“Wildt, l’anima e le forme tra Michelangelo e Klimt” a Forlì
Per alcuni artisti è difficile farsi conoscere ed amare da un vasto pubblico. Soprattutto per coloro che hanno uno stile molto particolare e innovativo. E’ il caso di Adolf Wildt, scultore e disegnatore, protagonista della vita culturale a cavallo tra il 1800 e il 1900.Wildt fu professore dell’Accademia di Brera e insignito del titolo di Accademico d’Italia negli anni del fascismo.
Sue sono le statue di Benito Mussolini, di Vittorio Emanuele III, di Papa Pio XI, letti come eroi del tempo. Molte di queste sono state raccolte e collezionate dalla famiglia di mecenati romagnoli Paolucci de’ Calboli. Il marmo, il suo uso raffinato e tecnicamente ineccepibile è stato la materia prima del suo lavoro.
Queste opere e molte altre sono in mostra a Forlì. Spesso l’opera di Wildt viene collocata e collegata insieme ai richiami che la spiegano, per assonanza o per contrasto, con i grandi scultori del passato più o meno remoto come Fidia, Michelangelo, Cellini, Bernini e altri ancora. O con gli artisti che di Wildt sono stati contemporanei, come Klimt, Rodin, De Chirico, Casorati. Senza dimenticare l’amicizia e l’assonanza con Gabriele D’Annunzio e la sua poesia.
Certo non si può scindere l’arte di Wildt dalle influenze politiche del suo tempo e dalle mutazioni sociali che lo hanno contraddistinto. La durezza e la severità di alcune sue opere lo testimoniano ancor oggi, e forse anche per questo la mostra di Forlì nei Musei San Domenico non è stato facile proporla e realizzarla. Il titolo della mostra è “Wildt, l’anima e le forme tra Michelangelo e Klimt” e chiuderà i battenti il 17 giugno 2012.