Visitare Arezzo: un itinerario tra arte, storia, artigianato e cucina

Visitare Arezzo: un itinerario tra arte, storia, artigianato e cucina

La città di Arezzo è situata sul pendio inferiore di una collina al centro di un’ampia conca fra Valdarno, Casentino, Valtiberina e Valdichiana.
(Vedi anche http://www.ilcomuneinforma.it/viaggi/12818/arezzo/ )

Perché si Chiama Arezzo?

Una tradizione popolare racconta che la città prese il nome di Arezzo dopo lo scempio che ne fece Attila che l’avrebbe letteralmente distrutta e ne avrebbe arato il suolo (Arezzo da “arato” appunto) per punirla della sua strenua resistenza.

Un po’ di Storia su Arezzo

L’importanza di Arezzo comincia in epoca romana quando la città diventa una forte alleata di Roma, fornisce armi bronzee nella guerra contro Cartagine e ottiene la cittadinanza romana nell’89 a.C.

Arezzo

Piazza di Arezzo Foto CC-BY di EnlightenmentReloaded

Da questo momento la città si espande con la costruzione dell’anfiteatro (ancora oggi visitabile) e un fiorente commercio di ceramiche che testimonia da subito la sua vocazione per la produzione artigianale e artistica.

Il periodo alto-medievale è un periodo di decadenza per la città di Arezzo che si ritrae anche nel perimetro abitativo.

Poi lo sviluppo riprende e Arezzo cresce arricchendosi di case-torre, simbolo della nuova nobiltà presente in città, e nuovi edifici.

Saranno poi i conflitti con Firenze a decretare una nuova profonda crisi per Arezzo: nel 1384 il dominio fiorentino sulla città diventa stabile.

La storia di Arezzo è un’alternanza di periodi fiorenti e sconvolgenti traumi dai quali però seppe sempre sollevarsi.

La discordia fra fazioni che caratterizzava la vita aretina in epoca medievale valse agli aretini l’appellativo di “ringhiosi” da parte di Dante e portò alla servitù sotto la signoria fiorentina, senza parlare dei 3 terribili saccheggi che Arezzo subì alla fine del 1300.

Nell’immaginario collettivo questa caratteristica di Arezzo è legata alla leggenda della cacciata dei Diavoli da parte di San Francesco: i demoni esultati che il santo allontana dalla città sarebbero stati intenti proprio a seminare discordia e violenza fratricida dentro le sue mura.

L’aspetto odierno di Arezzo si deve in gran parte agli interventi spesso drastici dei Medici, nuovi signori dell’aretino, nel corso del Cinquecento.

I Medici operarono una vera e propria demolizione di Arezzo antica dalla quale non si salvarono le case-torre, il Palazzo del Comune, il Palazzo del Popolo e il Duomo Vecchio, con lo scopo di distruggere tutti i luoghi legati all’autonomia politica di Arezzo.

I nuovi edifici voluti dai Medici ad Arezzo rispecchiano lo stile fiorentino: il loggiato in Piazza Grande ad esempio fu commissionato a Giorgio Vasari con preciso riferimento al modello degli Uffizi.

Qual è il colore tipico di Arezzo?

Il “colore” di Arezzo è quello tipico dell’arenaria che si trova in questa zona e che la accomuna ai centri storici minori vicini: il “macigno”.

Il fascino di questa città si deve in gran parte al fatto di aver conservato il centro storico medievale all’interno delle antiche mura trecentesche. Il quartiere di Porta Crucifera ad esempio conserva ancora il suo nome medievale e alcune superstiti case-torre dell’epoca.

Cosa Visitare ad Arezzo?

Chi visita per la prima volta Arezzo si trova a percorrere strade in salita che si aprono improvvisamente su ampie piazze e spazi scenografici.

Piazza Grande è il cuore della città e si trova dove probabilmente si trovava l’antico foro romano, durante il Medioevo ospitava il mercato giornaliero.

Recentemente l’immagine di questa splendida piazza è legata al fortunato film La vita è bella che Roberto Benigni ha voluto girare proprio ad Arezzo.

La piazza si trova su un piano inclinato dalla pianta irregolare che rendeva agevole lo smaltimento dell’acqua piovana, questa caratteristica ricorda la famosa Piazza del Campo a Siena.

Dal 1593 in Piazza Grande si svolge la Giostra del Saracino e la prima domenica di ogni mese si tiene un’importante mostra-mercato dell’antiquariato.

La Giostra del Saracino è una delle più antiche feste tradizionali italiane: è giocata da otto cavalieri rappresentanti degli antichi quartieri aretini (Porte S.Andrea, Crucifera, Del Foro e Santo Spirito) e consiste nel colpire con la lancia lo scudo di un burattino rappresentante il Saracino. Chi vince questa gara ottiene la Lancia d’oro, tradizionalmente custodita nella Cattedrale.
La manifestazione si svolge due volte l’anno: il penultimo sabato di giugno in edizione notturna (Giostra di San Donato) e la prima domenica di settembre in edizione diurna (Giostra della Madonna del Conforto).

Giostra del Saracino di Arezzo

Giostra del Saracino di Arezzo – Foto offerta da http://www.giostradelsaracinoarezzo.it

Mostra mercato dell’Antiquariato

La mostra-mercato dell’antiquariato è un evento molto importante nato nel 1968, uno dei primi ad avere cadenza mensile, che richiama molti appassionati di artigianato da tutta la Toscana.

Arezzo è recentemente capitale dell’antiquariato toscano ma nel corso dei secoli si sono sviluppate in questa città numerose lavorazioni artigianali; ad esempio la tradizione orafa risalente al XIV secolo che rese famose le botteghe cittadine.

