Ambulanti abusivi, sul litorale romano il record di presenze



800px-Ostia_-_Marchand_ambulant_de_jouets_gonflables-420x289Insieme con l’affollamento delle spiagge libere, il calo delle presenze negli stabilimenti balneari, la riduzione della spesa presso bar e ristoranti costieri, l’invasione di venditori di paccottiglia sugli arenili è un altro segnale delle difficoltà economiche dei nostri tempi. Un po’ ovunque il fenomeno delle vendite ambulanti ebusive è presente, ma in modo particolare sul litorale romano negli ultimi anni si sono registrati episodi davvero poco edificanti.

I negozianti di Ostia e dintorni lo denunciano con forza da tempo: il fenomeno del commercio abusivo sugli arenili, dell’andirivieni di attrezzatissime bancarelle e singoli venditori, ha raggiunto punte record del commercio illegale di chincaglierie da spiaggia. Basta analizzare i dati diffusi dal II Gruppo Roma delle Fiamme Gialle sulla scorta delle operazioni condotte a Ostia e dintorni.

Lo scorso anno i finanzieri hanno effettuato 90 sequestri a venditori abusivi ritirando oltre 600mila oggetti. Si tratta di teli da mare, occhiali da sole, accessori d’abbigliamento, foulard, berretti ma anche alimenti e bevande. Notevole la crescita anche della contraffazione, reato di natura penale che riguarda la vendita di prodotti che riproducono marchi senza autorizzazione.

Probabilmente la crisi economica incentiva questo tipo di commercio più economico.
L’imprenditoria cinese non teme la crisi, nel Lazio come nel resto del Paese. È quanto emerge dai dati della Cgia di Mestre che ha esaminato il trend dal 2008 al 2011. Il numero delle aziende guidate da imprenditori cinesi ha superato le 58.200 unità. Occorre dunque maggiore controllo, ma soprattutto una maggiore consapevolezza e onestà nell’operare.