Don Rusca è diventato beato



nicolo rusca beatoIl 21 aprile 2013 a Sondrio è stato beatificato don Nicolò Rusca.
Arciprete di Sondrio in una delle epoche più tormentate della storia valtellinese, Nicolò Rusca nacque nel 1563 a Bedano, nel Canton Ticino, allora appartenente alla diocesi di Como. Compì gli studi sacerdotali a Roma presso i gesuiti e a Milano nel Collegio Elvetico, dove conseguì la laurea in teologia. Dopo una breve esperienza pastorale a Sessa, nel 1591 fu eletto arciprete di Sondrio, dove rimase fino al 1618, anno del suo martirio. Sondrio era allora soggetta al libero Stato delle Tre Leghe.

L'”£ditto di Tolleranza”, proclamato dai Grigioni a seguito della diffusione della Riforma protestante, riconosceva la facoltà di esercitare la confessione riformata accanto a guella cattolica. In Valtellina, furono poche le comunità che passarono alla nuova confessione, essendo radicata nelle popolazioni la fede cattolica.

La sua instancabile attività gli attirò presto le ire dei riformati che mal sopportavano la sua opera di rinnovamento religioso. Denunciato ingiustamente più volte dai suoi oppositori, incarcerato e poi assolto, nel 1618 finì nelle mani di una falange riformata estremista e profondamente anticattolica, che riuscì ad imbastire contro di lui l’accusa, totalmente falsa, di tradimento dello Stato.

Catturato nel luglio di quell’anno fu deportato a Coirà e poi a Thusis, dove morì sotto tortura il 4 settembre 1618. Una pia tradizione racconta che a Ponchiera, sopra Sondrio, un fico fiorì improvvisamente al passaggio di don Rusca.