Capodanno a Gallipoli, lo sparo del “Pupo”

Capodanno a Gallipoli, lo sparo del “Pupo”


Ci sono tradizioni che fanno parte del patrimonio storico e culturale di un popolo, e solo di quel popolo.Non si tratta necessariamente di popoli di grandi nazioni o addirittura di continenti, ma anche di piccole realtà locali, di paesi, di comuni di cui la storia d’Italia è particolarmente ricca.

Ecco allora che per le feste di Capodanno, di comune in comune appunto, si preparano eventi diversi, ma tutti accomunati dall’unico scopo: scacciar via il vecchio anno e tutte le cose brutte che ci ha lasciato e accogliere nella gioia il nuovo che, come sempre, ci si augura migliore del precedente.

A Gallipoli, in provincia di Lecce, c’è dalla notte dei tempi, un rito particolare che si celebra a mezzanotte del 31 dicembre di ogni anno: lo sparo del “pupo“.

Questo altri non è che un fantoccio, riempito di botti, che viene letteralmente incendiato allo scoccare della mezzanotte del nuovo anno. Questi manufatti  in cartapesta, che per tradizione sono bruciati il 31 dicembre alle ore 24.00 con una fragorosa accensione pirotecnica, rappresentano simbolicamente l’anno vecchio che se ne va con tutti i malesseri e le sue cattiverie, ma  soprattutto mandano un saluto benevolo al nuovo anno.

Una volta di questi “pupi”, lavorati con la cartapesta e dipinti con maestria, di diversa fattura e grandezza, se ne vedevano a decine, sparsi in ogni angolo della città.

I festeggiamenti in città

Il nuovo anno si festeggia solitamente al bastione San Domenico, nell’estramurale del centro storico, con una serie di eventi .
Oltre a questi festeggiamenti, le associazioni o l’associazione che ogni anno organizza l’evento,  propone anche la visita al presepe vivente  allestito presso l’ex convento dei frati francescani.

Fuochi d’artificio – <a href="https://pixabay.com/it/colorato-colori-fuoco-d-artificio-1842077/" rel="nofollow">foto di pexels</a>

Fuochi d’artificio – foto di pexels

Il  programma della notte di san Silvestro a Gallipoli, normalmente è articolato in prima serata con spettacoli di animazione per bambini, gruppi musicali e di intrattenimento che si esibiscono su palchi nella città, dj set, conto alla rovescia con animazione e musica  e infine sparo del tradizionale “pupo”

Rischi e precauzioni

Oggi, causa i rischi derivanti dall’uso cospicuo di botti e fuochi d’artificio, la loro presenza nelle strade è ridotta e l’amministrazione pubblica rilascia solo un limitato numero di permessi per l’occupazione del suolo pubblico.

Lo sparo dei “pupi” resta comunque il momento più atteso soprattutto dai bambini e dai giovanissimi che raccolgono offerte nelle settimane precedenti proprio per realizzarli con le loro mani.

Ovviamente con la supervisione di un adulto. Non è quindi difficile imbattersi in un gruppetto di ragazzi che chiede ai passanti una modesta somma per il “pupo” e questo ben prima delle ore 24 del 31 dicembre.

I “pupi”

Alcuni di questi “Pupi” sono grandissimi e rappresentano di solito un vecchio canuto che, ricurvo, attende la sua fine, altri rappresentano personaggi della cronaca in qualche modo cattivi e che hanno segnato l’anno che se ne va. Un gruppo di ragazzi di via Carlo Massa ad esempio ha deciso di realizzarne uno con l’effige di Michele Misseri, personaggio ormai noto per il drammatico avvenimento di Avetrana. Ma non mancano personaggi della politica o della malavita, che in qualche modo si sono “distinti” per le loro malefatte nel corso dell’anno che sta per finire.

E di anno in anno questa tradizione si rinnova, si ripropone. Il pupo più bello è davvero difficile rintracciarlo, anche se ultimamente sono frequenti dei concorsi di “bellezza per i pupi”.

Certo è che la capacità dei cartapestai gallipolini, molti dei quali si cimentano anche nell’allestimento dei carri allegorici del Carnevale, è ormai apprezzata in Italia e nel mondo.

Pupo di Gallipoli

Pupo Gallipoli

Il pupo rappresentato nella foto (2007) è stato preparato da un gruppo di giovanissimi di via Imperia (Daniele Rizzello, Marco Rizzo, Sergi Achille, Rizzello Leo e Carrozza Matthias), tutti o quasi discendenti da famiglie da sempre impegnate nella lavorazione della cartapesta.

Rappresenta un vecchio in pigiama, malato, ormai in fin di vita ( il 2007) che ha nella mano la sveglia bloccata alla mezzanotte, la sua ultima ora! A quell’ora infatti morirà lasciando il posto al nuovo anno che viene, ma che immancabilmente, ogni anno, ha fatto e farà la stessa inesorabile fine.

Rito che si ripete dunque, sempre uguale ma sempre diverso, soprattutto sempre atteso con ansia e gioia.Negli ultimi anni i Pupi di San Silvestro  sono divenuti una grande attrattiva turistica, presentandosi come un evento culturale e allo stesso tempo tradizionale.Si è costituita una vera e propria scuola con opere  sempre più grandi come dimensioni, ma anche più elaborate e raffinate.

Questo è il Capodanno a Gallipoli, Capodanno di spensieratezza e ricco di voglia di ricominciare a sperare, sempre.