La festa di San Sebastiano patrono di Gallipoli il 20 Gennaio (e si legge in greco)

san sebastiano

San Sebastiano, martire cristiano del III secolo d.C., è venerato in molte località italiane ed estere.

Soprattutto a Roma, dove morì e fu sepolto nelle catacombe, dette proprio catacombe di San Sebastiano. Nella Capitale, dopo Pietro e Paolo è il terzo patrono della città.

Il suo culto è diffusissimo ed è patrono degli arcieri e archibugieri, tappezzieri, fabbricanti di aghi e di quanti altri abbiano a che fare con oggetti a punta simili alle frecce.

Più di recente è stato anche proclamato protettore dei vigili urbani, per una infelice similitudine tra “frecce”.

Inoltre è patrono di Pest a Budapest e dei Giovani dell’Azione Cattolica; è invocato nelle epidemie, specie di peste, così diffusa in Europa nei secoli addietro.

E’ bene ricordare che san Sebastiano, seppur nell’iconografia classica  è raffigurato sempre colpito da frecce, in realtà morì flagellato. Infatti dopo la condanna ad essere trafitto con le frecce e la conseguente esecuzione, non morì, ma fu curato da una nobile donna romana, una certa Irene. Fu l’imperatore Diocleziano a condannarlo alla flagellazione a morte, avvenuta nel 304.

Anche a Gallipoli, in provincia di Lecce, il santo è venerato da secoli, tanto che nelle messe si legge il vangelo  sia in italiano che in greco, proprio perché san Sebastiano era venerato anche al tempo in cui a dominare la città erano popoli provenienti dall’oriente cristiano.

A Gallipoli il 20 gennaio, giorno in cui la Chiesa fa memoria del santo, una solenne processione per le vie del centro porta i simulacri argentei dei due protettori della città: San Sebastiano e Sant’Agata, che si festeggerà il 5 febbraio.

Alla processione partecipano tutte le confraternite ancora attive in città, che sfilano in ordine di “anzianità”, in base all’anno in cui sono state riconosciute con regio decreto. Seguono le autorità civili, con una significativa delegazione dei Vigili Urbani in testa, e quelle militari.

La popolazione segue ancora molto la tradizione e partecipa numerosa alle celebrazioni religiose nella concattedrale dedicata alla compatrona Sant’Agata, nella quale officia messa solenne il vescovo della diocesi di Nardò-Gallipoli.

Una particolarità: nella processione il simulacro di San Sebastiano è preceduto da quello di Sant’Agata, l’ordine delle statue si invertirà il 5 febbraio nella processione per la martire catanese.