Un itinerario nel senese tra storia e archeologia

Rapolano Terme è il luogo ideale non solo per gli amanti delle terme, del benessere e del relax ma anche e soprattutto per gli appassionati di arte e archeologia. Qualora vi troviate a soggiornare in questi territori potreste dedicare almeno un’intera giornata alla visita di alcuni luoghi di interesse: il complesso archeologico di Campo Muri, il museo della Grancia e la necropoli etrusca di Poggio Pinci.

Il complesso archeologico di Campo Muri, accessibile solo con una visita guidata e su prenotazione, risale al III secolo a.C. Individuato solo a metà degli anni ’70, su segnalazione del gruppo archeologico locale, rappresenta un insediamento di età etrusco – romana molto esteso, si parla di circa 8000 m2.

Grazie agli scavi condotti dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana in collaborazione con il Comune di Rapolano Terme, si è riusciti a ricostruire buona parte della planimetria dell’edificio antico e le principali fasi insediative del sito. La presenza di un deposito votivo individuato nella Buca delle Fate, sede della sorgente termale in età antica, sembra attestare l’esistenza di un culto legato alla presenza di acque termominerali cui probabilmente veniva attribuita una valenza sacra oltre che salutare e terapeutica. Dopo la rimozione dei sedimenti limo – argillosi dal centro della sorgente, sono venuti alla luce alcuni bronzetti figurati, monete di bronzo e frammenti di armille, cioè i braccialetti ornamentali che gli imperatori romani erano soliti donare ai guerrieri che si erano distinti per grandi prodezze. Inoltre, gli scavi hanno portato alla luce un’ampia piscina termale con gradinate perimetrali in grossi blocchi parallelepipedi di travertino, carina da vedere.

Il museo della Grancia, situato nel centro storico di Serre di Rapolano, documenta la storia delle antiche fattorie fortificate, le Grance appunto, appartenenti fin dal XIV secolo all’Ospedale di Santa Maria della Scala di Siena. In una prima sezione dedicata all’olivicoltura e al ciclo dell’olio, che utilizza spazi e macchinari di un antico frantoio, sono sistemati pannelli sulla coltivazione e lavorazione dell’olio. L’itinerario successivo, attraverso stazioni multimediali, permette poi ai visitatori di conoscere, secondo appositi ipertesti, le vicende della Grancia in sé.
Ai più giovani farà certamente piacere sapere che il museo ospita anche un atelier destinato ad accogliere giovani artisti in un mix di tradizione e arte contemporanea.

A soli 15 minuti da Rapalo Terme sorge, invece, la necropoli etrusca di Poggio Pinci, purtroppo parzialmente distrutta dal corso di un torrente. Le camere sepolcrali, ricavate nello strato più superficiale del banco di travertino, che al momento hanno visto la luce sono 9, tutte contenenti  sepolture ascrivibili a un periodo che va dal V al I secolo avanti Cristo. Tra i materiali rinvenuti spiccano le ceramiche a figure rosse di fabbrica volterrana, la ceramica a vernice nera e alcuni manufatti bronzei, tutti esposti presso il museo civico Casa Corboli di Asciano.
Si ricorda che per visitare la necropoli è necessario contattare l’amministrazione comunale per fissare una visita guidata.

 


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