Cosa vedere a Tolentino, città di san Nicola e della Battaglia della Rancia, con tanti gioielli architettonici

Un giro turistico nelle Marche non può non prevedere una visita a Tolentino.

La cittadina di Tolentino, in provincia di Macerata, oltre ad essere meta di pellegrinaggi per il santo Nicola qui venerato e vissuto, vanta una serie di opere monumentali di tutto rispetto.

Tre in particolare sono i gioiellli architettonici e artistici della cittadina. Tutti da visitare e da non tralasciare anche nelle gite di un solo giorno.

Tolentino e i suoi gioielli architettonici

Di particolare bellezza e valore artistico è il complesso monumentale della Basilica di San Nicola. Si tratta di un monumento tra i più importanti d’Italia, ha al suo interno il cosiddetto “Cappellone ” con il bellissimo ciclo di affreschi trecenteschi di scuola giottesco-riminese.

II portale è opera di Nanni di Bartolo detto il “Rosso”, collaboratore di Donatello.

Basilica di San Nicola da Tolentino

Basilica di San Nicola da Tolentino

Da visitare, oltre al santuario e al chiostro, il Museo degli ex Voto, il Museo delle Ceramiche, il Museo dell’Opera ed il Museo del Presepio.
San Nicola si festeggia il 10 settembre e le feste a lui dedicate terminano la domenica successiva.

Altro gioiello è la cattedrale di San Catervo. Fu ricostruita agli inizi del sec. XIX sulla precedente chiesa abbaziale del XIII secolo, conserva nella Cappella di San Catervo, ornata con affreschi attribuiti a Francesco da Tolentino (sec. XVI), il sarcofago marmoreo che racchiude i corpi di Flavio Giulio Catervio, della moglie Settimia Severina e del figlio Basso. L’opera, di notevole importanza, risale al IV secolo d. C. San Catervo è il santo protettore della città e viene festeggiato il 17 ottobre.

Infine c’è la chiesa della Carità che in origine era dedicata a San Giacomo. L’accesso è un tipico portale romanico che risale al XII secolo sovrastato da un rosone con dodici colonnine. Pregevole il portale secondario in cotto, sormontato dallo stemma della Confraternita della Carità.

Da ammirare all’interno, nella navata principale, un interessante soffitto a cassettoni con al centro la statua in legno dorato di San Giacomo. Attualmente è adibita ad auditorium e centro espositivo.

Insomma Tolentino è davvero un’opera d’arte a cielo aperto, un piccolo borgo che racchiude come in uno scrigno bellezze ed emozioni tutte da scoprire.

 

Tolentino: la città di san Nicola e della Battaglia della Rancia

Questo piccolo e suggestivo borgo medievale è il teatro di importanti eventi che si svolgono nell’anno ed è soprattutto la città dell’agostiniano SAN NICOLA DA TOLENTINO.

San Nicola nasce nel 1245 a Sant’Angelo in Fontano.

Dopo una gioventù passata nello studio e nella perfetta continenza, entra nel Convento di Tolentino, dandosi ad una vita interamente dedicata alla preghiera, alla penitenza e alla carità.

Alla sua morte, nel 1305, la sua fama di santità si propaga rapidamente in tutto il mondo.

Il corpo del santo è custodito e venerato nella Basilica che porta il suo nome a pochi passi di distanza dalla Piazza della Libertà, ed è meta costante di pellegrinaggio.

La facciata della Basilica si presenta elegante e raffinata con il portale quattrocentesco dello scultore fiorentino Nanni di Bartolo in pietra bianca d’Istria. L’interno vi rapisce subito con il suo stupefacente soffitto a cassettoni, struttura in legno dorato, con altorilievi ricoperti in argento. Tutto il resto è rivestito d’oro zecchino.

Di particolare importanza è il “CAPPELLONE”, che presenta il più grande ciclo di affreschi delle Marche, eseguito intorno al 1320 da Pietro da Rimini, illustre esponente della scuola giottesco-riminese.

Nelle vele della volta sono rappresentati i quattro Evangelisti abbinati ciascuno ad uno dei Dottori della Chiesa, mentre le pareti presentano episodi della vita della Vergine, di Cristo e di San Nicola. Dal Cappellone si accede al bellissimo chiostro trecentesco, completamente affrescato, alla fine del ‘600, con Storie di San Nicola.

Ma la Basilica non finisce di stupire: in alcune sale del convento è allestito il MUSEO DELL’OPERA DEL SANTUARIO.

Tolentino come dicevamo è visitabile tutto l’anno. E’ la città della Biennale internazionale dell’Umorismo, della Battaglia della Rancia e delle Terme di Santa Lucia.

Non c’è quindi scusa che tenga, ogni periodo è buono per recarsi a visitarla o per trascorrere in essa un sereno week end.

Il Castello della Rancia

A 7 km dal centro abitato di Tolentino, splendido borgo medievale in provincia di Macerata , in direzione del capoluogo, ecco le possenti mura e l’alto mastio del CASTELLO DELLA RANCIA. Costruito dai monaci cistercensi della vicina Abbadia di Piastra come granaio fortificato, ha assunto con Rodolfo II Varano, signore di Camerino, le caratteristiche di un Castello con notevoli sistemi di difesa.

Oggi la struttura ospita il CIVICO MUSEO ARCHEOLOGICO “ARISTIDE CENTILONI SILVERi”, ricco di testimonianze della civiltà picena e romana. Di forma quadrangolare, è composto da una cinta merlata rafforzata da due torri angolari.

Percorrendo un’angusta e suggestiva scala a chiocciola si può salire attraverso i sei livelli del Mastio, dalle carceri sotteranee al piano di avvistamento.

Il CASTELLO DELLA RANCIA è stato teatro, nel corso dei secoli, di numerosi scontri armati e vicende che hanno segnato la storia nazionale, come la “Battaglia della Rancia” nel 2, 3 e 4 maggio del 1815, tra le truppe guidate da Cioacchino Murat, re di Napoli, che cercava di unificare l’Italia e il vincente esercito austriaco comandato da Bianchi.

L’Abbazia di Santa Maria di Chiaravalle di Piastra

Abbazia di Chiaravalle di Fiastra

Facciata dell’ Abbazia di Chiaravalle di Fiastra – di Maxmar69Opera propria, CC BY-SA 4.0

A qualche centinaia di metri dal Castello sorge una delle abbazie cistercensi più importanti d’Italia, l’ABBAZIA DI SANTA MARIA DI CHIARAVALLE DI PIASTRA, fondata nel XII secolo.

I monaci cistercensi, provenienti dall’abbazia di Chiaravalle di Milano, giunsero nella valle del Piastra il 29 novembre del 1142, guidati da S.Bernardo di Chiaravalle. Questi bonificarono le terre circostanti ed edificarono la chiesa con gli altri edifici abbaziali in stile romanico-gotico cistercense, utilizzando anche del materiale ricavato dalle rovine della vicina città romana Urbs Salvia.

L’Abbazia, ceduta dal 1624 ai Gesuiti, è ritornata ad essere residenza dei monaci cistercensi nel 1985. Ancora oggi si possono ammirare i locali più importanti del monastero: la chiesa con i suoi affreschi, il rosone, il portale, il chiostro, la sala capitolare, il refettorio, le grotte, il cellarium e la sala detta “delle Oliere” nella quale si trova il Museo Archeologico.