Le dolcezze gastronomiche del Piemonte
La cucina italiana in genere è una della più ricche ed elaborate del mondo. Moltissimi piatti vengono realizzati con ingredienti unici e tipicamente italiani. Ma non è sempre così. Ci sono prodotti infatti che si coltivano in altre parti del mondo, ma che in Italia hanno trovato terreno fertile, in tutti i sensi. Tra questi il riso. Il Piemonte è una di quelle regioni che di riso se ne indente.
Sono sei infatti gli ingredienti fondamentali della cucina piemontese: riso, aglio, latte, burro, formaggio, tartufo. Non c’è piatto regionale che non ne contenga almeno uno di questi. Ma i piemontesi sono soprattutto grandi consumatori di riso: lo mangiano in minestra, come contorno, in insalata, se ne servono per i ripieni e lo usano anche per i dolci.
I piatti tipici sono il riso alla piemontese con o senza tartufi (un risotto più semplice e meno lavorato di quello milanese), la panisela (una volta era il piatto dei poveri, perché fatto con gli avanzi), la brodera (riso innaffiato con sangue di maiale), il riso in cagnòn (riso bollito, passato in padella con burro fuso e formaggio tenero).
I piemontesi sono anche degli specialisti pasticcieri. I loro dolci sono noti e apprezzati oltre i confini regionali. Torino va famosa per le caramelle e i cioccolatini, i gianduiotti in particoare, Novara per i biscottini, Vercelli per i bicciolani (biscotti che contengono cannella, pepe bianco e noce moscata), Casale Monferrato per i crumiri (biscotti alla vaniglia), Biella per i canestrelli (detti anche cialde), Ivrea per gli eporediesi al cacao. E ancora: a Ovada si preparano dei caratteristici biscotti, a Cuneo i cuneesi al rum (delicate meringhette), a Crescentino i “tira” (biscotti “tirati” a forma di bastoncini).
Ad Alba ci sono gli albesi al barolo, ad Alessandria e Asti i baci di dama (piccole paste di mandorle) e a Cavi e Mombaruzzo gli amaretti. Ce ne sono per tutti i gusti.
Il cioccolato piemontese poi ha tutto un altro sapore, anche se pure qui la materia prima non è prodotta direttamente in loco; ennesima dimostrazione di quanto la maestrìa gastronomica italiana riesca ad esaltare ed impreziosire tutto ciò che passa…sotto il piatto.