Bridget Baker: l’Eritrea italiana, l’arte visiva e il ricordo storico

L’artista Bridget Baker (East London, 1971) propone a Bologna una sua realizzazione fatta di video e foto su un momento storico del nostro Paese: la conquista dell’Eritrea da parte del governo fascista italiano.
Nell’ambito del progetto espositivo allestito negli spazi della Collezione Permanente del MAMbo, il museo d’arte moderna di Bologna, viene presentata in anteprima assoluta l’omonima opera video a due canali The Remains of the Father – Fragments of a Trilogy (Transhumance) (2012, 24′), che rappresenta la prima parte di una trilogia in cui l’artista intraprende un percorso di riflessione su un tema ancora scarsamente indagato dalla storiografia italiana quale la storia coloniale in Eritrea durante il regime fascista.

L’opera è l’esito di un programma di residenza svolto da Bridget Baker a Bologna nel corso del 2012 su invito di Nosadella.due – Independent Residency for Public Art, durante il quale l’artista ha sviluppato un’indagine basata sulla esplorazione di archivi e biblioteche in Italia, e sull’incontro con numerosi interlocutori, tra i quali storici, esperti di cinema, psicologi, sociologi, architetti e esponenti di diverse comunità eritree italiane.

La straordinaria ricchezza delle fonti raccolte ha ispirato all’artista l’idea di una narrazione visuale, in cui elementi fiction si mescolano a tracce di una storia reale dimenticata. Lasciando il pubblico nella incertezza di un punto di vista che si pone al limite tra realtà e finzione, documento e interpretazione, il lavoro intende infatti interrogare lo sguardo dello spettatore sul ruolo dell’immaginazione nella percezione dei fatti.

La mostra rientra nella sezione Arti Visive della decima edizione di Gender Bender Festival (Bologna, 27 ottobre 3 novembre 2012) e rimarrfà aperta fino al 6 gennaio 2013.