In America, dove è nato, lo chiamano Oxheart. In Italia, per la sua forma, cuore dì bue. È il pomodoro taglia maxi, che può pesare da un minimo di 200 grammi fino a oltre mezzo chilo, sempre più apprezzato dagli chef e dai consumatori,

Anche se arriva a costare anche il doppio degli altri pomodori. Piace per la polpa abbondante, i pochi semi, la consistenza carnosa, il succo gradevolmente dolce, il colore rosso-rosato con le sfumature verdi, ideale per le insalate e la caprese.

Il cuore della produzione è Albenga, in provìncia dì Savona. Dove un centinaio di aziende agricole mandano sui banchi dei supermercati del Nord circa duemila tonnellate all’anno dì prodotto, insieme alle altre tre glorie del Ponente ligure: l’asparago violetto, il carciofo spinoso, la zucchina trombetta.

Il cuore di bue è più caro del pomodoro a grappolo perché è più delicato, si ammacca facilmente e se ne produce di meno.
Nel tempo, la coltivazione dalla Liguria si è estesa ad altre regioni d’Italia tra cui Sicilia e Sardegna, con selezioni e varianti locali.
La Campania, e in particolare la penisola sorrentina, è quella che detiene il primato al Sud. Ma altre realtà stanno apprezzando questo tipo di pomodoro e ben presto, ne siamo certi, la sua coltivazione sarà diffusa un po’ ovunque.