I sapori del Cilento



Lungo la costa tirrenica della Campania, nella zona più a sud, confinante con la basilicata e comunemente nota come Cilento, si possono gustare prodotti tipici davvero eccezionali.
È soprattutto la mozzarella la regina di queste terre.

La prima volta la mozzarella va gustata nuda e cruda per scoprirne tutta la voluttà: la leggera resistenza della pelle che sotto i denti cede un rivolo di latte dolce e avvolgente. Poi, entrati in confidenza, si possono tentare accoppiamenti più liberi:

alternata a strati di melanzane nella parmigiana; nel ripieno dei ravioli; nel sartù, il ricco timballo di riso, con carne e funghi; a fettine nel gattò di patate; o in carrozza, cioè racchiusa tra due fette di pane, impanata nell’uovo e fritta.

O nel modo più semplice: alla caprese, con pomodoro, basilico e un filo d’olio DOP Cilento leggermente piccante. Di volta in volta, la bianca sirena ama accompagnarsi con vini asciutti e pieni come il Taburno Coda li Volpe e il Falerno del Massiccio.

In questa terra baciata dal sole, la ricchezza delle materie prime permette di creare piatti gustosi, ma dietetici, come sostengono gli scienziati americani che hanno studiato per anni l’alimentazione della popolazione del Cilento: pasta, pesce, verdure (insuperabili i carciofi tondi di PaestumJ, olio extravergine.

Ecco perché ci si può concedere senza rimorsi la caponata, a base di friselline, pomodori e olive, o la pasta locale; le tipiche cortecce con le sarde; gli scialiatelli, listarelle di pasta fresca di grano duro e formaggio conditi con i frutti di mare; i paccheri con ragù di scorfano. A proposito di cacio, la mozzarella vanta una nobile corte.

Ne fanno parte la provola affumicata dalla pasta cotta di bufala, il burrino incamiciato, una specie di scamorza con un cuore di burro. Per i dolci, i mustacciuli, tipici biscotti al miele o gli sproccolati, fichi bianchi del Cilento farciti con semi di finocchio. Una cucina quindi ricca di sapori e variegata, proprio come la terra da cui proviene.