Lo stambecco del Gran Sasso



stambeccoLo splendido esemplare di caèpre selvaggia, altro non è che uno stambecco. La sua dimora è il Gran Sasso, tra le cui valli vive non del tutto indisturbato da secoli. Si tratta di una specie tutta “italiana”. Basta pensare che tutti gli stambecchi attualmente esistenti discendono da quelli del Gran Paradiso. Eppure anticamente erano moltissimi, e non solo in Italia. Sin dal Medioevo, però, la medicina popolare ritenne d’aver trovato in loro una vera farmacia ambulante, ricca di rimedi per le malattie più diverse.

Iniziò così una caccia accanita alimentata dalla superstizione, e fu un contributo rilevante, una concausa probabilmente essenziale, per il progressivo declino della specie. Dal 1558, dopo che l’ultimo stambecco del cantone di Glarus fu ucciso, lo sterminio s’allargò a tutto il territorio svizzero finché – tra il 1800 e il 1850 – con l’eliminazione dei residui esemplari del Bernese, ultimo rifugio dello stambecco fuori dall’Italia, la specie all’estero si estìnse.

Pure da noi però le cose non andavano bene, fino a quando nel 1922, con l’istituzione del Parco Nazionale del Gran Paradiso, il primo in Italia, ebbe lentamente inizio la ripresa. Si trattò di una vera svolta sia per la conservazione dello stambecco che di tante altre specie. Un esempio per tutti. «La nostra storia» scrivono giustamente fieri quelli del Parco «è il vostro futuro».