Ciak, si gira…in Salento

Il Salento torna ad essere il set preferito per la cinematografia italiana. Ben quattro lungometraggi sono stati finanziati da Apulia Film Commission. L’investimento totale è di 760.390,12 euro. Il ritorno non è solo economico (basti pensare alle strutture ricettive che ospiteranno troupe e attori, ma anche d’immagine.

Il Salento tornerà sul grande schermo con le opere di quattro grandi registi del nostro cinema.
Ferzan Ozpetek, dopo il successo di “Mine Vaganti”, anch’esso ambientato nel Salento, farà ciak col nuovo film “Allacciate le cinture”. Il lungometraggio ottiene un finanziamento di 268.964,92 euro per 54 giorni da girare tra Lecce, Otranto e Maglie. 

“Madre Terra” (Lumiere & Co) è invece il titolo del nuovo film del regista Giulio Manfredonia, autore di pellicole come “Si può fare”, “Qualunquemente” e “Tutto tutto niente niente”, ha ottenuto un finanziamento di 230.522,00 euro per 48 giorni da girare interamente in Salento.

“In grazia di Dio” (Saietta Film) segna il ritomo alla regia di Edoardo Winspeare, con un’altra storia ambientata in Salento còsi come accaduto in passato per “Pizzicata”, “Sangue vivo” e “Galantuomini”. La pellicola, da girare in 30 giorni tra Lecce, Casarano, Maglie, Tricase, Corsano, Giuliano, ottiene un finanziamento di 90.245,60 euro.

Sempre in Salento è costruita la vicenda raccontata dal film “La guerra dei cafoni (Classic) di Davide Barletti e Lorenzo Conte, autori del film “Fine pena mai” e con i Fluid Video Crew del docufilm “Italian Sud Est” .e di numerosi e premiati documentari. Alla pellicola, che sarà girata per 45 giorni tra Manduria e le province di Taranto e Lecce, vengono erogati 150.657,60 euro.

Infine, il cortometraggio “Alle corde” (Overlook Production) di Andrea Simonetti, film breve che racconta la vicenda di un pugile dilettante operaio all’Ilva di Taranto, ottiene 20mila euro per 6 giorni di lavorazione a Taranto.