Le terre di Matilde di Canossa

Reggio Emilia e il suo territorio custodiscono bellezze artistiche e ricordi storici di assoluta importanza. La grande donna che ispirò e diffuse nelle zone il gusto per il bello fu Matilde di Canossa, cantata da Dante nel Paradiso come colei che tenne testa con le armi a un Imperatore. I suoi castelli, disposti in un sistema fortificato lungo i crinali dei coli reggiani, offrono oggi non solo la loro magnificenza di monumenti architettonici, ma anche la riscoperta del loro significato storico inserito in un paesaggio ancora segnato da antichi borghi, torri e pievi.

Tanto che da qualche anno è nato il Circuito dei Castelli Matildici e delle Corti Reggiane, che offre una vera e ricca occasione di viaggio culturale. I castelli e le corti, formidabili “macchine del tempo”, depositari della storia, delle radici e identità di una regione, sono stati finalmente restaurati, o sono in corso di restauro, e costituiscono fonti di ricchezza, lavoro e nuove professioni.

Quelli che un tempo erano luoghi esclusivi di potere e oppressione, oggi sono diventati centri di aggregazione, di incontro, di vita culturale con i festival della “Musica a Corte”, degli “InCanti Cortesi”, e delle rievocazioni storiche. L’origine di questi castelli risale alla famiglia degli Attonidi, da cui Matilde discendeva, che aveva rafforzato, tra il Taro e il Reno, la frontiera settentrionale dei suoi possedimenti.

Queste fortificazioni avevano soprattutto uno scopo difensivo. In particolare Canossa si trova lungo una linea di difesa intermedia mentre un altro centro di difesa era Bianello, che si affaccia direttamente sulla pianura, pronto ad affrontare il primo scontro con nemici che provenissero da nord.

Oggi queste fortezze sono in gran parte visitabili e ospitano periodicamente mostre ed eventi culturali. Per conoscere in dettaglio le manifestazioni e le date si può consultare il sito www.matildedicanossa.it