Il pomodoro di Pachino

Il pomodoro di Pachino


La cucina italiana ce lo propone come ottimo ingrediente per la preparazione di sughi o per contorno in insalate e secondi piatti, è il pomodoro Pachino.

Le prime coltivazioni del pomodoro Pachino risalgono al 1925 lungo la fascia costiera siciliana, ma solo intorno agli anni ’50 si inizia ad estendere in aree più ampie la sua coltura, utilizzando tecniche di forzatura e di difesa.

Infatti, l’ambiente della fascia costiera è soggetto a cadute istantanee di temperatura e a sbalzi termici tra il giorno e la notte che spesso hanno causato la distruzione di intere coltivazioni.

pachino 2

Un decennio più tardi nascono le prime serre realizzate per proteggere i pomodori dagli eventi atmosferici. La coltura protetta è quindi il risultato di un vero e proprio processo di evoluzione culminato, negli anni ’70, con la nascita delle prime forme associative che iniziano la commercializzazione del pomodoro con l’indicazione della zona di origine Pachino.

L’etichetta del pomodoro di Pachino presenta l’Indicazione Geografica Protetta, più semplicemente nota come IGP. Questa sigla appartiene a tutti i prodotti agricoli che traggono origine da un’area geografica specifica, e che quindi presentano determinate proprietà e tipicità.

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Il pomodoro Pachino viene coltivato nella zona che comprende tutta l’area sud orientale della Sicilia, da Pachino ai territorio di Noto (in provincia di Siracusa) e Ispica (in provincia di Ragusa).
Negli anni sono stati molti i fattori che hanno contribuito al suo successo, a livello nazionale e non solo: la particolarità dei terreni nati vicino al mare, il sole della Sicilia, la salinità delle acque del territorio usate per irrigare i campi, il clima mite, (quasi privo di gelate invernali).

I suoi impieghi in cucina sono i più variegati e viene apprezzato anche al naturale per il suo sapore gradevolmente dolciastro. E’ ricco di vitamina C e antiossidanti, ha effetti rinfrescanti e diuretici.