Wassily Kandinsky, dalla Russia all’Europa. A Pisa

Uno dei pittori dell’est ancora poco conosciuto in Italia è Wassily Kandinsky, il russo padre dell’astrattismo. Le sue opere sono visitabili nella mostra, inaugurata il 13 ottobre,  che Pisa ospita fino a febbraio. Discendente da una ricca famiglia di commercianti di té, Kandinsky racconta di essere stato conquistato alla pittura durante un viaggio in Siberia, quando entrò in una isbà di contadini poveri e fu impressionato da un interno dove si ammassavano oggetti differenti e che proiettavano un cromatismo multiplo.

Da lì inizia la sua ricerca “dello spirituale nell’arte” e per favorire un rapporto tra la madre terra Russia e l’Europa, che si situa nel paesaggio di Murnau e assume come simbolo il Cavaliere Azzurro. Kandinsky spiega che occorre sfuggire al razionalismo occidentale. Il cavallo trasporta con la sua forza e agilità il cavaliere, ma è quest’ultimo che lo guida e lo governa.

Allo stesso modo, ed è questo il messaggio dell’artista, l’uomo deve comportarsi con la natura e in definitiva con la pittura, osservarne le forme e le figure, ma poi dimenticarla, governarla, soggiogarla.

La mostra di Pisa raccoglie e offre al pubblico una cinquantina di dipinti che raccontano questa idea dell’arte di Kandinsky.
Il titolo scelto è emblematico: Wassily Kandinsky, dalla Russia all’Europa. Le sale sono quelle del Palazzo Blu. La mostra rimarrà aperta fino al 3 febbraio 2013.