Le settimane bianche in Italia

In Italia si può davvero fare una vacanza invernale senza rinunciare alle comodità. Di posti in montagna fornitissimi e attrezzati ce ne sono a centinaia. Eccone alcuni. C’è Chamois, in provincia di Aosta, un paesino sospeso per aria a metà della Valtournanche. Dopo aver scelto uno dei tre alberghi rustici con vista sulla Becca di Nana, a piedi o con gli sci si può salire ancora al poetico Lago di Lod, passando per i profumi gastronomici di Chez Pierina, oppure per un sentierone per fondisti che, spalle al Cervino, arriva a La Magdeleine costeggiando tane di camosci e marmotte.

Per chi ama le emozioni forti c’è il Dos del Sabion che ha preso un premio europeo per il suo panorama “no limits” sulle Dolomiti del Brenta, ma ha anche il merito tutto suo di aver aggiunto due chicche: l’arredamento montanaro delle sue stanze perlinate e soprattutto una pista di partenza per parapendio sulla neve, per sfiorare le Dodici Cime e l’Adamello.

“Classico”, ma assolutamente unico è il rifugio Plateau Rosa, dove il tramonto colora di rosa tenue il ghiacciaio perenne del Monte Rosa, a 3.500 metri. Il freddo non si sente, perché ci si muove per provarle tutte: una “sciatina” in Svizzera fino a Zermatt, due passi fino alla suggestiva grotta di ghiaccio del Piccolo Cervino, una discesa notturna (solo con la luna piena) sulla pista di Coppa del Mondo.

Sulla terrazza dolomitica del Graffer, a metà della funivia Croste, sopra Madonna di Campiglio, si ragiona solo in termini di sci alpinismo e fondo, ciàspole da neve (qui le racchette si chiamano così) e pelli di foca.
Un’altra possibile meta è la malga Boc, sette chilometri di silenzio tonificante, cui si arriva anche dal rifugio Lusia (in Val di Fassa): è piccolo, rustico e così geloso della cucina locale da conservare, quasi in mezzo alla neve, le forme di Tosella da grigliare.

Il rifugio Lago Palù della Valmalenco domina l’omonimo anello per fondisti, con possibilità di sconfinare in mezzo alle pinete sotto il Bernina. Se fate in tempo, perlustrate la Val Badia in quota: c’è da provare la prima seggiovia d’Italia, che arriva al rifugio del Col Alto, sicurissima e datata 1947. E poi sciate, divertitevi e godetevi il panorama!