Benedetto XIV e la Chiesa bolognese del Settecento

E’ tempo di conclave, di scelta del nuovo Papa e già si fanno nomi e si prospettano scenari di cambiamento. La storia della Chiesa ha registrato periodo in passato di crisi anche peggiori di quella attuale. Quando il potere temporale era innescato con quello spirituale i problemi erano ben altri e anche più difficili da risolvere. Lo sapeva bene un Papa che, guarda caso, portava lo stesso nome del pontefice oggi dimesso: Benedetto XIV.

Nel Settecento occorreva rilanciare l’azione della Chiesa in forme più consone alla nuova sensibilità che andava maturando nella società, presentando modelli di vita cristiana ispirati a una spiritualità rinnovata che coinvolgesse in uguale misura il cuore e la ragione.

Fu merito del cardinale Prospero Lambertini, bolognese, divenuto papa nel 1740 col nome di Benedetto XIV, saper cogliere con prudenza e coraggio, negli anni del suo episcopato bolognese (1731 – 1740), i fermenti che si manifestavano anche nella Chiesa bolognese e fornire, con le sue visite pastorali e le sue sapienti “notificazioni”, indirizzi ed esempi validi per il clero e per tutti i fedeli.

Anche dopo la sua elevazione al sommo pontificato, Benedetto XIV continuò a ritenere per sé l’arcivescovado di Bologna fino al 1754, cioè fino a quando fu completata la ricostruzione della cattedrale che venne consacrata il 15 agosto 1757 dal card. Vincenzo Malvezzi, successore del Lambertini nella cattedra episcopale bolognese.

A Benedetto XIV si dovette anche il compimento del nuovo santuario della Madonna di S. Luca, iniziato nel 1723 e consacrato dallo stesso cardinale Malvezzi il 25 marzo 1765.Papa Benedetto XIV fu un Papa particolare, vicino al suo popolo ma anche distante dalle richieste che venivano dal basso, tanto che le attese di rinnovamento e di cambiamento furono smentite ben presto da una Chiesa che si rivelò ancora una volta conservatrice e chiusa in se stessa.