La piadina romagnola, IGP e soprattutto buona…sempre!

Piadina RomagnolaCome il panettone o il pandoro a Natale, ci sono cibi che hanno il potere di rimanere eterni e di non assomigliare ad altri che a se stessi. E’ il caso della piadina romagnola, che non conosce crisi e soprattutto che si può gustare tutto l’anno.

La piadina da qualche anno ha ottenuto, e non senza polemiche, il fatidico marchio IGP (Indicazione  Geografica Protetta), che nell’occasione si è sdoppiata in due varianti principali: quella di area riminese,  più larga e sottile, e quella di area forlivese-ravennate.

Il carattere originale di questa cultura è la sua  irriducibile diversità territoriale, la sua capacità di declinare le ricette in infinite varianti locali.

Poiché la più antica citazione letteraria della piada sembra essere quella del botanico Costanze Felici, originario dell’entroterra riminese, che verso il 1570 accenna a “placente e cresce o piade” cotte “sotto le cenere infocate overo nelli testi infocati”, se ne è dedotto un primato storico della piadina in quelle zone.

Poi si è trovato un inventario, più o meno dello stesso periodo, che registra la presenza in una casa borghese della valle del Senio (Romagna occidentale) di un utensile da cucina detto “testo da piada co’ li soi ferri”.

Certo è che da almeno quattro secoli e mezzo era nota ovunque in Romagna, da est a ovest.

Come era fatta? Chissà. Ognuno la avrà fatta a suo gusto, come gli sembrava migliore.

E meno male che la vicenda del marchio IGP ne ha riconosciuto la varietà: perché una “piadina romagnola” in realtà non esiste, ne esistono tante, diverse fra loro.

Già ridurle a due modelli principali è stato problematico, e lo stesso disciplinare ha dovuto ammettere una larga oscillazione di misure:

  • la piada “terre di Romagna” può avere un diametro da 15 a 20 cm e uno spessore da 4 a 10 mm;
  • quella “romagnola riminese” ha il diametro da 21 a 30 cm e lo spessore fino a 3 mm.

Come è evidente, dietro queste misure ci sono oggetti estremamente differenziati, che solo una forzatura legislativa ha costretto in due tipologie fondamentali, decidendo d’ufficio che il confine tra il grosso e il sottile si situa fra i 3 e i 4 millimetri.

Al di là delle definizioni e delle misure tecniche, resta il fatto che la piadina è buona comunque la si faccia e soprattutto è calda e saporita come la gente di Romagna.