Anche Gallipoli ha la tassa di soggiorno



I comuni italiani ormai si sa che da tempo soffrono di “mal di cassa”, le entrate sono sempre meno e i costi sempre più alti.

Ecco allora che si deve correre ai ripari cercando di non mettere le mani nelle tasche dei cittadini. L’idea migliore è quella della tassa di soggiorno. Non tocca i residenti e aiuta a rimpinguare le casse comunali.

Anche Gallipoli, cittadina salentina ai primi posti della scelta turistica italiana e straniera, avrà la sua tassa di soggiorno a partire dall’anno 2013.

Il consiglio comunale  ha dunque approvato il balzello che graverà sulle tasche dei turisti. Sono state fissate imposte diverse per categorie di strutture, ma anche previste esenzioni.
Il regolamento definitivo, già consultabile sul sito istituzionale del Comune, è stato licenziato all’unanimità.

La tassa di soggiorno entrerà in vigore dall’ultimo sabato del mese di giugno sino all’ultimo del mese di settembre. Con una serie di esenzioni per il resto dell’anno, per i disabili, i minori sino a 16 anni, e per i viaggi organizzati.

Ridotta temporalmente anche l’applicazione dell’imposta giornaliera non più per i primi dieci giorni, ma invece per sette giorni consecutivi di pernottamento negli alberghi, pensioni, campeggi, strutture ricettive, affittacamere, B&b e agriturismi della città.

Nello specifico l’imposta è fissata a 1 euro per alberghi, resort, villaggi, pensioni, alberghi diffusi, campeggi e aree camper, e in generale per strutture ricettive da 1 e 2 stelle e Bed & Breakfast e agriturismi con tariffa giornaliera a persona inferiore o uguale a 50 euro.

Si pagherà invece 1,50 per le stesse strutture a tre stelle e con la tariffa di B&b e agriturismi superiore a 50 euro, e per casette, bungalow, case caravan e mobilhome all’interno di campeggi. Imposta di 2 euro per chi sceglie il soggiorno in strutture a 4 e 5 stelle. Nel corso dei mesi di bassa stagione di giugno e settembre tali misure d’imposta saranno ridotte di 50 centesimi.

Ovviamente gli operatori del settore non l’hanno presa bene e si augurano che la prossima stagione estiva non sia di segno negativo in relazione alle presenze in città.

Vedremo come andrà e soprattutto se i turisti gradiranno pagare pur di visitare e vivere nella “città bella”.

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