Visitare l’Eremo di san Bartolomeo in Legio



L’Abruzzo conserva segreti e luoghi sacri molto affascinanti.

Come quelli custoditi alle  pendici settentrionali della Majella, dove si trova il più spettacolare degli eremi d’Abruzzo: San Bartolomeo in Legio.

Il percorso di avvicinamento al vallone e al suo eremo è segnato da antiche croci in ferro. Superata la terza croce, l’accesso all’eremo avviene attraverso un grande foro nella roccia, con i gradini scolpiti nella pietra nuda.

Siamo a 600 m slm, completamente protetti da uno sperone di roccia lungo 50 metri.

All’eremo di San Bartolomeo in Legio si accede attraverso una scala scavata nella roccia, la Scala Santa, che porta ad una balconata rocciosa alla fine della quale si trova la chiesa.

Sotto il riparo di un costone compatto apparirà allora, con grande e sorprendente effetto, la facciata della piccola cappella, incastonata nella cengia che taglia la parete rocciosa come un terrazzo.

Dalla cappella due ripide scalinate portano al suggestivo greto sottostante, eroso nella nuda roccia anch’esso.

La vicenda di questo eremo è legata strettamente alla celebre figura di Pietro Angeleri, l’eremita della Majella salito nel 1294 al soglio papale col nome di Celestino V, che nella seconda metà del XIII secolo più volte si ritirò su queste rupi in preghiera con i suoi discepoli.

La chiesetta è quasi tutta scavata nella roccia e solo la parete esterna è in muratura.

In una nicchia sopra l’altare cinquecentesco è collocata la statua in legno dipinto di San Bartolomeo, molto venerata dai fedeli per diverse ragioni.

Ogni anno, la mattina del 25 agosto la chiesetta è raggiunta da centinaia di fedeli che, dopo aver assistito alla messa, portano in processione la statua del santo fino alla chiesa parrocchiale di Roccamorice, dove è oggetto di grandi festeggiamenti.

A San Bartolomeo i devoti si rivolgono anche in altri momenti dell’anno, prendendo in prestito dalla statua il suo coltello, usandolo per scongiurare malattie e chiedendo l’intercessione del santo.

Ma il culto popolare è legato anche ai presunti poteri curativi e miracolosi dell’acqua che sgorga dalla sorgente posta in fondo al vallone.

Non solo abruzzesi si recano in questo posto, ma anche molti fedeli delle regioni confinanti hanno fatto della chiesetta di san Bartolomeo la meta preferita per i loro pellegrinaggi.

L’eremo si trova nel territorio di Roccamorice, in provincia di Pescara.