Oggi questa antica tradizione è portata avanti da molte aziende artigiane e si affianca alla lavorazione del pellame, all’arredamento e alle calzature.

Ciò che rende così solida questa tradizione cittadina è la trasmissione orale delle abilità artigiane di generazione in generazione, all’interno delle imprese a conduzione familiare.

Comunemente gli aretini si definiscono come schivi e un po’ rudi … forse anche da questa caratteristica dipende il successo e la durata della tradizione artigiana della loro città di cui, giustamente, vanno fieri.

Da sempre centro di un complesso intreccio di interscambi civili, culturali ed economici, Arezzo, con la costruzione dell’autostrada del Sole (1964) e con il potenziamento della linea ferroviaria Firenze-Roma nel 1976, è stata inserita in un circuito sovra regionale che ne ha favorito lo sviluppo permettendole di divenire la capitale mondiale dell’arte orafa.

Con la recente crisi questo scenario sta cambiando ma gli aretini sapranno certamente come far fronte alle nuove sfide economiche e artistiche, perché di arte stiamo parlando, che si presenteranno.

Il Palazzo della Fraternita dei Laici è uno dei più importanti di Arezzo, in cui convivono forme rinascimentali e gotiche.

Palazzo della Fraternita dei Laici

Palazzo della Fraternita dei Laici – autore Sailko , CC BY-SA 3.0

Molto suggestivo, su un lato della piazza è il Palazzo delle Logge, progettato da Vasari e destinato ad accogliere botteghe e ritrovi, attualmente ospita alcuni negozi di antiquariato e caffè.

Pensate come luogo di ritrovo della cittadinanza, le Logge ospitavano il Petrone, una colonna sormontata da una croce alla quale venivano appesi i bandi pubblici. Oggi è presente una copia.

Piazza del Duomo è l’altro nucleo importante della città, dal 1203 centro del potere politico e religioso. In questa piazza si trovano il Palazzo dei Priori e il Duomo.

Il Duomo (San Pietro Maggiore) è in stile gotico e poggia su una vasta scalinata in travertino. Al suo interno conserva alcune opere d’arte molto importanti come la Maddalena di Piero della Francesca.

Il Duomo ospita anche la prima opera architettonica di Giorgio Vasari che la realizzò ancora ventiquattrenne: la cantoria in pietra serena accanto al grandioso organo rinascimentale della cattedrale.

Il Palazzo dei Priori, del 1333, ospita l’attuale Municipio. Fu radicalmente ristrutturato negli anni Trenta del Novecento. Del 1337 è la possente torre che lo affianca.

Arezzo ha numerose chiese e conventi di grande interesse come la chiesa di San Domenico che racchiude un prezioso Crocifisso di Cimabue.

La Basilica di San Francesco ha al suo interno il ciclo di affreschi con la Leggenda della Croce, dipinti da Piero della Francesca nel 1453, la chiesa fu sconsacrata e addirittura adibita a caserma nell’800. Oggi è completamente restaurata.

Fra queste chiese e luoghi di culto sono molti quelli che nascondono curiosità e leggende. Una di queste è una strana colonna “gobba” che si trova nell’abside della chiesa di Santa Maria della Pieve: si tratta di una colonna con una strana sporgenza rispetto alle altre che la circondano.

Si dice che l’artista che la costruì volle farla deforme apposta, irritato perché, a lavoro quasi ultimato, i monaci non avrebbero voluto pagargli la somma stabilita…

In realtà questa chiesa, chiamata dagli aretini semplicemente La Pieve, merita di essere menzionata in quanto è una delle più belle creazioni di arte romanica in Toscana e testimonianza architettonica del primo nucleo medievale aretino.

Il suo particolare campanile, detto “dalle cento buche” è inconfondibile!

La fortezza medicea della città di Arezzo merita una visita: è un prezioso esempio di architettura militare cinquecentesca e offre un bellissimo panorama sulla città, la pianura, la valle dell’Arno e il Pratomagno.

Fortezza Medicea di Arezzo

Fortezza Medicea di Arezzo – Foto a cura del FAI

Arezzo è anche la città natale di Francesco Petrarca e Giorgio Vasari, che ha vissuto e lavorato qui contribuendo con la sua arte alla bellezza della città.

Oggi la Casa di Vasari, acquistata e rimaneggiata dallo stesso artista intorno al 1540, ospita il prezioso Museo e Archivio Vasariano.

I musei aretini sono numerosi e importanti, oltre alla Casa di Giorgio Vasari meritano di essere citati il Museo Archeologico Nazionale con le preziosissime sezioni etrusca e romana e il Museo Statale di Arte Medievale e Moderna famoso per la collezione di dipinti toscani dal XIII al XIX secolo e la raccolta di maioliche, tra le più importanti in Italia.

Il Museo Diocesano raccoglie molte preziosissime opere provenienti dal Duomo e da altre chiese aretine e della provincia.

Come non citare infine un’altra caratteristica della terra aretina… le pappardelle con la “nana”, cioè con l’anatra?!

Questo piatto, che l’Artusi definisce non “fine” ma sostanzioso, era in origine tipico delle zone di campagna ed era preparato fra giugno e luglio, in occasione delle feste che si facevano sull’aia durante la battitura del grano.

Oggi è proposto da molte trattorie in tutto l’aretino, in forma tradizionale o rivisitata.

Un’altra curiosità culinaria la dice lunga sull’originalità degli aretini: il dolce al primo posto nella tradizione di Arezzo è il diffusissimo salame dolce al cioccolato, in città tutti lo chiamano “gattò”! La versione aretina del gateau francese…

Articolo a cura di Marco Magrini, 31 anni, aretino e artigiano 3.0  per Ilcomuneinforma.it

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