Civita di Bagnoregio: un museo a cielo aperto



Foto CC-BY di Alessio Damato

Immaginate una piccola città situata in una posizione stupenda, abbandonata a causa delle continue erosioni che caratterizzano la zona. Questa è Civita di Bagnoregio , soprannominata la “città che muore” a causa della progressiva erosione della collina su cui sorge. La città, un tempo isolata, è dal 1965 raggiungibile grazie a un ponte pedonale. Dal ponte, lungo 300 metri e in alcuni tratti molto pendente, è possibile ammirare il panorama che offre la valle dei Calanchi.

Iniziamo questo viaggio alla scoperta di questa piccola ma affascinante città che, come vedrete, ha alle spalle secoli di cultura.

Civita, trovandosi vicino al Tevere e ad altre vie commerciali, fu fondata dagli Etruschi circa 2500 anni fa, poiché essi ritenevano molto vantaggiosa sia la sua posizione che la sua vicinanza con i fiumi Rio Chiaro e Rio Torbido.
Tuttavia, essendo la valle dei Calanchi un’area caratterizzata da fenomeni sismici, gli Etruschi e, successivamente, i Romani dovettero intraprendere opere per la canalizzazione dell’acqua piovana e per arginare il corso dei due fiumi. I successori dei Romani però abbandonarono le opere per la gestione dei due corsi d’acqua, dedicandosi così a opere di disboscamento, dove estirparono gli alberi fino alla radice. Così il terreno, privato dei rinforzi naturali che lo tenevano compatto, rimase esposto all’erosione dei due fiumi.

La città che gli Etruschi fondarono prese il nome di Bagnoregio ed era formata da due quartieri principali, Civita e Rotha (l’attuale Bagnoregio). I due quartieri, inizialmente collegati da un lembo di terra, furono separati nel 1764 a causa di un terremoto.

A causa dei continui terremoti, dalla fine del 1700 la piccola città fu gradualmente abbandonata dai suoi cittadini, fino a diventare ciò che è oggi: un museo medievale abitato da una decina di persone.

Civita di Bagnoregio è situata su una collina di origine vulcanica nella valle dei Calanchi. La valle, a cavallo tra il lago di Bolsena e la valle del Tevere e vicina a Viterbo, è attraversata da due fiumi (Rio Torbido e Rio Chiaro) ed ha assunto l’aspetto che ha oggi a causa dei continui fenomeni di erosione, che danno forma alla valle.

La vegetazione della valle, a causa della natura argillosa del terreno, è costituita da poche specie situate nelle varie fasci della valle. Nella fascia più bassa dei calanchi si trova una zona cespugliosa costituita da rovi, canne e, talvolta, rosa canina. Nella parte interna della valle, invece, la vegetazione è composta da piante arboree e arbusti. Infine, sulle rupi tufacee la vegetazione risulta limitata.

La fauna della valle è quella tipica dell’Alto Lazio. Negli ambienti boschivi si possono trovare ricci, istrici, volpi, tassi, donnole e cinghiali, mentre solo d’estate tortore e upupe.
Per raggiungere Civita di Bagnoregio è necessario passare per la città sorella di Bagnoregio, da cui si deve poi proseguire a piedi.

La città, caratterizzata dalla presenza di molti palazzi rinascimentali e dal magnifico Belvedere (un balcone naturale sul bordo dello strapiombo, da cui è possibile ammirare la bellezza della valle dei Calanchi), è famosa per le opere che si trovano nella chiesa di San Donato, per lo stupendo Crocifisso ligneo quattrocentesco della scuola del grande Donatello e per la porta di Santa Maria. La porta, l’ultima rimasta delle cinque porte originali della città, ha due bassorilievi, raffiguranti entrambi un leone che tiene tra le zampe la testa di un uomo, che simboleggiano la vittoria che i cittadini di Bagnoregio ottennero sui loro tiranni nel 1494. Questa vittoria è un evento importantissimo per Bagnoregio, la quale divenne da quel momento un comune libero.

Fra gli eventi invece spiccano il presepe vivente, durante le feste natalizie, e il secolare Palio della Tonna. Con quest’ultimo, che si svolge durante la prima domenica di giugno e la seconda domenica di settembre e che è preceduta da una processione all’interno del borgo, si possono vedere le contrade di Civita di Bagnoregio che si sfidano a cavallo di asini, animando così questa piccola città.