Sant’Angelo Lodigiano e Santa Francesca Cabrini



Francesca_CabriniSanta Francesca Cabrini, definita da Pio XII, nella cerimonia di canonizzazione il 7 luglio 1946, «eroina dei tempi moderni e immagine della donna forte», nasce a Sant’Angelo Lodigiano il 15 luglio 1850, decima di undici fratelli. È piccola, fragile, cagionevole, tanto che si teme per la sua vita; la gracilità fisica l’accompagnerà per sempre, senza impedirle di coronare il sogno di consacrarsi a Dio e di essere missionaria.

Nel 1874, Francesca lascia il paese natale e parte per Codogno dove, nella Casa della Provvidenza, un’istituzione caritativa per bambine orfane, trascorrerà lunghi anni di tribolazioni e sofferenze.
In questi anni, la Madre approfondisce il suo rapporto con Dio.

I frutti del suo affidarsi a Gesù arrivano: il vescovo monsignor Gelmini . invita a fondare una congregazione missionaria: «Desideri farti missionaria; ora il tempo è maturo». Francesca risponde semplicemente: «Cercherò una casa».

Si trasferisce con sette sorelle, che chiamerà cofondatóri, in un antico convento francescano, prepara una cappella, dedicandola al Sacratissimo Cuore di Gesù: il 14 novembre 1880 monsignor Serrati vi celebra la prima messa.

La fondatrice aveva trent’anni. La sua vita trascorre  tra casa, chiesa, scuola, opere di apostolato, preghiera intensa, servizio ai fratelli.
Dalla fondazione, l’attività missionaria fiorisce e sparge i suoi semi: le prime case in Lombardia e a Roma; poi, con l’approvazione pontificia, Madre Cabrini parte per gli Stati Uniti d’America, il 23 marzo 1889, per assistere gli emigranti italiani.

Attraverserà 24 volte l’Atlantico, percorrendo tutti gli Usa, recandosi in Nicaragua, Ecuador, Perù, Cile, Argentina. Assiste gli italiani sfruttati, che vivono in condizioni miserabili ed emarginati. Questua denaro per gli orfani, visita i carcerati, si immerge nelle miniere, sfama, nutre, allevia le sofferenze; fonda scuole, orfanotrofi, asili, ospedali, collegi, conventi.

Quando muore, a Chicago il 22 dicembre 1917, a 67 anni, lascia migliaia di religiose e 67 case. Madre Cabrini non tornerà mai più al paese natale, mentre le sue suore arriveranno nel 1936 su invito di don Nicola De Martino. La santa è la protettrice degli emigranti.

Nella casa natale ora vi è un gruppo di volontari, si tengono incontri di spiritualità, ed è sorto un Centro di documentazione cabriniano. I volontari si prodigano per le missioni sparse nel mondo, attraverso adozioni a distanza, aiuti per l’assistenza di anziani, malati e tanto altro.