Visitare La Tomba di Dante a Ravenna

Visitare La Tomba di Dante a Ravenna

A Ravenna, città famosa nel mondo per i suoi mosaici e candida a capitale europea della cultura per il 2019, esiste la zona dantesca, amata dai grandi poeti e scrittori, con la tomba del sommo poeta Dante, morto a Ravenna la notte fra il 13 e il 14 settembre del 1321 presso il Convento di San Francesco poi si tennero i funerali di Dante Alighieri.

Scoprirete, se siete scortati da una guida, tutti i viaggi che il poeta in esilio a Ravenna dovette fare pure post vitam.

L’attuale tempietto sobrio in stile neoclassico, si deve al volere del Cardinale Legato Luigi Valenti Gonzaga che ne affidò il lavoro all’architetto Camillo Morigia nel 1780.

Bisogna ricordare che nel 1519 ebbe inizio la lunga vicenda che riguarda le ossa di Dante, quando i fiorentini, ottennero da Papa Leone X, fiorentino, il permesso di prelevare le ossa di Dante per portarle a Firenze; ma giunti a Ravenna trovarono l’urna vuota.

I frati francescani, notte tempo, dall’interno del convento avevano praticato un buco nel muro e avevano trafugato le ossa e le nascosero al Sienzo nel vicino convento.

Nel 1677 Padre Antonio Santi le collocò in una cassetta di legno, non trascurando l’incisione di preziose notizie. La piccola cassetta, nel 1810 venne nascosta sotto la soglia di una vecchia porta presso Braccioforte (vicino all’attuale tomba). Nel 1865, anno centenario della nascita del Poeta, durante alcuni lavori, fu scoperta la cassetta e finalmente le ossa furono ricollocate nell’urna.

L’interno, ben rivestito di marmi, conserva l’urna sepolcrale con le ossa di Dante, fatta fare nel 1483 da Bernardo Bembo, capitano e podestà di Ravenna (sotto la repubblica venata) sulla quale fece scolpire l’epitaffio latino di Bernardo Canaccio dettato nel 1327: « I diritti della monarchia, i cieli e le acque di Flegetonte visitando cantai, finché volse il mio destino mortale. Ma poiché la mia anima andò ospite in luoghi migliori e più beata raggiunse fra gli astri il suo Creatore, qui sono racchiuso io, Dante, esule dalla patria terra, cui generò Firenze, madre di poco amore».

L’epitaffio voluto dallo stesso Dante fa intendere chiaramente il suo amore per Firenze, città natale, ma nello steso tempo ne rimarca la colpevolezza di non averlo voluto come figlio, perciò è ritenuta dal Poeta indegna di conservare anche le sue ossa.

Sopra l’urna, una scultura in bassorilievo di Pietro Lombardo del 1483, raffigura Dante raccolto e pensieroso accanto a un leggio.

Più in alto una croce d’oro, posta nel 1965 (settimo centenario della nascita del Poeta) fu donata da Paolo VI.

Non distante dalla tomba, sorge il Museo dantesco. Vi si accede per una scala esterna, nel retro della tomba. Fu sistemato nel 1921, data in cui fu donata dai comuni d’Italia anche la campana posta sopra la scala esterna. Vari doni e cimeli sono collocati in cinque vani: una riproduzione del monumento di Dante a Trento; targhe, corone, pergamene, maschere del Poeta, la cassetta di Padre Antonio Santi, l’urna di vetro nella quale lo scheletro ricomposto di Dante fu esposto nel 1865. Ritratti, bozzetti, busti completano l’esposizione.

A sinistra di chi guarda la facciata del tempietto, si possono vedere due chiostri, che facevano parte dell’antico convento dei francescani: il primo, più vicino alla tomba, (del secolo XVI), conserva, al centro, una bella cisterna con due colonne e capitelli bizantini (del VI secolo); nel lato ovest una lapide ricorda il trafugamento delle ossa di Dante. Nel 1953 furono collocati gli stemmi di alcune città italiane.

L’altro chiostro del secolo XV, ha colonne di vario materiale.

Al centro pende una lampada accesa, che è alimentata dall’olio offerto ogni anno dal comune di Firenze nel ricordo dell’anniversario della morte del Poeta. Il legame dunque tra Firenze e Dante, anche se burrascoso sia in vita che post mortem, non si è mai sciolto. O

gni anno, il 14 settembre, una delegazione fiorentina porta l’olio toscano con cui accendere una lampada in segno di pace sulla tomba del poeta, in sgeno di pace fra Firenze e Ravenna, città che vide la luce e lo spegnimneto del padre della Divina Commedia.

Interno della tomba di Dante

Interno della tomba di Dante– foto di Mattiap ( CC BY-SA 3.0)

Oggi la tomba di Dante è visitata quotidianamente da migliaia di turisti, in particolare studenti di tutti gli ordini scolastici, a cominciare dalla scuola primaria. Segno questo della sua perenne importanza nel panorama della cultura e della letteratura italiana.

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