Il castello di Melfi



Il nord della Basilicata è una parte d’Italia ancora poco conosciuta ai più. A causa della sua lontananza dal mare è di fatto esclusa dai tradizionali itinerari turistici. Stretta fra la Puglia e la Campania, questa terra offre invece paesaggi di rude bellezza, tra boschi, colline, valli e laghi incontaminati e nasconde gioielli artistici di grande valore, quali lo splendido castello medievale di Melfi.

Questa antica fortezza è dotata di dieci torri di guardia, di cui sette rettangolari e tre pentagonali. Ognuna di esse ha un nome che rievoca fatti e leggende del passato:
Torre dell’Ingresso
Torre dello Stendardo o dei Cipressi
Torre della Secretaria o Della Terrazza
Torre del Baluardo del Leone
Torre dell’Imperatore o dei Sette Venti
Torre senza nome, restano solo i ruderi
Torre di Nord Est o Torrita Parvula
Torre delle Carceri o di Marcangione
Torre della Chiesa
Torre dell’Orologio

Il castello Venne edificato dai Normanni, successivamente ricostruito da Federico II, ampliato da Carlo I d’Angiò e ritoccato dai Caracciolo e dai Dori. Oggi ospita il Museo Nazionale del Melfese. Il castello ha quattro ingressi, di cui solo uno è tuttora agibile. Il primo, situato a nord est vicino alla Torre Parvula, era collegato direttamente con la campagna ed attualmente è murato;

il secondo, anch’esso murato e collocato nei pressi della Torre della Chiesa, si apre nello spalto; il terzo a sud ovest, presente vicino al Baluardo del Leone, era l’ingresso principale nell’epoca angioina e permetteva di raggiungere il fossato e la città.

Il quarto, l’unico attivo, fu aperto dai Doria e funge da accesso al paese attraverso un ponte levatoio. Da vedere anche quel che resta delle mura di cinta normanne, che racchiudono il centro storico estendendosi per più di quattro chilometri.